Valdifiori: "Volevo fare il vigile, sono arrivato in azzurro. A Empoli avevo una Fiesta autocarro e Maccarone..."
La Gazzetta dello Sport

Valdifiori: "Volevo fare il vigile, sono arrivato in azzurro. A Empoli avevo una Fiesta autocarro e Maccarone..."

Domenica 25 ottobre 2026
2 visualizzazioni

L'ex centrocampista, oggi vice-allenatore di Malta: "Il giocatore più forte con cui ho giocato? Dico Higuain. Pirlo il mio idolo, in Nazionale mi regalò la maglia. Con Mihajlovic ci sentivamo per messaggio. Guai a toccare un suo uomo"

L'ex centrocampista, oggi vice-allenatore di Malta: "Il giocatore più forte con cui ho giocato? Dico Higuain. Pirlo il mio idolo, in Nazionale mi regalò la maglia. Con Mihajlovic ci sentivamo per messaggio. Guai a toccare un suo uomo"

Andrea Elefante Giornalista 25 ottobre (modifica alle 07:30) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Mirko Valdifiori oggi vede il suo secondo orizzonte di vita del colore del mare di Malta. Più o meno lo stesso che guardava quando, ancora senza saperlo, il nuovo capitolo della sua carriera stava iniziando. "Gennaio 2025, ero da Manolo Gabbiadini a Dubai. Bella vacanza, ma stavo in quel limbo in cui un calciatore perde un po’ di riferimenti: continuo o smetto? C’era qualche proposta, valutavo. Squilla il telefono, sul display leggo: Emilio De Leo. Il vice di Mihajlovic ai tempi del Toro, oggi ct di Malta. La scintilla che aspettavo, ho guardato il mio patentino Uefa: "È un’occasione. Prendila al volo". 

VIDEO: Jovetic: "Pochi mesi fa ero a un passo dal ritorno in Serie A"

Perché De Leo telefona a Valdifiori per proporgli un posto da assistente tecnico? 

"Nel suo calcio ci sono principi che richiamano quelli di Sarri: questo può aiutarmi ad aiutarlo. E poi lui lavora molto sull’aspetto emozionale: così i giocatori ti danno di più. Credo abbia pensato: "Mirko può avere con i nostri giovani lo stesso rapporto leale che abbiamo avuto noi ai tempi. Può farli crescere con i suoi consigli". 

Consiglierà mai a un suo giocatore “Fatti ammonire, così salti la prossima”?... 

"Eh, sì, lo feci a Empoli prima della trasferta di Reggio Calabria. Ho paura degli aerei e pensai: sono diffidato, devo esserci per la prossima in casa. E così mi risparmio un volo…". 

Mai avuto paura del post carriera? Magari ha ripensato di fare il vigile, suo sogno da ragazzino? 

"Non ne ho avuto tempo, grazie a quella telefonata. Ma davanti alla scuola delle bimbe, quando vedo il vigile, ci ripenso: mi sarebbe piaciuto un sacco". 

Giugno 2025, Olanda-Malta 8-0, due gol di Malen: come l’aveva visto? 

"Come lo state vedendo voi, anche se giocava più esterno rispetto alla Roma. Uno contro uno, strapotere fisico nei primi metri, ma sono sincero: non pensavo che da punta centrale potesse segnare così tanto". 

Un passo indietro: il momento più buio, da calciatore? 

"No, non le dico Napoli. I 4-5 mesi persi a Empoli per la sindrome della bandelletta: un tendine del ginocchio ogni tanto mi faceva cadere per terra come un corpo morto". 

Ha mai pensato di aver perso un treno? 

"Ci fu un contatto Empoli-Siena perché mi voleva Conte, ma andò alla Juve e non se ne fece nulla. Però poi mi ha chiamato in Nazionale... Eravamo in ritiro, le 19.30. Mi chiamano Sarri e Carli e me lo dicono con un abbraccio: erano euforici quanto me. Un po’ se ne parlava, ma mi ero detto soltanto: sognare non costa nulla". 

Italia-Inghilterra allo Stadium: un’immagine su tutte? 

"Conte che mi si avvicina prima della partita: 'Gioca il tuo calcio, non sei qui per caso'. Io che mi guardavo intorno, di fronte a me Rooney, centrocampisti tosti come Henderson, Phil Jones. E poi una voce alle mie spalle, mi giro e vedo Buffon, Chiellini e Bonucci: 'Vai tranquillo in pressione, dietro ci siamo noi'. Ma allo Stadium mi è successa un’altra cosa bellissima". 

Racconti. 

"Pirlo è sempre stato il mio idolo, ma dopo Empoli-Juve non avevamo potuto scambiare la maglia come gli avevo chiesto. L’avevo raccontato a Coverciano e al ritorno, nel tunnel a fine partita c’era Andrea che mi aspettava: 'Ho sentito l’intervista: questa è tua'". 

Che fine ha fatto la “famosa” auto che usava a Empoli? 

"Fiesta autocarro due posti, con la rete dietro. Mi presentai in ritiro con quella, Maccarone mi rubò le chiavi e la riempì di frutta e verdura: 'Con una macchina così puoi andarci ai mercati'. 

Sarri è stato l’allenatore che, a Empoli, ha influenzato di più la sua carriera in positivo. A Napoli in negativo? 

"Ricordo cosa ci siamo detti quando me ne andai: “Mi aspettavo più dialogo, fra me e te”. E lui: “Ti vedevo cupo, ti avrei voluto più intraprendente”. Ma la verità è che quell’anno mi “fregò” Jorginho: la squadra era un orologio, come poteva toglierlo?". 

Altro rimpianto: poteva andarsene con uno scudetto. 

"Ci avevamo fatto la bocca, ma il rammarico è arrivato dopo: quando ho visto le feste degli anni successivi". 

Almeno Higuain festeggiò: 36 gol in 35 partite. 

"Quel gol in rovesciata al Frosinone l’abbiamo segnato tutti, compresi magazzinieri e massaggiatori, assieme a lui. Ancora oggi a casa ascoltiamo i vocali che gli mandava mia figlia, aveva tre anni: “Ciao Gonzalo, ti voglio tanto bene”. E lui rispondeva sempre. Oggi Aurora fa la splendida e li fa ascoltare ai suoi amichetti calciatori. Ma era innamorata anche di Hamsik. Suo figlio a casa aveva due tartarughine, Aurora le vide e impazzì e due giorni dopo Marek la invitò di nuovo: c’era una tartarughina per lei". 

Un insegnamento che le ha lasciato Mihajlovic? 

"A Torino mia moglie Elisa mi ha regalato Camilla, la mia seconda gioia più grande: avevo il cuore spalancato, ma Sinisa, con la sua cura del rapporto umano, te lo apriva ancora di più. Difendeva i suoi — giocatori, staff — come difendeva da giocatore: guai a toccare un suo uomo. Quando si è ammalato ci sentivamo per messaggio, sono felice di lavorare con Emilio anche perché tutti e due sappiamo di essere qui perché c’è stato Sinisa". 

Tre risposte secche per chiudere: il più forte con cui ha giocato? 

"L’ho detto prima: Higuain". 

Il più simpatico? 

"Con Lollo De Silvestri abbiamo fatto una bella coppia di goliardi". 

E il più matto? 

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

"Se la giocano Ljajic e Viviano. Dico Emiliano, però lui non è matto, è psyco, in senso buono: personalità mostruosa, a Cesena aveva 19 anni, c’erano ancora i vecchi quelli tosti, ma lui se ne fregava, dritto per la sua strada...".

Leggi anche Furia Allegri: "Ogni volta che mi muovo vengo espulso. Ho cambiato modo di giocare, ora tutti all'attacco"Gasp: "Balerdi e Soulé straordinari. Allegri arrabbiato? Spero non con me, non l'ho espulso io..."

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo