De Ketelaere, l'Atalanta chiama: a Sarri serve il suo talento per una scossa
La Gazzetta dello Sport

De Ketelaere, l'Atalanta chiama: a Sarri serve il suo talento per una scossa

Sabato 24 ottobre 2026
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Il tecnico chiede al belga una reazione con il Frosinone. La Dea ha bisogno della sua fantasia dietro alla punta

Il tecnico chiede al belga una reazione con il Frosinone. La Dea ha bisogno della sua fantasia dietro alla punta

Matteo Brega Giornalista 24 ottobre - 12:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Domani pomeriggio l’Atalanta tornerà in campo, a 64 ore e spicci dalla gara di Amsterdam. Un arco temporale ridottissimo che non permetterà a Maurizio Sarri né di recuperare alcun infortunato né di preparare la sfida contro il Frosinone in più sedute. In pratica ci sarà solo quella odierna, perché domani mattina ci sarà tempo per un risveglio muscolare e poi via verso la New Balance Arena.

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Condizione

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Tutto l’opposto della formazione di Massimiliano Alvini che non gioca da venerdì 16, ovvero 9 giorni. Situazioni opposte dunque. E l’Atalanta non ha tempo per pensare, ma deve subito agire. Tra coloro dai quali Sarri si aspetta un segnale deciso e profondo c’è Charles De Ketelaere. Il belga, anche contro l’Ajax, non ha lasciato tracce. Alle spalle di Gianluca Scamacca non è riuscito ad accendere mai se stesso e i compagni. Il gol che con la Dea manca dal 10 gennaio scorso è oramai un problema di secondo ordine. In primis il belga deve recuperare una condizione fisica migliore. Il Mondiale sembra avergli lasciato scorie addosso. Giovedì ad Amsterdam non ha mai provato a calciare in porta, ha perso più palloni di quelli recuperati (8 a 5) e non ha subito alcun fallo. Presenza soffice.

Tutti per Charles

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Questa Atalanta che ha bisogno di essere più efficace in attacco, ha necessità di recuperare il talento del belga. Sarri lo stima e lo aspetta. Lo ha anche detto mercoledì sera alla vigilia della gara di Conference: "Prima o poi farà una panchina anche lui, ma se vogliamo che faccia la differenza, dobbiamo supportarlo in questo momento – ha spiegato l’allenatore dell’Atalanta -. Quando farà bene lo abbracceremo tutti e adesso ce lo stringiamo forte". Compatti intorno a CDK che qualcosa però deve iniziare a restituire. L’affetto dei compagni, dello staff e della società è immutato. Eppure serve che inizi a dare una risposta pratica sul campo. Laddove Sarri, pur di sfruttare ancor di più il suo talento, lo ha accentrato portandolo da ala a sotto punta. Non come nel Belgio dove gioca da centravanti. Ma comunque in una posizione nella quale può fare meno strada e avere meno compiti di ripiegamenti esterni. Eppure la scossa non è arrivata. CDK sembra essersi infilato in una zona d’ombra difficile da comprendere. Il suo posto in questa Dea è sempre stato centrale. La società fece un investimento robusto nel 2023 per prenderlo dal Milan convinto che la versione migliore fosse quella di Bruges e non quella in rossonero. La scommessa è stata vinta subito, non fu un azzardo. L’Atalanta gli tese una mano dopo quella stagione negativa a Milano. Adesso è il belga che dovrebbe tenderla al suo club, bisognoso delle sue giocate. Perché se il gol può aspettare, la sua inventiva diventa indispensabile. In un gruppo minato da infortuni muscolari che hanno spolpato Sarri dei difensori centrali, l’attacco non è sicuramente un reparto immune da guai.

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Più attacco

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Mancano Giacomo Raspadori e Kamaldeen Sulemana, due elementi che garantirebbero variazioni sul tema a Sarri. Il quale deve lavorare con due centravanti (Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic), un’ala sinistra (Jonathan Rowe) e De Ketelaere. Perché Eljif Elmas e Nicola Zalewski sono esterni, sì, ma con caratteristiche differenti, utilissimi per gli equilibri della squadra, ma con meno tecnica e fantasia del belga. L’Atalanta che contro l’Ajax ha trovato una continuità e un’applicazione difensiva sarriana, cerca robustezza e imprevedibilità offensiva (giovedì un solo tiro nello specchio). Domani contro il Frosinone - titolare o da subentrato - riparte la caccia al vero Charles, per non continuare a inseguire i contorni dei ricordi.

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