Arbitri, la rabbia del Napoli: De Laurentiis scrive a Gravina, i dettagli
Il presidente azzurro si fa sentire col n.1 della Federazione dopo la contestata direzione di Chiffi contro l'Atalanta
Il presidente azzurro si fa sentire col n.1 della Federazione dopo la contestata direzione di Chiffi contro l'Atalanta
Vincenzo D'Angelo 24 febbraio - 08:40 - MILANO Aurelio De Laurentiis, 76 anni, presidente del NapoliL'eco della rabbia di Bergamo è arrivato forte anche in città. Napoli si è risvegliata di pessimo umore, pronta alla battaglia per difendere la propria squadra: l'elenco dei presunti torti arbitrali è lungo e in questo 2026 la squadra di Conte si sente quantomeno in credito con la fortuna. Tanti episodi hanno lasciato l'amaro in bocca, così la direzione di Chiffi contro l'Atalanta è stata la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso. Antonio Conte si è trincerato dietro al silenzio e la società ha scelto di farsi sentire mandando il direttore sportivo Giovanni Manna davanti a telecamere e taccuini. Il presidente Aurelio De Laurentiis, invece, continua a tenere un profilo basso pubblicamente, ma in privato ha mostrato tutto il suo disappunto a chi di dovere. De Laurentiis e il presidente federale Gabriele Gravina hanno un rapporto di vecchio corso. I due si sentono spesso, per tante questioni. E hanno avuto anche qualche dissapore in passato, per vedute diverse. Ma questa è un'altra storia.
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—L'attualità racconta di un De Laurentiis molto infastidito, che avrebbe mandato un messaggio piuttosto piccato al numero uno della Federcalcio. Non per tutelare il Napoli, come ha sottolineato anche Manna nel post-partita infuocato di Bergamo, ma per invitare Gravina a trovare velocemente una soluzione sul tema arbitrale. Tutti i club si lamentano, il malcontento è generale. E la posta in palio diventa enorme in questo momento chiave della stagione: per chi si deve salvare, per chi lotta per l'Europa e per chi vuole tenere vivo il campionato. Per il presidente azzurro si è in una fase di cortocircuito che rischia di condizionare questo finale di stagione.
Rasmus Højlund, 23 anni, primo anno al Napoli
vecchia battaglia
—De Laurentiis è un imprenditore innovatore. E da tempo cerca di spostare l'attenzione generale sulla necessità di riformare il sistema calcio. Per quanto riguarda gli arbitri, poi, il presidente del Napoli ha un vecchio cavallo di battaglia: gli arbitri della Serie A dovrebbero essere gestiti dalla Lega Calcio e non dalla Federazione. Un concetto espresso anni fa pubblicamente e che resta ancora di grande attualità. "Un arbitro deve essere equidistante da tutto, non può avere un ruolo politico. Se appartiene alla Federazione c'è un errore, perché deve schierarsi da qualche parte e non ci sarà equilibrio". Il modello che De Laurentiis vorrebbe seguire è quello del campionato inglese, per "rendere gli arbitri dipendenti dalle società e nel caso ammonirli" disse Aurelio. Oggi un arbitro che sbaglia viene fermato, ma il danno ai club resta. E può condizionare anche il futuro economico di una società che non raggiunge determinati obiettivi.
malumore
—Il Napoli a Bergamo si è sentito defraudato di tre punti che nella corsa Champions potrebbero avere un peso specifico enorme al termine della stagione. Manna ha ricordato del rigore non fischiato contro la Juve o degli episodi contro il Verona. La scorsa settimana il Napoli aveva protestato per la mancata espulsione di Ramon in Coppa Italia contro il Como. Poi per la trattenuta in campo aperto di Ndicka su Hojlund, contro la Roma. Ecco, per il danese è un periodo poco fortunato: lui aveva subito il rigore dato e poi tolto da Chiffi, prima del corpo a corpo con Hien che ha portato all'annullamento del 2-0 di Gutierrez. Il Napoli adesso alza la voce e chiede almeno uniformità di giudizio. Quella che è mancata a Bergamo.
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