Sala: "Il Torino può sognare, si vede il timbro di Abate. Vlasic e Simeone i simboli"
La leggenda granata: "La squadra gioca un bel calcio. La gara col Como ci dirà di più. Cacciamani? Può migliorare nell’abilità di saltare l’uomo, sta crescendo"
La leggenda granata: "La squadra gioca un bel calcio. La gara col Como ci dirà di più. Cacciamani? Può migliorare nell’abilità di saltare l’uomo, sta crescendo"
Dal nostro inviato Mario Pagliara 25 ottobre - 07:34 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDalla fascia di capitano nel favoloso anno dello scudetto del ’76 al Toro di oggi, quello di Abate, che inizia a convincere, a divertire e a vincere. Il suo è un viaggio lungo cinquant’anni, riempito da un amore profondo per la maglia granata. Claudio Sala è una leggenda torinista e del calcio italiano, ancora oggi è per tutti il Poeta del Gol (definizione da Anni Settanta) nell’immaginario collettivo degli appassionati di calcio. Ieri come oggi il Toro è il compagno di viaggio.
Claudio Sala, in cosa il Toro di Abate è differente?
"Guardi, innanzitutto, è diverso perché è riuscito a raccogliere nove punti nelle ultime tre partite, come non accadeva dal 2019 quando c’era Mazzarri. È un aspetto di primo piano, perché non è mai una cosa facile in un campionato di Serie A".
La vittoria col Monza ha generato tanto entusiasmo: qual è stata la prima cosa che ha pensato dopo il 3-2 di venerdì sera?
"Al successo contro l’Udinese. Perché, secondo me, in quella partita è accaduto un episodio che ha cambiato la storia di questo Toro. Mi riferisco all’errore in uscita del portiere dell’Udinese, Okoye, che dà la possibilità a Kulenovic di fare il 2-1. Credo che sia stato l’episodio che ha fatto svoltare il campionato del Toro: con quella vittoria l’ambiente ha trovato entusiasmo".
VIDEO: Pulsanti colorati, monitor e spogliatoi: come funziona la Sala VarChe sensazione le sta lasciando il Toro di Abate?
"È una squadra molto offensiva, segna tanto, mi piace: tre gol a Parma, tre anche con il Monza. C’è ancora da registrare qualcosina in difesa, perché prendiamo qualche gol di troppo, ma se vinciamo 3-2 va benissimo uguale. Abate ha saputo trasmettere a questi ragazzi la volontà e la voglia di giocare un calcio bello e offensivo. L’ allenatore ha dato un bel timbro".
E poi ci sono i giocatori simbolo che stanno ingranando e stanno trascinando gli altri.
"Ah certo, gente come Vlasic e Simeone: questi sono gli uomini che fanno la differenza. Ad esempio, il secondo gol di Simeone a Parma è un fiore all’occhiello di questo attaccante: lui sa fare le cose semplici, e ogni tanto riesce a fare anche i gol pesanti e difficili. È stato molto importante che, in estate, il Toro sia riuscito a trattenerlo, quando in alcuni momenti sembrava che potesse andare via".
E allora, il Toro può sognare?
"Sognare si può, si può sempre ed è anche giusto farlo. Però dipenderà anche da martedì sera: se contro il Como il Toro farà un risultato positivo, che sia il pareggio o naturalmente la vittoria, vorrà dire che il Toro avrà fatto un ulteriore salto di qualità. Oltre a rappresentare un bel test, la sfida con il Como sarà una prova: ci potrà dire dove il Toro potrà arrivare".
Ultima: come vede la crescita di Cacciamani?
"Gioca da quella parte, proprio dove giocavo io. È un ragazzo che ha qualità, punta direttamente l’avversario, ed è una cosa che ormai non fanno gli altri. È quindi un ragazzo da tenere sotto osservazione, perché può migliorare soprattutto nell’abilità di saltare l’uomo e di servire la palla al centro dell’area. Sta crescendo, sta crescendo bene".
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