Tutti i segreti della Mercedes W17, l'auto di Kimi: perché lui ci ha vinto il Mondiale e Russell ha faticato
La Gazzetta dello Sport

Tutti i segreti della Mercedes W17, l'auto di Kimi: perché lui ci ha vinto il Mondiale e Russell ha faticato

Lunedì 2 novembre 2026
2 visualizzazioni

I dettagli della monoposto con cui Antonelli ha costruito il trionfo iridato: dalla power unit al telaio, così a Brackley hanno interpretato al meglio il nuovo regolamento   

I dettagli della monoposto con cui Antonelli ha costruito il trionfo iridato: dalla power unit al telaio, così a Brackley hanno interpretato al meglio il nuovo regolamento   

Paolo Filisetti 2 novembre - 21:39 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

A 73 anni anni di distanza da Alberto Ascari, Kimi Antonelli è riuscito a conquistare il titolo mondiale piloti, riportandolo in Italia. L'impresa compiuta dal ventenne bolognese è stata resa possibile dalla sua monoposto: l’alleata perfetta e lo strumento ideale per comporre quello che, senza timore di apparire retorici, è un vero e proprio capolavoro. Ma la W17 che tipo di macchina è? Una vettura dominante in assoluto, o molto potente ma non priva di difetti e non così semplice da portare al limite per estrarne le massime prestazioni? Va detto che la macchina ha impressionato sin dai test pre-stagionali, ma, a onor del vero, ciò che era emerso riguardava soprattutto le prestazioni che la power unit costruita a Brixworth le garantiva, piuttosto che specifiche prerogative a livello di aerodinamica o dinamica del veicolo. Va poi sottolineato che la W17 schierata nei test e nei primi GP era una vettura già profondamente sviluppata nel suo concetto. In sostanza, i tecnici diretti da James Allison, forti della convinzione che il motore avrebbe rappresentato il cuore intorno a cui costruire l’intera vettura, hanno immaginato di adottare un programma evolutivo del progetto con tempi differenti rispetto a quanto avviene di norma e, soprattutto, rispetto a ciò che avrebbero fatto gli avversari. 

una macchina (quasi) completa

—  

Alla vigilia della stagione, la convinzione diffusa tra tutti gli addetti ai lavori era quella di uno sviluppo costante delle vetture, cosa che si è verificata nei fatti quasi per tutti i team ad eccezione della Mercedes. Allison e i suoi hanno deciso di portare al debutto una vettura in un certo senso già matura, ovvero, con soluzioni a livello aerodinamico e dinamico non nella loro versione base ma sostanzialmente già evoluta. Questa scelta, secondo i piani della scuderia, avrebbe permesso loro di concentrarsi solo ed esclusivamente sulle performance della PU durante la stagione, valutando in modo chiaro quale fosse l’effettivo vantaggio rispetto alla concorrenza. Ovviamente non c'erano garanzie assolute che il motore sarebbe stato immediatamente il termine di riferimento tecnico per tutti, ma era importante che non vi fossero fattori di distrazione, come ad esempio una monoposto di cui fosse difficile determinare il setup. Per questo motivo era importante che a livello di telaio ed aerodinamica il mix fosse già ben collaudato, chiaro, e con gli obiettivi di performance richiesti. 

In foto i deflettori davanti alle fiancate: unico elemento che ha subito uno sviluppo sostanziale prima del pacchetto introdotto in Malesia

ottimo pilota per la vettura

—  

La scelta di avere una vettura "pseudo" collaudata ha implicato due fattori nell’approccio alla guida da parte dei piloti: da un lato la necessità di concentrarsi essenzialmente sull’ottimizzazione dell’uso del propulsore, dall’altro quello di adattarsi a ciò che a livello dinamico ed aerodinamico la macchina era in grado di offrire, senza poter contare su immediati sviluppi che potessero modificarne il comportamento. Il mix di questi due fattori è stato quello che ha messo in luce le enormi qualità di Kimi, palesando altrettanto i limiti di un pilota comunque competitivo e veloce come Russell. In sostanza, la W17, solo nelle mani di Antonelli– ad eccezione di qualche acuto da parte di Russell– si è dimostrata uno strumento in grado di ottenere performance non alla portata dei rivali. La power unit, soprattutto a livello di gestione della carica elettrica, è tuttora davanti alle altre e Kimi, con estrema naturalezza, anche grazie ai suggerimenti del suo ingegnere di pista Peter Bonnington (Bono), è riuscito ad estrarre sempre la massima prestazione possibile con uno stile di guida quasi totalmente controintuitivo. 

Non perderti tutti i Gran Premi di Formula 1® e MotoGP™ in esclusiva streaming su NOW! Attiva il Pass Sport da 24,99€ al mese.

Il fondo della W17 guidata da Antonelli: questa parte della vettura è rimasta immutata per quasi tutta la stagione

guida da maestro

—  

Sia il telaio per quanto riguarda la dinamica del veicolo, inteso come facilità di determinare il setup che può consentire agli pneumatici di lavorare quasi sempre nelle finestre di performance ideali, sia l'aerodinamica, per quanto concerne l’efficienza ed il livello di carico generato, non sono stati a livelli eccezionali, ma hanno comunque rappresentato un punto di forza. E ciò si è visto proprio di recente con lo sviluppo introdotto in Malesia, l’unico vero pacchetto evolutivo completo a livello aerodinamico. A Sepang il fondo, rimasto immutato per gran parte della stagione grazie ad una sua conformazione di dettaglio già molto precisa ed efficace sin dai test invernali, e il profilo delle fiancate sono state al centro di un’evoluzione che, tuttavia, non si è integrata a pieno con la base della monoposto. Soltanto ad Austin è stato possibile arrivare alle performance sperate con una nuova ala anteriore, messa da parte nei due appuntamenti precedenti proprio per le difficoltà incontrate nel far funzionare le ultime novità introdotte. In sostanza, la W17 si è dimostrata una monoposto con pochi punti deboli e soprattutto nascosti bene dal team, tuttavia difficilmente interpretabile per essere portata al limite. Ciò non ha frenato Kimi che solamente alla sua seconda stagione ci riuscito da maestro.

Leggi anche Inter, vincere a Rotterdam per non rivivere l'incubo playoff: il calendario e i rischiSerie C: segui qui LIVE tutti i risultati in diretta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo