Keylor Navas: "Nel 2010 all'Albacete avevo zero euro sul conto. Non potevo fare regali a mia figlia"
La Gazzetta dello Sport

Keylor Navas: "Nel 2010 all'Albacete avevo zero euro sul conto. Non potevo fare regali a mia figlia"

Sabato 21 febbraio 2026
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Il racconto dell'ex real sul periodo di crisi che ha vissuto sedici anni fa


derbyderbyderbycalcio estero Keylor Navas e la povertà: “Pregavo che mia figlia non chiedesse una bici”

IL RACCONTO

Keylor Navas e la povertà: “Pregavo che mia figlia non chiedesse una bici”

ROSARIO, ARGENTINA - JANUARY 24: Newly signed Keylor Navas speaks during the unveiling as new player of Newell's Old Boys at Jorge Bernardo Griffa training center on January 24, 2025 in Rosario, Argentina. (Photo by Luciano Bisbal/Getty Images)

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Un episodio che rapidamente è andato virale in Spagna, con le parole del portiere piene di rammarico ed emozione poste sotto ai riflettori da tutti i maggiori quotidiani Michele Massa

20 febbraio - 13:16

A cuore aperto il portiere Keylor Navas ai microfoni di ASha raccontato alcuni episodi della sua carriera. Tra i vari, ha voluto ricordare il suo primo anno in Europa, all'Albacete. Una stagione difficile, complice la crisi societaria che ha messo il costaricano e i suoi compagni in piena difficoltà economico con le mensilità ai minimi federali.

Keylor Navas con la maglia della sua nazionale in una sfida di qualificazioni (Foto di Stu Forster/Getty Images)

Il racconto di Keylor Navas e la povertà vissuta all'Albacete

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Ai microfoni del quotidiano spagnolo, l'ex Real Madrid ha raccontato di un episodio datato 2010, quando il portiere è stato vittima della crisi societaria del suo Albacete: "Dieci giorni prima dell'arrivo della fine del mese avevo zero euro sul conto e dovevamo attingere dalla carta di mia moglie. Nella stagione 2009/10 giocavo all'Albacete e il club era in procedura di insolvenza e gli stipendi erano ridotti. Vivevo con mia moglie e mia figlia e non ci potevamo permettere nulla, tutti i soldi finivano tra affitto e spesa per mangiare".

Il portiere costaricano ai tempi della sua esperienza al Real Madrid (Foto di GettyImages)

Impresso nella mente del portiere, c'è il compleanno della figlia e quella difficoltà economica che non gli ha permesso di poter far scegliere in tranquillità il regalo alla piccola: "Il giorno del compleanno della mia bambina, decidemmo di portarla in un negozio di giocattoli, facendole scegliere liberamente il suo regalo.In cuor mio però pregavo che non scegliesse la bicicletta. Costava troppo e non avrei potuto pagarla, sarebbe stato umiliante per me. Fortunatamente lei ha scelto altro ma quei momenti li ricordo come se fosse ieri".

Un ricordo che ha pesato tanto nella testa di Keylor Navas, che ha poi spiegato l'importanza dei soldi nella sua vita, specialmente nella sua gioventù, quando in Costa Rica viveva nella povertà assoluta e per necessità ha iniziato da giovanissimo a lavorare nei campi e nella pesca.

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