"Perché fate sport?". Il "prof" Camarda interroga gli studenti. E gioca a pallone con loro
Il centravanti rossonero ha incontrato i ragazzi dell'IC Pini di Milano sull'importanza dell'attività motoria: domande, autografi e tornei 3 vs 3. Francesco: "Non abbiate paura di provare"
Il centravanti rossonero ha incontrato i ragazzi dell'IC Pini di Milano sull'importanza dell'attività motoria: domande, autografi e tornei 3 vs 3. Francesco: "Non abbiate paura di provare"
Francesco Albanesi 3 novembre - 17:46 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Perché fate sport?", "Che cosa vi dà che non trovate da nessun'altra parte?", "Vi è mai capitato di voler smettere? E che cosa vi ha fatto cambiare idea?". Francesco Camarda per un pomeriggio si è immedesimato in un professore che interroga gli studenti dell'istituto IC Paolo e Larissa Pini di Milano. Un confronto diretto con i bambini in una lezione con i tutor di Sport e Salute per promuovere il valore dello sport e la voglia di continuare a praticarlo. E allora chi meglio di Camarda, 18 anni, centravanti del Milan di Amorim, cresciuto dentro Milanello?
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—Scuola Attiva è un progetto promosso da Sport e Salute per avvicinare le nuove generazioni ai valori sportivi. Questo pomeriggio Camarda è stato accerchiato da giovani alunni, maschi e femmine, che ne hanno approfittato per rispondere a delle domande sull'importanza di fare attività motoria. I rapporti con gli allenatori, con i compagni, la mentalità di vincere. Un cocktail di argomenti. Camarda ha ascoltato, raccolto risposte e smistato consigli, dall'alto della sua esperienza di giovane calciatore che ha coronato il sogno di giocare per la squadra che ha sempre tifato. Francesco si è immedesimato anche in arbitro in un torneo di tre contro tre, dando il via con il lancio in alto della palla stile basket. Ha fatto foto, sorriso e fatto giocare i giovani. Non solo. Ha parlato di regole da rispettare all'interno di una squadra, di come superare le difficoltà. I ragazzi sono stati entusiasti. "Quando giochi a calcio, impari che non devi fare tutto da solo: hai dei compagni, qualcuno che ti aiuta e qualcuno che conta su di te. E non è importante essere il più bravo per sentirsi parte della squadra. La cosa bella dello sport è proprio questa: ti dà la possibilità di metterti alla prova, divertirti e migliorare, anche quando qualcosa non ti riesce. Se posso lasciare un messaggio ai ragazzi, è di non avere paura di provare e di non pensare che lo sport sia soltanto per chi vuole diventare un professionista. È un’esperienza che può dare tanto a tutti", ha concluso Francesco.
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