Inter-Dimarco ok fino al 2028, ma l'esterno vuole il maxi ingaggio da 7,5 milioni e il club ora fa muro
Sopravvive un certo ottimismo sulla possibilità di proseguire insieme, ma per la società sarà difficile raggiungere la cifra e intanto fa scattare l’anno in più di rinnovo
Sopravvive un certo ottimismo sulla possibilità di proseguire insieme, ma per la società sarà difficile raggiungere la cifra e intanto fa scattare l’anno in più di rinnovo
Filippo Conticello Giornalista 25 ottobre - 08:47 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleFederico Dimarco e l’esercizio del dubbio. Quello sul presente, visto che alle spalle irrompe Carlos Augusto e oggi è in ballottaggio per una sudata maglia contro la Fiorentina. E quello sul domani, perché nei prossimi mesi non correrà solo sulla fascia: giocherà tutta un’altra partita sul prossimo contratto, e non sarà poi così scontata. Il ragazzo svezzato a pane e interismo ha cambiato agente in estate anche per questo obiettivo: dalla Roc Nation della superstar planetaria Jay Z al navigato spagnolo Arturo Canales, l’uomo che siederà al tavolo delle trattative con l’idea di strappare un prolungamento a cifre superiori a oggi. Sarebbe l’ultimo della vita per restare nerazzurro a vita. L’agente vorrebbe collocarlo immediatamente sotto all’inarrivabile Lautaro, il più pagato della compagnia a quota 9 milioni, ma in viale della Liberazione hanno un altro pensiero. Al netto di tutto, la scadenza dell’attuale intesa sarà stiracchiata in maniera unilaterale dall’Inter, si salterà dal 2027 al 2028 grazie a una clausola in mano alla società: c’è tempo fino a maggio per esercitarla via Pec, ma i dirigenti interisti lo faranno già adesso, prima della fine dell’anno. La pratica partirà indipendentemente dal momento vissuto da Dimarco, lontano dalle solite vette, ma strategico per Chivu e la società. Eppure, nella stanza c’è un elefante già abbastanza ingombrante e lo stesso mancino l’ha indicato con il dito: al Galà del Calcio non si è morso la lingua, si è lamentato pubblicamente di non essere ancora stato convocato in sede. Veniva dalla migliore stagione della carriera, 7 gol e 18 assist in A, mentre ora tra infortunio e concorrenza interna l’esterno azzurro procede a singhiozzo.
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—Sopravvive, comunque, un certo ottimismo sulla possibilità di proseguire insieme, un po’ per l’indiscutibile appartenenza di Federico, interista da generazioni, e un po’ perché non si vedono all’orizzonte altre squadre pronte a dare un maxi-stipendio a un laterale che a fine stagione andrà già verso i 30 anni. Con la clausola esercitata dalla società, Dimarco guadagnerà comunque 5,2 milioni e in viale della Liberazione aprono per ritoccare la cifra verso l’alto, senza però spingersi oltre certe colonne d’Ercole: giusto dare un meritato riconoscimento ad anni di onoratissimo servizio, ma per Oaktree il costo squadra va pur sempre tenuto a bada. Tradotto: difficile arrivare ai 7,5 milioni circa vagheggiati nei primi incontri esplorativi, anche perché qui non c’è il Decreto Crescita ad ammorbidire i conti. Il rinnovo di Marcus Thuram, anche lui in scadenza nel 2028, è ad esempio assai più facile di quello dell’azzurro grazie al caro vecchio assist fiscale. A tempo debito si tratterà per provare a venirsi incontro, ma partendo da un altro diktat americano: i futuri contratti si baseranno sempre di più sul merito, ovvero sulla parte variabile dello stipendio, modulabile con criteri crescenti. Con lauti bonus (a condizioni non impossibili) i numeri saliranno, ma la retribuzione base dovrà essere più contenuta rispetto al passato. A tempo debito varrà per Dimarco e prima ancora per Calha: dopo l’intesa trovata con Carlos Augusto fino al 2031, saranno gli uomini del turco a dover parlare di rinnovo.
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