Call of Duty: Modern Warfare 4, la recensione: le vacanze coreane fanno bene alla serie
La Gazzetta dello Sport

Call of Duty: Modern Warfare 4, la recensione: le vacanze coreane fanno bene alla serie

Lunedì 26 ottobre 2026
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Un netto miglioramento grazie ad una campagna blockbuster, lo sparatutto ad estrazione DMZ e, soprattutto, un multiplayer variegato e divertente

Un netto miglioramento grazie ad una campagna blockbuster, lo sparatutto ad estrazione DMZ e, soprattutto, un multiplayer variegato e divertente

Paolo Sirio 26 ottobre - 13:51 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Siamo abituati ad assistere a grandi numeri quando si parla di Call of Duty. Vero, rimane una delle serie più rappresentative nel gaming (a breve arriverà la consacrazione al cinema). Ma i passi falsi sono di casa e l’ultimo, quello dello scorso anno, è stato particolarmente sentito. Black Ops 7 aveva registrato un calo di utenti al lancio del 70% rispetto al capitolo precedente, e un -82% copie vendute su Steam, la principale piattaforma di vendita e gioco per PC, nei primi ventisei giorni. Considerando la sola Europa, la prima settimana l’aveva visto stare sotto del 63% nel confronto con il rivale storico Battlefield 6 (e il 50% con Black Ops 6). Un crollo verticale cui Activision ha risposto pubblicamente e in due modi: niente più lanci su Xbox Game Pass, il servizio in abbonamento di Microsoft, ed episodi consecutivi della stessa sotto-serie.

da soli o in compagnia

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La risposta è Call of Duty: Modern Warfare 4, il capitolo 2026 ora nei negozi che torna su console Nintendo per la prima volta dopo 13 anni, e abbandona PS4 e Xbox One in favore dell’ultima generazione di PlayStation e Xbox. Modern Warfare 4 mette al centro un’idea fresca per il franchise: un’ambientazione attorno alla quale forgiare un pacchetto coeso e attraente. La campagna è bombastica e la narrazione decisa, ricca di adrenalina e punti di vista su un conflitto immaginato tra le due Coree. Il gameplay presenta una manciata di paesaggi più aperti e cadenzati, ma il grosso predilige la spettacolarizzazione dell’azione e la qualità del girato con cutscene che si intersecano senza soluzione di continuità con il giocato. Tradotto: è perlopiù lineare, come i blockbuster di una volta, ma almeno con più volume (quasi il doppio delle vecchie 5 ore) e una costruzione dei livelli non ordinaria. DMZ costituisce la tradizionale terza gamba di Call of Duty, che in Black Ops è rappresentata invece da Zombi. Dopo una prima iterazione difficilmente comprensibile, Infinity Ward l’ha portata sui binari degli sparatutto ad estrazione, filone che va ora per la maggiore. Rimane una riduzione delle battaglie reali come Warzone, ma adesso la modalità è più concentrata e collegata al racconto del gioco, prendendo le mosse dal finale della campagna. Non è un corpo estraneo, e la spinta narrativa anche interna è godibile: grazie all’impegno su una mini-campagna e agli obiettivi randomici, è una modalità a sé stante ma non fino in fondo, e ha una sua dignità al cospetto di extraction shooter venduti separatamente. Il supporto dello sviluppatore e della comunità si alimenteranno a vicenda, è ovvio, e diranno tanto sulle possibilità che l’esperimento possa essere sostenuto lungo tutto l’arco vitale di Modern Warfare 4 (e oltre). Intanto, è un "cadeau" da apprezzare, specie per un pubblico orientato su tutto verso il multiplayer.

tutti contro tutti

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Il multiplayer tenta di abbracciare l’intero scibile in materia di sparatutto competitivi, persino una sorta di Conquista à la Battlefield. Ma Call of Duty è titolo da combattimenti ravvicinati e Modern Warfare 4 lo conferma. Benché la vocazione principale resti il deathmatch, la playlist si prende qualche licenza, almeno un paio quelle degne di nota. Kill Block è una sorta di paintball pensato per gli streamer: armi e mappe a rotazione, senza punti di riferimento tra un round e l’altro, richiede una grande capacità di adattamento (e pazienza: la morte lascia in panchina per qualche minuto). Prima Linea sembra giocare su quello che per decenni è stato ritenuto un errore di design: cosa succederebbe se spawnassimo sempre nello stesso punto, che gli avversari già conoscono? Insomma, qualcuno pare essersi divertito a tenerci sulle spine e chi non ama le comodità del TDM avrà pane per i suoi denti. La progressione dei ferri del mestiere è più asciutta e meno cervellotica: da quest’anno, ci sono sbloccabili condivisi tra tutte le armi. Per i monogami, vi farà sentire meno in colpa nell’usare un unico fucile d’assalto e che, quando vorrete provare altro, siate competitivi fin da subito o quasi. Il contro è che una mossa simile potrebbe togliere longevità alla scalata. Sulle mappe, è vero che sono basate sulle location della nuova campagna, ma in diversi casi abbiamo avvertito un dejà-vu potente: il riciclo si avverte specie nella definizione dei layout, che spesso sembrano dei semplici reskin degli anni passati. La costruzione favorisce l’aggressione, con pochi punti in cui “camperare” e ambienti aperti o apertissimi da padroneggiare con il tempo. Ne consegue un time to kill - i minuti se non secondi che passano dall’avvio di una partita alla prima uccisione o morte - tra i più bassi e l’assenza pressoché totale di tempi morti. Sui tratti tipici ha poco senso esprimersi: a chi piace vedersi sparare un missile sulla testa all’improvviso? Call of Duty è così, almeno non si corre sui muri e si salta il giusto. Si gioca tantissimo e anche questa è una scelta fatta a tavolino, l’importante è capire come toccare palla: seguire i compagni di squadra per restare vicini al vivo dell’azione e magari sottoporre loro, e non noi stessi, al primo fuoco, ad esempio.

call of duty: modern warfare, il verdetto

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Tecnicamente, ed è una sorpresa, a Modern Warfare 4 capita qualche balbettamento, con dei cali di framerate in campagna e multiplayer, e una certa lentezza nel passare da una modalità all’altra. Poche novità in termini di animazioni: su tutte la possibilità di restare aggrappati e sparare da una sporgenza, che va ad aggiungersi a chicche ormai storiche come appoggiare l’arma ad un angolo o muretto e il movimento a 360 gradi stesi a terra. Nella recensione di Call of Duty: Black Ops 7 avevamo menzionato la maledizione degli anni dispari di Call of Duty: dalla prima partita si nota che questo è un anno buono e Modern Warfare 4 un ottimo capitolo che, pur rimanendo ancorato ad un canovaccio evidente, merita di accomodarsi tra i migliori del nuovo corso.

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