Galante: "Toro, coraggio. Ora serve fare gruppo. De Rossi? Mi sta piacendo tanto, occhio al suo Genoa"
Il doppio ex sulla sfida di domani a Marassi: "Sarà una bolgia, gara delicata. Chi vince farà un bel balzo". Sui granata: "Penso che Simeone sarà un giocatore fondamentale da qui alla fine"
Il doppio ex sulla sfida di domani a Marassi: "Sarà una bolgia, gara delicata. Chi vince farà un bel balzo". Sui granata: "Penso che Simeone sarà un giocatore fondamentale da qui alla fine"
Dal nostro inviato Mario Pagliara 21 febbraio - 09:40 - TORINOMesse tutte insieme sono 226 partite che hanno riempito due capitoli «intensi e bellissimi» del romanzo della sua vita lunghi otto anni. "Indimenticabili". Tre anni in rossoblù, cinque stagioni vestendo il granata: chi meglio di Fabio Galante, ex grande difensore di una Serie A quando in campo andavano i migliori centravanti del pianeta, può accompagnarci verso la vigilia di un Genoa-Toro, in programma domani all’ora di pranzo, da sensazioni forti e con punti pesantissimi in palio. In quello stadio di Marassi "che sarà una bolgia: un impianto fantastico, riempito dalla passione di una tifoseria incredibile. Come lo è anche quella del Toro, ma qui giocherà in casa il Genoa...".
Galante, come se lo aspetta questo Genoa-Toro?
"Intenso, attento... chi vincerà farà un bel balzo in avanti per avvicinarsi alla salvezza. Nella zona in cui si lotta nessuno può stare tranquillo e c’è molto equilibrio: il fatto che oggi la terzultima sia la Fiorentina a 21 punti dà un motivo di preoccupazione a tutti, perché la Viola ha nelle proprie corde la possibilità di fare 4-5 vittorie. Dal Parma in giù, oggi, tutti devono far punti".
È la partita giusta per dare uno scossone al proprio cammino?
"Il Genoa ha 24 punti, i granata 27: se il Toro dovesse farcela a Marassi si metterebbe abbastanza sereno. Lo scenario generale nella corsa salvezza rende delicata questa partita".
Si aspettava di ritrovare oggi il Toro in questa situazione?
"Alla ventiseiesima giornata di campionato nessuno pensava a un Toro in questa posizione o che avesse ancora il pensiero di doversi salvare. Però, ogni annata ha un po’ la sua storia: io credo che il Toro sia una squadra buona, costruita bene. Sia il mercato estivo sia quello invernale hanno portato a Torino dei buoni giocatori. Senza dubbio finora qualcuno non ha reso e il lungo recupero di Zapata dall’infortunio non ha aiutato".
Come si possono superare tutte queste difficoltà?
"A questo punto, io credo che la strada sia quella di costruire un corpo unico: società, squadra, tifosi e città, tutti uniti. Ci deve essere un blocco compatto, senza crepe, affinché si remi tutti nella stessa direzione. Ormai i mercati sono passati, la realtà è questa e bisogna calarsi in essa, con coraggio, consapevoli dell’importanza della gara di domani a Genova come saranno importanti tutte le altre. Di certo, la situazione oggi non è serena, presenta della difficoltà: questo non è il tempo delle polemiche, ora bisogna fare punti. Ho giocato a Torino, conosco i tifosi granata, so che in questo momento sono arrabbiati. Ma anche a loro dico che questo non è il momento di prendersela con l’allenatore, con un giocatore o con la società: ora concentriamoci sulla salvezza, e poi quando saremo matematicamente salvi ognuno farà le sue riflessioni".
In questo contesto si cala l’operato del direttore Petrachi....
"Considero Gianluca Petrachi un direttore molto bravo, poi lui conosce molto bene l’ambiente Toro. Il direttore è una risorsa in più, ha i modi e l’esperienza per contribuire a creare quel blocco unico di cui parlavo prima".
Guardandola dalla prospettiva di un ex grande difensore come lei, come si ridanno sicurezze a una difesa così fragile come quella di oggi di Marco Baroni?
"Guardi, quando c’era una situazione difficile due grandi allenatori che ho avuto al Toro, come Mondonico e Camolese, entrambi, dicevano: “Dobbiamo fare le cose più semplici possibili. Devo far capire ai miei calciatori la semplicità”. Per raggiungere questo obiettivo, ci si riesce aiutandosi e semplificando il lavoro: ad esempio, oggi siamo un po’ tutti abituati a giocare sempre la palla partendo dalla difesa, magari in un ambiente caldissimo come sarà Marassi lo facciamo la metà del solito. Anche il difensore deve fare il suo e mettere la famosa testa nel carrarmato per essere concentrato dalla prima palla".
Qual è il calciatore granata dal quale si aspetta che, d’ora in poi, prenda per mano la squadra?
«Il Toro ha tanti uomini a cui potersi aggrappare, penso a Vlasic, e altri da Maripan a Zapata. Ma questi calciatori con la loro esperienza e la loro bravura devono fare da contorno, io d’ora in avanti punto su Simeone che ha risolto i suoi problemini fisici: per lo spirito che ha e per le sue caratteristiche, spero che sia il colpo di mercato della primavera del Toro e che sia capace di portare entusiasmo e passione. Adesso servono i gol del Cholito».
Qui Genoa, quanto le piace il lavoro di De Rossi?
«Tanto, tanto. Mi sta piacendo nella comunicazione, nella gestione, nel modo di far giocare il Genoa. Si è incarnato totalmente nel club, trasmette la sensazione di aver trovato la sua piazza. Per la sua passione e il modo di fare, mi ricorda un’icona della storia genoana: il grande Franco Scoglio».
Paragone pesante: perché?
«Si vede che la Genova rossoblù è tutta con lui, si percepisce che i giocatori sono pronti a dare l’anima per lui. Se non fosse così, il Genoa non avrebbe fatto quella rimonta pazzesca con il Bologna vincendo al 90’, oppure una gara spettacolare in casa col Napoli o una partita bellissima in dieci dopo 3 minuti per il rosso a Leali con l’Atalanta tenendole testa fino al gol di Hien al 94’. Il suo Genoa ha fatto sempre partite sanguigne, gagliarde: è una squadra senza paura, sa quello che vuole, gioca a viso aperto. Il lavoro di De Rossi è ottimo, è un allenatore nato. Genoa e Toro arrivano a questo scontro diretto con stati d’animo diversi ma Daniele, come il Toro, deve fare ancora tanti punti per salvarsi».
Leggi anche Spalletti: "Usiamo il dolore di Istanbul come elastico. Rinnovare subito? Per me si può anche fare"Lecce-Inter, il pronostico: Chivu prova subito a cancellare Bodo© RIPRODUZIONE RISERVATA