Auto coupé, non sono tutte uguali: quali sono le differenze
La Gazzetta dello Sport

Auto coupé, non sono tutte uguali: quali sono le differenze

Sabato 21 febbraio 2026
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Dalle carrozze francesi ai Suv, il concetto di sportività ed eleganza è stato declinato in vari modi, spesso con sfumature simili ma vocazioni diverse. Le varie tipologie di una nicchia sempre affascinante e molto "italiana"

Dalle carrozze francesi ai Suv, il concetto di sportività ed eleganza è stato declinato in vari modi, spesso con sfumature simili ma vocazioni diverse. Le varie tipologie di una nicchia sempre affascinante e molto "italiana"

Maurizio Bertera 21 febbraio - 08:58 - MILANO Porsche 911, una delle coupé più famose della storia

Solitamente è al mondo anglosassone che si devono i neologismi dell'automotive, ma nel caso della coupé lo dobbiamo al francese: si tratta del participio passato del verbo "couper", ossia tagliare. Nel XVII secolo indicava un tipo di carrozza chiusa, a quattro ruote, due sportelli e un divano anteriore che voleva differenziarsi dalla carrozza berlina (a 4 porte con 4 o 6 posti a sedere), nata in Germania come evidenziato dal richiamo nel nome alla capitale dell'allora Brandeburgo. Le prime coupé sono comparse all'inizio del secolo scorso, mantenendo in sostanza la forma tipica della carrozza, con poco o niente bagaglio, pratica per la città. Un'auto piccola e leggera, con consumi ridotti, più facile da parcheggiare e da manovrare, come una sorta di "utilitaria primordiale". La forma classica è quella di una vettura a due porte e a tre volumi: vano motore anteriore, abitacolo "tagliato" a metà (rinunciando a far sedere dei passeggeri dietro) e vano bagagli posteriore. Un esempio classico della nuova tipologia è rappresentato dalla Ford Model T Coupe del 1910, versione sportiveggiante di un modello che in 20 anni arrivò a 15 milioni di esemplari.

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GLI ANNI D'ORO

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Nonostante l'origine antica, bisogna aspettare la seconda metà degli Anni 50 e gli Anni 60 per assistere al primo sviluppo importante delle coupé, divise in due categorie principali: le gran turismo e le sportive. Le prime si distinguono per una marcata sportività, senza però rinunciare al comfort derivante da una seconda fila di sedili (seppur non molto spaziosi) e da un bagagliaio piuttosto capiente. Le seconde, invece, vantano come peculiarità principale le alte prestazioni, mentre l’usabilità quotidiana viene considerata in misura minore. Un esempio perfetto è rappresentato dalla iconica Ferrari 250 GT: nella serie, richiestissima dai collezionisti, c'erano una 2+2 Gte (prima coupé del Cavallino a quattro posti di successo) e la Berlinetta Lusso a due posti. La Berlinetta, termine utilizzato sostanzialmente solo da Ferrari, rappresenta una variante più compatta, leggera e sportiva del concetto di coupé anche perché in origine, viste le potenti motorizzazioni, era normale vederle su strada durante la settimana e in pista nel week end. La seconda epoca d'oro per le coupé va identificata con gli Anni 90 quando i costruttori generalisti, in quel tipo di auto, avevano individuato la ricetta ideale per rinfrescare la loro immagine e dimostrare la loro capacità di costruire non solo economiche utilitarie e oneste macchine da famiglia, ma anche sfiziose vetture dal piglio sportivo, con uno stile personale e, talvolta, tecnologicamente avanzate. Furono gli anni della Opel Calibra e della Fiat Coupé, della Toyota Celica e della Peugeot 406, della Nissan 200 SX e della Volkswagen Corrado. Va ricordato che un decennio prima, esattamente nel 1977, la norma Iso 3833 fissò che per coupé doveva intendersi un’auto dotata di due porte, almeno due posti e due finestrini. Abbastanza generica e che lasciava spazio a quanto sarebbe successo dopo.

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I CANONI STILISTICI 

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Quali sono, in definitiva, le caratteristiche di una coupé? Al netto delle immancabile sfumature da casa a casa nella terminologia, per prima cosa, la coupé ha un design sportivo ed elegante con la linea del tetto che discende nella parte posteriore e spesso priva del montante centrale per uno stile più fluido. Quasi sempre sono equipaggiate con motori potenti, visto che sono orientate al piacere di guida piuttosto che allo spazio interno. Le dimensioni di quelle attuali, la fascia bassa praticamente non esiste più, partono da 450 cm e si spingono ai 490 cm. La coupé classica è a due porte, storicamente a due posti, sebbene spesso includano due sedili posteriori di ridotte dimensioni (quindi in configurazione 2+2): facile pensare a modelli come Porsche 911, Ford Mustang, Bmw Serie 2, Mercedes-Amg GT Coupé. Non lontane dal classicismo, le Gran Turismo aumentano il tasso comfort rispetto alla sportività radicale, senza per questo rinunciare alle prestazioni come nel caso della Maserati Granturismo, dell'Aston Martin Vanquish, della Bentley Continental GT o della nuovissima Ferrari Amalfi. La voglia di spazio anche per i passeggeri posteriori è invece all'origine della nascita della coupé quattro porte che gli storici dell'auto accreditano, nel 2004, con il lancio della Mercedes-Benz C219, prima generazione della serie Cls: carrozzeria a tre volumi caratterizzata dal tipico profilo coupé, ma con due portiere per lato e che si differenzia dalla carrozzeria fastback per la presenza del terzo volume. Visto il successo, si cimentarono sul tema le grandi rivali tedesche, in una sfida di nicchia che resta ancora vivace con modelli come Audi RS7, Bmw M8 o Mercedes-Amg GT Coupé 4.

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La Peugeot 206 CC

le coupé-Cabriolet

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Risale a metà degli Anni 90 una tipologia non 'pura' ma che ha avuto i suoi fedeli: la coupé-cabriolet. Anche qui c'è la mano della Stella con la SLK del 1996, un'elegante due posti sportiva dotata di tetto scomponibile e retraibile nel vano bagagli mentre la prima Casa generalista a crederci fu Peugeot con la 206 CC. La seguirono in tanti, fermo restando che di auto memorabili se ne ricordano poche e oggi sono praticamente estinte. Tra queste, la Opel Tigra, la Mitsubishi Colt CC, la Ford Focus CC e la Opel Astra CC. 

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I Suv-coupé

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Ben altra la storia dei Suv-coupé: derivano da un Suv classico dalle quali si distinguono soprattutto nella parte posteriore, per la linea del tetto più spiovente, il lunotto allungato e un piccolo spoiler. L'origine è recente: la prima e la più nota è stata la Bmw X6, introdotta nel 2008 come variante della più tradizionale X5. Sino a una decina di anni fa, la visione era esclusiva della fascia premium con protagoniste le tre case tedesche, più Land Rover (Evoque), Jaguar (F-Pace, I-Pace, E-Pace), Porsche (Cayenne Coupé e Macan), le nostre Lamborghini e Maserati, rispettivamente con Urus e Levante. Poi nel 2016 è apparsa la Toyota CH-R, aprendo la mente ai costruttori generalisti e oggi si fatica a trovare un modello di Suv senza una variante simil-coupé. Un esempio su tutti: Audi che con le versioni Sportback ha superato il 50% di quota sull'intero totale delle immatricolazioni di Suv in Italia.

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