Quando ha davvero senso controllare i livelli di testosterone?
La Gazzetta dello Sport

Quando ha davvero senso controllare i livelli di testosterone?

Domenica 25 ottobre 2026
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Calo del desiderio, disfunzione erettile e disturbi del sonno possono indurre il medico ad approfondire. Ma un numero nel referto non basta a stabilire se serva una terapia

Giacomo Martiradonna 25 ottobre - 09:37 - MILANO

Calo del desiderio, disfunzione erettile e disturbi del sonno possono indurre il medico ad approfondire. Ma un numero nel referto non basta a stabilire se serva una terapia

Dai social network alla politica, dalla sfera sessuale fino alla ricerca della longevità, poche sostanze hanno catalizzato l'immaginario collettivo quanto il testosterone, che ormai è diventato un vero e proprio leitmotiv nella comunicazione online sul benessere. Sui social viene spesso proposto come una soluzione rapida ai cali di motivazione ed energia, alla perdita di forza e ai cambiamenti fisiologici legati all’età. E su questo messaggio si fonda un intero mercato fatto di integratori, regimi alimentari e - soprattutto oltreoceano - cliniche specializzate con promesse più o meno roboanti. In altre parole, più che come terapia medica, viene promosso come uno strumento rapido per ottimizzare le prestazioni fisiche e mentali, incrementare la libido e contrastare in modo proattivo il declino biologico. Un trend, sostenuto da una forte spinta commerciale, che coinvolge un pubblico sempre più ampio di uomini e donne e che, non di rado, si scontra con lo scetticismo degli esperti. Ecco dunque, dati alla mano, quando ha senso controllare i livelli di testosterone e quali sintomi richiedono l'attenzione del medico.

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