Alonso: "Alcuni piloti sono scarsi". Capelli: "È un testone e ha esagerato. Sono cambiate le auto"
La Gazzetta dello Sport

Alonso: "Alcuni piloti sono scarsi". Capelli: "È un testone e ha esagerato. Sono cambiate le auto"

Lunedì 26 ottobre 2026
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Nando è stato chiaro: "Il livello nell'ultimo terzo della griglia è molto basso". L'ex pilota ha risposto: "I giovani sono migliori nel capire le nuove macchine"

Nando è stato chiaro: "Il livello nell'ultimo terzo della griglia è molto basso". L'ex pilota ha risposto: "I giovani sono migliori nel capire le nuove macchine"

Giorgio Burreddu Collaboratore 26 ottobre - 20:20 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dacci oggi il nostro Alons-ismo quotidiano. Dopo il GP di Austin, Fernando non si è tenuto. Eh, che ci volete fare?, lui è fatto così. Ha detto: "Il livello dei piloti nell'ultimo terzo della griglia è molto basso". Vero o no? Ivan Capelli, una vita nella F1, ex pilota, ora voce autorevolissima di Sky, la vede in un altro modo: "Secondo me ha esagerato. Perché comunque, se vogliamo andare a prendere anche quelli che veramente viaggiano nelle ultime posizioni, mi riferisco per esempio a Perez oppure a Bottas, dobbiamo ricordarci che qualche anno fa, quando avevano delle macchine e delle monoposto più competitive, erano capaci anche di vincere dei GP". Alonso unisce, Alonso divide. Ma per Capelli c’è anche un po’ di oggettività da tenere in considerazione: "Quando cerchi di fare qualcosa in più con una vettura che non ti permette di farlo, aumentano inevitabilmente le possibilità di sbagliare".

SCONTRO

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Tutto nasce al primo giro, alla curva 11 del Circuit of the Americas. Albon prova a infilarsi all'interno dell'Aston Martin mentre Alonso è impegnato nella lotta con le Haas. Le vetture si toccano e l’Aston Martin riporta danni importanti al fondo. "Quando parti nelle retrovie c'è sempre questo rischio", ha detto ancora Alonso. "La macchina era distrutta. Quando l'ho vista al parco chiuso mancava metà del fondo", ha poi aggiunto. Capelli ha uno sguardo anche più ampio: "La macchina non fa sempre quello che tu vorresti. E quindi scappa l’errore, scappa il contatto". Vale per tutti, mica solo per Alonso. Intanto, però, non si finisce di celebrare la nona (vittoria) di Kimi Antonelli: un Beethoven della F1. E non si finisce nemmeno di raccontare Austin power: migliore ascolto per la F1 su Sky dal 2022. Ha raccolto 1 milione 917 mila spettatori medi complessivi in total audience, con il 9,8% di share e 2 milioni 838 mila spettatori unici. Alonso, però, squarcia un problema: dopo i primi quattro-cinque campioni da prima fila, cosa c’è? 

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AUTOMATISMI

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Per Capelli, innanzitutto, c'è un campionato spaccato in due. Il nuovo regolamento avrebbe dovuto offrire una chance alle squadre di rincalzo, ma al primo anno "ha creato una spaccatura netta tra le prime quattro squadre e tutte le altre". Servirà pazienza: "Secondo me ci vorranno ancora un paio d'anni, un paio di Mondiali, per avere uno schieramento che sia più compatto". Chi insegue può studiare, magari copiare. Ma non inventarsi i cavalli che non ha. Ma le nuove monoposto si gestiscono con criteri diversi da quelli di una volta, quando si accelerava appena usciti dalla curva. Oggi conviene aspettare, per conservare energia fino alla fine del rettilineo. Un rovesciamento degli istinti. "I più giovani, invece, forse hanno una capacità maggiore di adattarsi a questa nuova tecnologia". Vale per Antonelli, Bortoleto e Bearman. I veterani, invece, devono riscrivere gli automatismi di una vita. "Per loro significa modificare degli automatismi, delle abitudini e degli istinti che si sono costruiti nel corso degli anni".

ALKIMIA

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Non è però una lotta generazionale. È qualcosa in più, e riguarda la gestione della macchina. Austin ha parlato: Kimi ha dato 54 secondi a Russell, un’eternità. Stessa Mercedes, ma con un abisso nel mezzo. Kimi, dice ancora Capelli, "ha trovato un'alchimia per riuscire a guidare questa macchina, per riuscire ad adattarsi". La Mercedes non sembrava favorita, né venerdì né sabato. Poi Antonelli deve aver trovato qualcosa nell'assetto, una modifica (notata anche da Matteo Bobbi di Sky in pit lane), e il weekend ha cambiato faccia. "Questa è proprio la capacità dei grandi talenti". Domenica prossima Kimi potrebbe diventare il più giovane campione del mondo della storia, migliorando di oltre tre anni il record di Vettel. "Ha fatto delle cose che magari soltanto fra qualche mese riuscirà anche lui a metabolizzare. Nel senso che le ha fatte con talmente tanta leggerezza e con talmente tanta naturalezza che forse non si rende ancora conto di quello che ha scritto nella storia del motorsport", dice Capelli. Schumacher diceva che i record sono fatti per essere battuti. Aveva ragione. 

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FRESCHEZZA

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E Alonso, invece, perché non molla? "Io credo che fondamentalmente lui si diverta ancora", risponde Capelli. Dentro ha una "rabbia positiva" per i Mondiali sfuggiti. "E siccome è un testone, passatemi il termine, continua a cercare di riuscire ancora una volta a segnare, a scrivere la propria storia". Il vero ostacolo, se tornasse ad avere una macchina da vittoria, potrebbe non essere la velocità: potrebbe essere la freschezza mentale necessaria per reggere 24 GP. "Se un giorno, fra un anno oppure fra due anni, dovesse ritrovarsi con una macchina competitiva, una macchina che lui e Honda riescano a far funzionare al punto da poter vincere delle gare, allora si aprirebbe un altro discorso". A quel punto bisognerebbe capire se un atleta, un pilota della sua età, all'interno di un Mondiale così lungo, possa reggere lo stress di una stagione intera. Una freschezza, aggiunge Capelli, "che ti permette di vivere ogni cosa in maniera molto naturale". Proprio quella che Antonelli sembra avere. Mentre Alonso deve fare i conti con qualche malumore.

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