Calvarese su Inter-Fiorentina: "Giusto dare il rigore, ma c'era anche quello prima su Thuram"
Sul contatto tra il neraazzurro e Viery sarebbe dovuto intervenire il Var per correggere l'errore. Pochi dubbi invece nell'episodio finale: Valdepeñas trattiene il francese con entrambe le braccia
Sul contatto tra il neraazzurro e Viery sarebbe dovuto intervenire il Var per correggere l'errore. Pochi dubbi invece nell'episodio finale: Valdepeñas trattiene il francese con entrambe le braccia
Gianpaolo Calvarese 25 ottobre - 20:02 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCerchiamo di fare chiarezza, dal punto di vista tecnico e non solo, sugli episodi di Inter-Fiorentina.
il primo episodio
—Dal punto di vista tecnico, l’episodio che coinvolge Viery e Thuram rappresenta un errore evidente, come altri già riconosciuti in passato, perché l’arbitro avrebbe dovuto assegnare il calcio di rigore e il VAR sarebbe dovuto intervenire per correggere l’errore. E questa sarebbe anche la valutazione della commissione arbitrale e dello stesso Orsato. La dinamica è piuttosto chiara: siamo in un uno contro uno, il difensore sbaglia il tempo dell’intervento, il pallone passa e c’è un chiaro movimento del difendente che genera un contatto falloso, un vero e proprio sgambetto. Questo contatto impedisce all’attaccante francese di proseguire la propria azione. Una situazione che, già dal campo, avrebbe dovuto portare al calcio di rigore.
il 'ripensamento' di mariani
—Mariani, infatti, sembra inizialmente sul punto di indicare il dischetto, ma cambia idea: l’ipotesi è che il “ripensamento” sia arrivato dopo un confronto con l’assistente numero 2, Rossi, che vediamo muoversi verso il centrocampo. Ed è proprio su questo aspetto che vorrei soffermarmi, anche alla luce delle tante polemiche, a mio avviso inutili. Devo dire, da ex arbitro, che non ci trovo assolutamente nulla di strano. Anzi, è un comportamento che apprezzo. Un direttore di gara della sua esperienza può avere una prima sensazione, di pancia, ma poi, in una frazione di secondo, confrontarsi con l’assistente, che magari ha una fotografia diversa dell’episodio, e arrivare a una sintesi tra l’istinto iniziale e gli elementi raccolti. È quello che Rizzoli chiamava, con un ossimoro, “l’istinto razionalizzato”: partire dalla percezione immediata, confrontarla con le informazioni ricevute e arrivare alla decisione finale attraverso una valutazione più ragionata, seppure in pochissimo tempo. E proprio quest’anno, in cui la linea è quella di decidere il più possibile dal campo, ritengo che questo confronto sia un elemento positivo, non certo qualcosa da criticare. Peccato, naturalmente, che in questa occasione la decisione finale sia stata sbagliata. Al netto di quanto accaduto sul terreno di gioco, però, il Var a Lissone sarebbe dovuto intervenire per correggere l’errore.
il secondo episodio
—Corretta invece la decisione di Mariani nel recupero, quando assegna dal campo un penalty per la trattenuta di Valdepeñas sullo stesso Thuram. Il nerazzurro ha un obiettivo preciso: scattare sul secondo palo per agguantare il pallone. E infatti guarda sempre in direzione della sfera, cosa che invece non fa Valdepeñas, che gli dà completamente le spalle, preoccupandosi soltanto di seguirne il movimento. C’è poi un fattore ulteriore: lo spagnolo usa entrambe le braccia per trattenere Thuram. E, proprio nel momento in cui il francese riesce a portarsi davanti al difensore, lo tira giù, impedendogli di raggiungere il pallone. Motivo per cui il rigore è giusto.
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