Yamaha Tracer 7 Y-Amt: funzionamento e vantaggi del cambio automatico
Disponibile sia per Tracer 7 che per Tracer 7 GT, il sistema Y-Amt è un concentrato di tecnologia moderna in grado di assistere il conducente in città lasciando spazio al divertimento quando arrivano le curve
Disponibile sia per Tracer 7 che per Tracer 7 GT, il sistema Y-Amt è un concentrato di tecnologia moderna in grado di assistere il conducente in città lasciando spazio al divertimento quando arrivano le curve
Matteo Solinghi 23 febbraio - 09:11 - GERNO DI LESMO (MB) La Yamaha Tracer 7 GT Y-AmtProviamo a tracciare il perimetro entro il quale i tecnici giapponesi hanno lavorato per portare sul mercato una nuova tecnologia, inaugurata dalle Yamaha Tracer 7 Y-Amt e Tracer 7 GT Y-Amt. Sempre alla ricerca della miglior simbiosi possibile tra uomo e macchina, gli ingegneri Yamaha hanno lavorato sodo al fine di proporre una tecnologia non solo in grado di far provare sensazioni uniche, ma anche di avvicinare chi magari con le due ruote ha un po’ meno dimestichezza, semplificando loro l’approccio. E se fino al secolo scorso lo sviluppo avveniva prettamente per via meccanica, gli ultimi 25 anni hanno visto una crescita esponenziale dell’ambito elettronico applicato a due e quattro ruote, permettendo così di arrivare via software laddove non era possibile farlo via hardware.
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VIDEO: Yamaha Tracer 7 e Tracer 7 Gt: la maturità è arrivataIl cambio Y-Amt
—Il cambio automatico di Yamaha, denominato Y-Amt, è innanzitutto sinonimo di versatilità. Grazie al pulsante al manubrio in grado di passare dalla modalità automatica (D o la più sportiva D+) a una gestione sequenziale del cambio tramite due mini-palette per le cambiate poste sotto la manopola sinistra, non vien meno il divertimento alla guida, aspetto fondamentale quando si parla di due ruote. Certo è che questa gestione delle cambiate, sia essa automatica o sequenziale, dona più confidenza, rende la guida accessibile a tutti, supporta al meglio l’esperienza sensoriale di coppia e velocità e riduce lo stress (si pensi a un tragitto urbano congestionato con la frizione sempre azionata). Non per ultimo, poi, è possibile scegliere come guidare la moto in base all’umore, al tragitto, al traffico e a qualsivoglia altra variabile. Un aspetto, più degli altri, è quantomai importante: quello relativo alla fiducia in sella. Senza quella, non si va da nessuna parte, anzi, si rischia solo di far danni. E nello scrivere ciò, riaffiorano alla mente dei flash della presentazione delle MT-07, con annessa fiducia incrementata (frutto poi di una maggiore soddisfazione personale data da un ritmo più elevato tra le curve) non appena scesi dalla MT-07 con cambio manuale e saliti sulla MT-07 Y-Amt.
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La Yamaha Tracer 7 GT Y-Amt con le borse da viaggioStoria e funzionamento
—L’ideazione del cambio Y-Amt non è certo frutto di un processo breve, tant’è che - come la storia insegna, vedasi anche e soprattutto il mondo tech - tra bozzetti, brevetti, idee e spunti si era partiti nell’ormai lontano 2006 con l’Ycc-S, il sistema di cambio elettronico della Fjr 1300. In sostanza Yamaha aveva implementato un controllo della frizione ed un attuatore del cambio elettronico, entrambi connessi ad un sofisticato computer, per fornire una sensazione di cambiata senza frizione. Ancora ben lontano dal poter essere chiamato “cambio automatico”, il passo in avanti è stato fatto con l’Ycc-S Gen2, arrivato nel 2013 con acceleratore elettronico. Ma la svolta definitiva è avvenuta di recente con l’Y-Amt, una tecnologia plug and play - quindi senza modificare nulla dei motori CP2 e CP3 di Yamaha e, sempre ragionando per economia di scala, applicabile a entrambe le piattaforme, indipendentemente dal segmento di appartenenza della moto - che vede protagonisti due attuatori elettrici in grado di agire su frizione e cambio.
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VIDEO: Andrea Colombi e la gamma Yamaha 125: "I giovani tornano in moto"I vantaggi
—Potrebbe fare un certo effetto pensare che la prossima generazione di motociclisti non solo non avrà mai guidato un’auto con la frizione, ma magari nemmeno una moto. Eppure proprio alle nuove generazioni il mondo delle due ruote guarda con curiosità, con l’intento di abbattere le barriere tecniche per chi magari arriva da uno scooter. I vantaggi del cambio automatico Y-Amt di Yamaha sono molteplici: versatilità, come detto in precedenza, con la possibilità di adottare una guida passiva in città e sportiva in circuito o lungo un passo di montagna; sportività amplificata, con una gestione del cambio meno vincolante; e ridotta complessità, non a caso si rivolge anche a chi ha poca esperienza in sella. Insomma, il cambio Y-Amt vuole essere un cambio sportivo, costante, emozionante, rapido, preciso e in grado di ridurre la fatica per il pilota sulle lunghe distanze.
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A sinistra la Yamaha Tracer 7 GT Y-Amt, a destra la Tracer 7 Y-AmtI dati
—Dopo aver introdotto il cambio Y-Amt all’interno della propria gamma, la panoramica a febbraio 2026 dice che il 49% della clientela MT-07 (mediamente molto giovane, tra i 25 ed i 35 anni) opta per il cambio manuale tradizionale. Il 27% sceglie il cambio quickshifter e il restante 24% vira sull’Y-Amt. Numeri in linea con quelli della MT-09: 24% Y-Amt, il restante 76% quickshifter (di serie). Come facilmente intuibile per tipologia di clientela e diversa fruizione del veicolo data da un segmento differente, Tracer 9 fa registrare un solido 45% di immatricolazioni con cambio Y-Amt. Sarà curioso vedere i dati sulla Tracer 7.
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VIDEO: Yamaha Tracer 9 GT: Dna da vera sport touring a buon prezzoA proposito di Tracer 7…
—Di recente Yamaha ha profondamente rivisto la Tracer 7. Da un punto di vista del design è più aggressiva, con un effetto più tridimensionale delle linee. La disposizione dei colori delle carene, nonché le forme delle stesse, suggeriscono una sensazione di velocità proiettata in avanti, così come le ali nelle zone delle carene laterali creano dinamismo, effetto al quale contribuisce anche la firma luminosa. Le maniglie passeggero rastremate e sagomate quasi a renderle dei flap hanno lo stesso intento. Disegnata e progettata in Italia, la nuova Tracer 7 dispone di una sella passeggero più ampia per donare maggiore comfort. Il progetto, elaborato su piattaforma comune, ha visto il suo culmine nell’interazione tra il designer e il responsabile tecnico, modellando un clay - una sorta di pongo - che soddisfasse sia da un punto di vista del look sia da un punto di vista tecnico, al fine di avere una moto sì snella per permettere a tutti di toccare a terra, ma anche ergonomica per i piloti più alti di statura. Il tutto lavorando su vincoli meccanici ed elettronici, i cui ingombri non sono trascurabili.
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L'unità CP2, cuore pulsante delle Yamaha Tracer 7La nuova Tracer 7
—Detto dell’adozione del motore CP2 da 73,4 Cv e della possibilità di montare il cambio Y-Amt, la nuova Tracer 7 - oltre che per un design ed un’ergonomia rivista - si distingue per via di un telaio più rigido del 15% rispetto al modello precedente, con un forcellone di 40 mm più lungo a tutto vantaggio della stabilità. La prima Tracer 7 a poter essere usata con le due borse laterali e il bauletto centrale gode di un manubrio di 25 mm più largo per parte e 30 mm più alto rispetto al passato. A questo si aggiunge una sella regolabile in altezza di 20 mm, con altezza minima fissata a 835 mm. Nuove le pedane passeggero, due i cupolini: più modesto per la Tracer 7 Y-Amt standard, più protettivo per la Tracer 7 GT Y-Amt, con quest’ultima che si distingue anche per via di una sella con imbottitura più massiccia e un maggiore supporto. I prezzi partono da 10.599 euro per la Yamaha Tracer 7 Y-Amt, da 12.099 euro la Tracer 7 GT Y-Amt, entrambe con un sovrapprezzo di 600 euro rispetto alle varianti prive di cambio automatico.
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