Il sistema Gattuso: poche regole, ma guai a sgarrare. Così la Lazio vola
La Gazzetta dello Sport

Il sistema Gattuso: poche regole, ma guai a sgarrare. Così la Lazio vola

Lunedì 26 ottobre 2026
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Puntualità, professionalità lealtà e... allenamento invisibile: i segreti del miracolo. "Il cancello di casa due settimane fa era  bloccato. L’ho scavalcato e sono riuscito ad arrivare a Formello in orario"

Puntualità, professionalità lealtà e... allenamento invisibile: i segreti del miracolo. "Il cancello di casa due settimane fa era  bloccato. L’ho scavalcato e sono riuscito ad arrivare a Formello in orario"

Stefano Cieri Giornalista 26 ottobre (modifica alle 09:40) - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Non saranno come la regola benedettina (guai mischiare il sacro con il profano, specie per un credente praticante come Rino Gattuso), ma certo in qualche modo la ricalcano. E sono la base del "miracolo" (anche qui, tra virgolette, per non confondere il divino con il secolare) che sta facendo volare la Lazio oltre ogni più rosea previsione. Le più prosaiche e temporali regole gattusiane hanno però in comune con quella benedettina la semplicità e l’immediatezza. "Ora et labora", nella versione calcistica applicata alla Lazio 2026-27, è diventato "Sii concentrato e lavora". Pochi concetti, sui quali Rino non transige, che hanno trasformato il gruppo biancoceleste da una barca in preda alla tempesta (tra incognite tecniche legate al mercato a saldo zero e situazione ambientale a dir poco esplosiva) in una specie di transatlantico capace di navigare tranquillo in qualsiasi condizione. "All’inizio della mia carriera da allenatore - ha spiegato Gattuso - mi arrabbiavo per tante cose che vedevo fare ai giocatori e ritenevo assurde. Poi ho capito che a sbagliare ero invece io. L’attuale generazione di calciatori è molto diversa dalle precedenti. Ho compreso che dovevo lasciarli fare per poi pretendere, e ottenere, la massima collaborazione su 2-3 concetti chiave. Da quando ho fatto questo passaggio le cose sono completamente cambiate. In meglio". 

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le regole gattusiane

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La fornace che è Formello in pieno luglio non è certo la location ideale per forgiare un gruppo fissando poche ma ferree regole. Ringhio è riuscito a farlo, parlando chiaro ai suoi uomini. Come prima cosa ha detto loro che voleva solo giocatori che intendessero realmente condividere il suo progetto, invitando quanti non fossero convinti a cercarsi un’altra squadra. Poi ha spiegato in maniera netta che li avrebbe lasciati liberi di fare cose che il Gattuso giocatore avrebbe ritenuto sacrileghe (come usare il telefonino durante le sedute di fisioterapia), ma in cambio avrebbe preteso la totale dedizione al rispetto di poche e precise regole. La puntualità, innanzitutto. Guai ad arrivare tardi agli allenamenti, non sono ammesse deroghe, anche quando c’è qualche contrattempo ("a me è successo un paio di settimane fa - ha rivelato il tecnico -: il cancello di casa si era bloccato. L’ho scavalcato e sono riuscito ad arrivare lo stesso a Formello in orario"). Poi la professionalità. Gli allenamenti sono sacri, bisogna sempre affrontarli nelle giuste condizioni psico-fisiche. "Può capitare - ancora Gattuso - che una sera si faccia tardi e si esageri. Ma va segnalato prima: meglio saltare un allenamento che rovinarlo con comportamenti poco consoni". La terza regola è la lealtà. Nei rapporti con il tecnico, ma anche e soprattutto all’interno dello spogliatoio. "Le cose vanno dette in faccia, i confronti fanno bene e le cose vanno chiuse lì. Io sono sempre stato così, sia da giocatore sia da tecnico". Il messaggio è arrivato in fondo al cuore di ciascun giocatore. "Siamo un gruppo unitissimo, in cui ognuno lotta per l’altro", ha rivelato Taylor dopo il match con il Parma. Quarta e ultima regola: l’importanza dell’allenamento invisibile. "Il recupero è fondamentale quanto l’allenamento. Se uno esagera con il lavoro poi ne paga le conseguenze". 

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il futuro

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La «lex Gattuso» ha portato in dote il primato in classifica (che per poco ieri non è diventato solitario) con i record societari di punti e vittorie dopo otto giornate. Ma al tecnico, proprio in virtù del suo credo calcistico, tutto questo non può certo bastare. Il prossimo step sarà provare a rendere duraturo e permanente il «miracolo» Lazio. Domani a Reggio Emilia i biancocelesti torneranno già in campo per sfidare il Sassuolo. Non c’è tempo per gioire e specchiarsi. Bisogna solo continuare a lavorare, seguendo quelle poche e ineluttabili regole.

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