Inter, il +10 cambia tutto: scudetto blindato, ora può concentrare forze sulla Champions
Il vantaggio sul Milan permette di gestire le risorse: se Chivu elimina il Bodo, può sognare in Europa
Il vantaggio sul Milan permette di gestire le risorse: se Chivu elimina il Bodo, può sognare in Europa
Filippo Conticello Giornalista 23 febbraio - 07:54 - MILANOA furia di salire e scendere da un aereo, l’Inter avrebbe potuto perdere il senso di ciò che accade a terra: il gelo nelle ossa a Bodo si è mescolato con il caldo piacere di Lecce, poi domani arriva pure la gara regina in Europa da preparare di gran fretta, con appena un allenamento e mezzo nelle gambe. Tra tanta confusione, mentre gli eventi precipitano rapidi, i nerazzurri hanno finalmente avuto un momento per fermarsi e alzare i calici: ieri, prima di cena, hanno brindato a un numero, anzi a due. È la cifra, doppia, con la quale adesso comandano ferocemente la classifica italiana. L’Inter tiranna è già a +10 dal Diavolo caduto col Parma e non è neanche arrivato marzo a far intravedere la fine di stagione: mancano tre mesi ma, ogni settimana che passa, un nuovo pezzo di stoffa scudetto sembra ricucirsi sul petto nerazzurro. Oltre alla distanza dal Milan, ci sono i 14 punti da Napoli e Roma, terzi in classifica: in pratica, un Carnevale ambrosiano sotto la sede di Viale della Liberazione. I nerazzurri non vogliono certo iniziare a festeggiare subito, ma una distanza così tranquillizzante permette di guardare in maniera diversa anche la corsa in Champions League. Finora la priorità dichiarata dalla compagnia interista, perfino esibita in certe scelte dalla panchina, è sempre stata il campionato, ma adesso è difficile pensare che Inter-Bodo Glimt di domani valga meno di Inter-Genoa di sabato prossimo. Le migliori energie possono essere definitivamente incanalate sull’Europa, magari anche oltre questo scivolosissimo playoff. Per pensare seriamente alla Champions che verrà bisogna, però, dare forma e sostanza alla rimontona casalinga che tutto il mondo Inter brama. Per riuscirci, Chivu punta su tutti i titolari arruolabili in un momento assai delicato: negli ultimi tempi, infatti, si è allungata la fila di giocatori dal medico sociale. Eppure, Calha è pronto a rientrare nel prossimo weekend di A e, a sorpresa, Dumfries ormai sano potrebbe strappare una convocazione simbolica per domani. Piuttosto, pesa l’idea di vivere un mese senza Lautaro e l’infortunio del capitano non fa che rilanciare la coppia Pio-Thuram.
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—Una classifica come questa sembrava ottimismo irrazionale, quasi utopia, all’alba della stagione, soprattutto quando la nuova Inter raccoglieva la miseria di tre punticini nelle prime tre di campionato: in quel momento, dopo il ko di Torino con la Juve che seguiva quello a San Siro con l’Udinese, pareva appena iniziata una lunga traversata nel deserto post-Inzaghi. Mai previsione fu più sbagliata: l’allenatore romeno ha cancellato la memoria breve e le ultime delusioni del predecessore, ha imposto un altro metodo e costruito bullone dopo bullone questo carrarmato che schiaccia la A. È indubbio che la concorrenza in patria sia tenera e continui a offrire regali non richiesti alla capolista, ma il merito del primato (in costante allargamento) appartiene allo stesso Chivu. Ha messo in fila 14 risultati utili, di cui 13 vittorie brucianti. È solo la quarta volta in 118 anni che i nerazzurri arrivano a quota 64 dopo 26 sfide di campionato: l’Inter dei record del Trap, 1988-89, aveva raggiunto 65 punti (considerando tre a vittoria anche in quel caso), nel 2006-07 di dominio post-Calciopoli a 70, nel 2023-24 terminato in cima alla seconda stella a 69. Correndo a questa velocità supersonica, si vede già il traguardo tricolore alla fine del rettilineo e allora, in contemporanea, si può deviare verso il sentiero europeo.
Le speranze
—Il +10 cambia sia il presente che il futuro, ma sempre a patto che si elimini di torno il gelido Bodo Glimt: prima tocca ai norvegesi, poi all’eventuale assalto al resto d’Europa. E più in là, perché no, il sogno di avvicinarsi al sole di nuovo, ma senza bruciarsi come l’anno passato. Superare i playoff è diventato ancor più strategico dopo ieri sera: alla luce del vantaggio scudetto, in futuro si potrebbe articolare il turnover nerazzurro in maniera differente rispetto a quanto arrangiato fino ad oggi. Insomma, l’imprevedibile Champions potrebbe affiancarsi a questo campionato quasi già blindato: un obiettivo smetterebbe finalmente di escludere l’altro. Una stagione fa, mentre sbalordiva in Europa, l’Inter dilapidava una fortuna in A, anche perché il Napoli contiano le soffiava alle spalle. Oggi il margine d’errore sarebbe più ampio e tranquillizzante, ma domani bisogna superare gli ultimi brividi e dimenticare l’escursione termica patita al Circolo Polare Artico. Dopo, sarà primavera, la stagione delle grandi speranze e non più solo italiane.
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