Amphicar 770: la storia incredibile dell’auto anfibia di serie più famosa
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Amphicar 770: la storia incredibile dell’auto anfibia di serie più famosa

Lunedì 26 ottobre 2026
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Entrare in acqua e uscire senza mai lasciare il volante: storia della Amphicar 770, l’anfibia che ha sfidato la Manica e il buon senso

Entrare in acqua e uscire senza mai lasciare il volante: storia della Amphicar 770, l’anfibia che ha sfidato la Manica e il buon senso

Jacopo Moretti 26 ottobre - 11:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Due Amphicar 770 in navigazione in uno specchio d'acqua

Nei primi anni Sessanta, in Germania, nasce un’auto che davanti al lago non frena: scende in acqua e inizia a navigare. La Amphicar 770 è l’anfibia di serie più celebre di sempre, una cabriolet che su strada si guida come una piccola vettura normale e in acqua diventa a tutti gli effetti un’imbarcazione, con tanto di luci di via, tromba di segnalazione e perfino le bandierine nella dotazione di bordo. Ne vennero costruiti 3.878 esemplari, quasi tutti spediti oltre l’Atlantico, dove il gusto per il bizzarro ha sempre trovato terreno fertile, e ancora oggi resta uno dei progetti più folli e affascinanti mai usciti da una fabbrica di automobili.

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La Amphicar è stata prodotta da Deutsche Waggon und Maschinenfabrik (Dwm) dal 1961 al 1968 

UNA STORIA TEDESCA

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A disegnare la Amphicar è l’ingegnere tedesco Hans Trippel, già esperto di mezzi anfibi. Il progetto prende forma a Wittenau, nell’area di Berlino, negli stabilimenti della Deutsche Waggon- und Maschinenfabrik, mentre la carrozzeria è affidata alla Industrie-Werke Karlsruhe in un ex sito di armamenti a Schlutup, vicino a Lubecca. Il debutto avviene al Salone di New York del 1961 ed è proprio l’America a innamorarsene: dei 3.878 esemplari prodotti, 3.046 finiranno infatti per attraversare l’Oceano. In Germania, nel 1962, la Amphicar costa 10.500 marchi, quasi il doppio di un Maggiolino, e il prezzo scende a 8.385 nel giro di pochi anni. Il successo commerciale non arriva e, a produzione chiusa, ricambi e macchinari passano quasi interamente all’americana Hugh Gordon, in California. Al netto delle poche vendite in Europa, le imprese con questa folle auto non mancano. Nel settembre del 1965 due Amphicar con quattro britannici a bordo affrontano la Manica tra venti furiosi e onde che sfiorano i sei metri. Il giorno dopo, asciugati i sedili, i quattro raggiungono Francoforte su strada per visitare il Salone. E anche l’ex presidente americano Lyndon Johnson ne aveva una, spesso usata per uno scherzo: caricava gli ignari ospiti del suo ranch in Texas e, arrivato davanti al lago, anziché fermarsi fingeva di precipitare in acqua gridando che i freni avevano ceduto.

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Le eliche in polimero posizionate sotto il paraurti della Amphicar 770

come funziona e quanto vale

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Sull’asse posteriore lavora il quattro cilindri in linea della Triumph Herald 1200: 1.147 cc, 38 CV (28 kW) a 4.750 giri e cambio manuale a quattro marce, che permette una velocità massima di 120 km/h su strada. Il motore britannico viene scelto non tanto per le prestazioni ma per la sua nota affidabilità, perché un guasto in mezzo a un lago è ben diverso da una sosta a bordo strada. In acqua la trasmissione stradale resta in folle ed entrano in azione due eliche in polimero sotto il paraurti posteriore, con un comando dedicato a marcia avanti, folle e retromarcia, mentre a dare la direzione sono le ruote anteriori, che fanno da timone. La velocità è di 6,5 nodi, circa 12 km/h, con consumi che a 10 km/h arrivano a 10 litri l’ora. All’approdo basta poi innestare la prima e uscire dall’acqua davanti ai bagnanti increduli. Per restare asciutta la carrozzeria in acciaio ha portiere con doppia guarnizione e una pompa di sentina nel vano motore, ma il rovescio della medaglia è una manutenzione impegnativa: 13 punti d’ingrassaggio da curare dopo ogni uscita in acqua, uno dei quali raggiungibile solo smontando la panca posteriore. La complessa manutenzione spiega la ruggine di molti degli esemplari e il fatto che oggi ne restino funzionanti solo alcune centinaia, ma il fascino resiste: nel 2018 a Celina, in Ohio, ne sono state radunate 72, Guinness World Record per il più grande raduno di auto anfibie. E per chi sogna di portarne a casa una, oggi bisogna mettere in conto circa 80.000-90.000 euro per un esemplare ben restaurato.

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