Juve, vincere per non fare come Tudor: la peggior partenza degli ultimi 10 anni gli costò la panchina
Contro il Lecce i bianconeri si giocano presente e futuro, ma anche l'orgoglio: perdere significherebbe toccare il punteggio più basso in classifica dopo 8 giornate dal 2016-17
Contro il Lecce i bianconeri si giocano presente e futuro, ma anche l'orgoglio: perdere significherebbe toccare il punteggio più basso in classifica dopo 8 giornate dal 2016-17
Fabio Russo Giornalista 24 ottobre - 21:32 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSolo un risultato, la vittoria, per non toccare sempre più il fondo. Nonostante l'emergenza infortuni, nonostante saranno passate meno di 72 ore dalla sfida di Europa League contro il Rennes e nonostante il successo manchi in Serie A da prima della sosta per le nazionali. La Juve a Lecce domani sera alle 18 non ha altro obiettivo che conquistare i tre punti. Non solo per allontanare i venti di crisi, ma pure per non riscrivere la storia al contrario. Con la sinistra coincidenza che proprio uno score così in avvio di stagione un anno fa costò il posto a Igor Tudor...
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—Ottava giornata, dunque, spartiacque per la squadra di Spalletti. Dopo aver conquistato 11 punti nelle prime sette, infatti, se i bianconeri non riuscissero a salire a quota 14 dopo la trasferta del Via del Mare si troverebbero a fare i conti con la peggior partenza dell'ultimo decennio. In assoluto se ad imporsi dovesse essere la squadra di Di Francesco, alla pari con lo scorso anno (12) se il risultato finale fosse di pareggio. In ogni caso, nettamente al di sotto degli anni degli ultimi scudetti di Allegri (rispettivamente 21, 19 e 24 punti) e di quello di Sarri (22), ma pure dell'esperienza di Pirlo (16), del triennio dell'Allegri-bis (14, 13 e 17) e della partenza di Thiago Motta (16). Un anno fa, il 26 ottobre 2025, proprio la sconfitta in casa della Lazio per 1-0, la terza consecutiva in un filotto di 8 gare senza successi tra campionato e Champions, lasciò Igor Tudor a quota 12 punti e gli fu fatale. Il giorno successivo, infatti, la Juve decise di esonerare il croato e, in attesa di raggiungere l'accordo con Spalletti, per il turno infrasettimanale contro l'Udinese andò in panchina il tecnico della Next Gen, Massimo Brambilla. Sinistre coincidenze. Un po' come le parole di Carnevali prima della gara contro il Rennes ("Spalletti sa che deve lavorare, la maglia della Juve pesa e la panchina scotta, ma non ci tocca tanto") suonano diverse, ma simili a quelle di Chiellini 5 giorni prima di decidere per il ribaltone ("Vogliamo continuare con Tudor, ha il nostro sostegno").
quel precedente della juventus di fine anni '70
—Club, squadra, Spalletti e i tifosi si augurano chiaramente che la storia non si ripeta. Anche perché, altrimenti, per ritrovare una Juve con meno di 14 punti conquistati in campionato all'ottava giornata per due stagioni di fila bisognerebbe fare un salto indietro nel tempo addirittura di quasi 50 anni: fino alle stagioni 1977/78 e 1978/79. Nel primo caso, però, 13 punti valevano il terzo posto in classifica, nel secondo 11 il sesto. Se non raggiungesse quota 14 domani a Lecce, invece, la Vecchia Signora potrebbe addirittura ritrovarsi nella parte destra della classifica. Un po' come toccare sempre più il fondo.
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