Juve, Comolli spara a salve: da Openda a Zhegrova, ogni colpo un flop
La Gazzetta dello Sport

Juve, Comolli spara a salve: da Openda a Zhegrova, ogni colpo un flop

Lunedì 23 febbraio 2026
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Nessuno degli acquisti della nuova gestione è riuscito a dare il contributo sperato. E c'è anche chi ha già salutato, come Joao Mario

Nessuno degli acquisti della nuova gestione è riuscito a dare il contributo sperato. E c'è anche chi ha già salutato, come Joao Mario

Giovanni Albanese Giornalista 23 febbraio - 08:21 - MILANO

Dei nuovi arrivati non si salva nessuno. Uno dei sei volti nuovi di quest’anno addirittura è già andato via: il soggiorno torinese per Joao Mario è durato appena sei mesi, poi l’esterno (utilizzato pochissimo) ha ceduto all’idea di proseguire l’avventura in Serie A al Bologna scambiandosi la strada con Holm. Quest’ultimo è già infortunato, quindi inutilizzabile per un po’: niente di serio, ma Kalulu non ha un vice. Il caso Joao Mario riaccende i riflettori su una delle querelle che hanno imbruttito presto il rapporto fra Tudor e Comolli: il tecnico non avrebbe mai ceduto Alberto Costa dopo il buon Mondiale per Club del portoghese, il dirigente diede comunque seguito allo scambio con il Porto – un paio di giorni dopo il consulto con l’allenatore - probabilmente anche perché il laterale diventava l’unica chiave per sbloccare e concludere l’operazione Conceiçao: il settimo da aggiungere alla lista, di fatto non un volto nuovo perché a Torino già dalla stagione precedente. 

Nodo attacco

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È in attacco che la Juve ha pasticciato di più. Comolli, che ha gestito il mercato estivo da solo e attingendo collaborazione da una ristretta cerchia di intermediari di fiducia, ha finalizzato l’operazione David che era stata indirizzata da Giuntoli ma ha poi bucato entrambi gli obiettivi principali: vendere Vlahovic e riportare sotto la Mole Kolo Muani. Per quest’ultimo i discorsi col Psg sono andati avanti fino al penultimo giorno di sessione, poi alla Continassa hanno deciso di dirottare su Openda: operazione complessiva da 44 milioni e ingaggio meno oneroso (la metà degli 8 richiesti dal francese). La scelta però non è stata premiata né con Tudor né con Spalletti, che hanno gestito il belga come riserva e niente più. Vlahovic, che è rimasto a Torino al suo ultimo anno di contratto, si è invece fermato subito dopo aver dato qualche segnale confortante al cambio dell’allenatore: tornerà a marzo, ma potrebbe essere troppo tardi se la Juve venisse esclusa dalla Champions agli spareggi com’è avvenuto già in Coppa Italia. Non a caso Spalletti è rimasto in attesa di un numero 9 fino all’ultimo giorno del mercato di gennaio, ma Ottolini – arruolato per il ruolo di direttore sportivo a fine dicembre – è tornato a mani vuote al termine di tutte le spedizioni fatte e Comolli, facendo leva su alcuni buoni rapporti personali, ha chiuso Boga per accontentare Spalletti almeno con un vice Yildiz. 

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Gli altri

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Il francese a Nizza non aveva giocato granché ed è stato imbarcato come un’occasione, ma a conti fatti – mettendo insieme il minutaggio in Ligue 1 e quello acquisito già alla Juve – ha giocato quasi tre volte di più di Zhegrova, l’altro colpo della Juve all’ultimo giorno del mercato estivo. Il kosovaro ha svolto nei primi mesi della stagione un programma individuale per incrementare la disponibilità, ma quando avrebbe dovuto compiere il salto di qualità si è fermato e non è mai entrato davvero nel vivo della stagione. Intanto le notizie dagli altri campi non sono state migliori, in particolare sul fronte di Nico Gonzalez e di Douglas Luiz: le condizioni che fanno scattare l’obbligo di riscatto per l’Atletico Madrid sull’argentino sono ancora lontane, mentre il brasiliano a gennaio è rientrato dal prestito al Nottingham Forest, che avrebbe dovuto riscattarlo se fosse riuscito ad ambientarsi lì, per fare ritorno all’Aston Villa, con la speranza di riprendere un percorso credibile a livello internazionale. I primi passi del calciatore sembrano poter convincere i Villans a esercitare l’opzione d’acquisto a fine stagione, ma al momento nulla garantisce alla Juve di rientrare dagli investimenti fatti. Esattamente come per quelli che l'estate scorsa sono rimasti con riserva: Kelly è in crescita, ma ancora poco continuo, Koop solo nelle ultime settimane è riapparso con maggiore frequenza fra i titolari e Di Gregorio è finito nel ciclone delle critiche dopo gli errori delle ultime gare.

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