Como, il sogno è di tutti e il club non dimentica i suoi tifosi: 22 abbonati sventolano il telone Champions
In occasione della sfida di Champions contro il Manchester United, il club ha dato l'opportunità ai suoi abbonati di sventolare il telone della Champions League
In occasione della sfida di Champions contro il Manchester United, il club ha dato l'opportunità ai suoi abbonati di sventolare il telone della Champions League
Francesco Maletto Cazzullo Giornalista 24 ottobre - 12:03 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDalle sfide con la Pergolettese alla storica vittoria contro il Manchester United, il Como di Fabregas sta conquistando l'Europa a colpi di bel calcio, senza mai dimenticarsi dei propri tifosi. Lo dimostrano le iniziative con cui il club biancoblù cerca di coinvolgere i propri sostenitori nelle notti più importanti della sua storia. In occasione della sfida di mercoledì, infatti, ventidue abbonati hanno avuto l'opportunità di sventolare il telone della Champions League, vivendo da protagonisti l'atmosfera del Sinigaglia prima del fischio d'inizio. Un gesto che racconta il legame tra la società e la sua gente, lo stesso che è emerso anche in occasione dello storico esordio europeo contro il Lipsia. Per quella notte, il presidente Mirwan Suwarso e alcuni dirigenti avevano infatti deciso di rinunciare ai propri posti in tribuna per lasciarli ai tifosi più anziani, nati nel 1950 o prima. Un modo per permettere a chi ha seguito il Como in ogni categoria e in ogni epoca di essere presente in una delle serate più importanti della storia del club.
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—Tra i ventidue fortunati che hanno potuto sventolare il telone c'era anche Davide Bianchi, storico tifoso lariano: "Sono abbonato da più di trent'anni e, quando ho ricevuto questa proposta dal club, non ci volevo credere. Dopo la partita sono tornato in curva dai miei amici. Purtroppo non ho fatto in tempo a percorrere il tunnel che Nico Paz aveva già segnato". Molti dei tifosi coinvolti erano presenti anche alla prima trasferta europea contro il Feyenoord, un'esperienza che Davide racconta con entusiasmo: "Viaggiare fuori dall'Italia per noi, che prima andavamo a Verona per vedere lo spareggio contro la Spal, è una roba incredibile. Al De Kuip potevamo perdere anche 5-0, non ce ne sarebbe fregato niente". Un percorso che, oltre ai risultati sportivi, racconta anche la trasformazione della società e dello stadio. "Prima vendevo i biglietti al Sinigaglia, mi ricordo porte e finestre rotte per passare tra i vari corridoi. Ora, invece, è cambiato tutto: abbiamo un gioiellino". Infine, il pensiero di Davide torna alla storica vittoria contro i Diavoli Rossi del Manchester United: "Ormai in città non si parla d'altro. Il giorno dopo la partita era il grande argomento di conversazione". Ma guai a parlare di scudetto: "Campionato e Champions sono competizioni belle, ma impossibili. A noi basta vedere questi ragazzi correre sul campo e giocare un calcio incredibile". Certo, dopo un avvio così smettere di sognare sarebbe un peccato.
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