Bublik, il sogno di casa sfuma per un infortunio: Medvedev in finale, sfida Basilashvili
La Gazzetta dello Sport

Bublik, il sogno di casa sfuma per un infortunio: Medvedev in finale, sfida Basilashvili

Sabato 24 ottobre 2026
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Il kazako si ritira in semifinale ad Almaty dopo appena un set contro il russo, frenato da un problema al ginocchio rimediato nella sfida con Khachanov. Decisiva la risonanza magnetica, che sconsigliava di scendere in campo

Il kazako si ritira in semifinale ad Almaty dopo appena un set contro il russo, frenato da un problema al ginocchio rimediato nella sfida con Khachanov. Decisiva la risonanza magnetica, che sconsigliava di scendere in campo

Dal nostro inviato  Marco Iaria 24 ottobre - 17:35 - ALMATY (KAZAKISTAN) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La festa è rovinata. Alexander Bublik sognava di conquistare il titolo davanti al pubblico di casa, ad Almaty, ma un infortunio al ginocchio lo ha costretto ad arrendersi nella semifinale contro Daniil Medvedev. Appena 21 minuti di gioco, il tempo necessario al russo per vincere il primo set 6-3. A quel punto il kazako ha deciso di ritirarsi. Medvedev, campione uscente e numero 5 del mondo, vola così in finale, dove affronterà a sorpresa il georgiano Nikoloz Basilashvili, numero 128 della classifica Atp, che ha eliminato Stefanos Tsitsipas per 6-4 6-7 (5) 6-3. Il dramma sportivo di Bublik era cominciato il giorno precedente, durante la battaglia di due ore e mezza contro Karen Khachanov, battuto al tie break del terzo set. “Questo è lo sport. Giochi una delle migliori partite della stagione, batti un avversario difficilissimo, un rivale particolarmente importante per te, e poi ti infortuni sul 5-4 nel tie-break del terzo set. Due minuti dopo vinci la partita, sei al settimo cielo, il pubblico grida il tuo nome e festeggi. Poi esci dal campo e ti rendi conto che probabilmente il giorno dopo avrai bisogno delle stampelle per camminare”, ha raccontato il kazako in conferenza stampa. 

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RISONANZA

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 Da quel momento è cominciata una corsa contro il tempo per cercare di recuperare in vista della semifinale. “Abbiamo concentrato tutte le energie sul recupero, ma purtroppo abbiamo trascorso l'intera mattinata in ospedale. Abbiamo fatto un'ecografia, una risonanza magnetica e diversi trattamenti che avrebbero potuto aiutarmi almeno a scendere in campo». Il verdetto dei medici è arrivato poco prima dell'incontro: «Abbiamo ricevuto il risultato della risonanza appena venti minuti prima della partita. Nel referto c'era scritto che non avrei dovuto giocare, ma ho deciso comunque di provarci. Non vengo così spesso ad Almaty, non vengo così spesso in Kazakistan. Sapevo che la gente era venuta per me, che mi stava aspettando. Desideravo tantissimo scendere in campo, regalare loro almeno un po' del mio tennis, del mio affetto, restituire qualcosa di tutto quello che loro danno a me. Per me era una questione di principio». Il numero uno kazako ha stretto i denti, ma contro un Medvedev in grande forma non c'è stato nulla da fare. “Pensavo che forse sarei riuscito a disputare un paio di game. Alla fine ho giocato un set, sono persino riuscito a servire da sotto e a vincere uno scambio. Ho cercato di fare il massimo di quello che dipendeva da me. Ma che cosa posso farci? Questo è lo sport”.

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