Atalanta, parla l'icona Stromberg: "Dea, la rimonti così. Corsa Champions? Juve e Napoli fuori"
L’ex capitano nerazzurro: "Punto su Scamacca e Pasalic. Il Dortmund va sfidato uno-contro-uno"
L’ex capitano nerazzurro: "Punto su Scamacca e Pasalic. Il Dortmund va sfidato uno-contro-uno"
Matteo Brega Giornalista 24 febbraio - 09:58 - MILANO Glenn Peter Stromberg ai tempi dell'Atalanta insieme agli altri stranieri Caniggia e BiancheziGlenn Stromberg ha una visione internazionale dell’Atalanta. Un po’ per sua conformazione, abituato da sempre a seguire il calcio senza confini, un po’ per la consuetudine che la società ha trasmesso negli ultimi anni. Intervistarlo tra una vittoria che rilancia la Dea a pochi passi dalla prossima Champions e il ritorno del playoff contro il Borussia Dortmund è dunque naturale.
Cosa trasmette questa Atalanta che nel 2026 non ha ancora perso in Serie A e che da quando c’è Raffaele Palladino viaggia a ritmo Champions?
“Ribadisce che questa squadra è forte e che infilare questi successi in questo periodo vale di più. Entri in fiducia nel momento della stagione durante il quale ci sono le partite decisive”.
La vittoria contro il Napoli mette la Dea nelle condizioni di puntare al quarto posto?
“Innanzitutto, mi piace sottolineare la bellezza della corsa Champions. E poi che l’Atalanta può qualificarsi. Lo dico per una serie di motivi. Tra i quali metto la capacità della squadra di Palladino di incassare pochi gol. È un aspetto fondamentale”.
Chi andrà in Champions?
“L’Inter che vincerà il campionato, poi il Milan e la Roma. Per il quarto posto vedo una corsa tra Atalanta e Como. Giocano bene, sono in fiducia, possono recuperare lo svantaggio da Napoli e Juventus. Certo, Palladino e Fabregas non avranno margini di errore perché il distacco altrimenti non lo recuperi più. Però vedo cose interessantissime sia in casa Atalanta sia in casa Como”.
E quali sono?
“Il Como è la squadra che mi ha sorpreso di più. Gioca bene in ogni campo, non si fa spaventare dagli stadi, Fabregas porta i suoi principi ovunque. Palladino sta facendo benissimo, ha una rosa di qualità e lunga. Ha molte soluzioni offensive che gli stanno consentendo di ridurre al minimo l’impatto delle assenze di De Ketelaere e Raspadori. E poi la squadra è protetta bene, non sbanda e trova sempre nuove vie per arrivare al gol”.
Un nome da copertina ora?
“Dico Pasalic. Pensavo che avrebbe giocato di più durante la stagione. Eppure, anche così si sta dimostrando utilissimo. È un elemento universale, bravo di testa, sa calciare ed è abituato a giocare a certi livelli. Ma vorrei dirne un altro anche”.
Quale?
“Krstovic. Ricordo che quando fu acquistato in estate dal Lecce qualcuno storceva il naso, era dubbioso. Ma guardate che se un attaccante va in doppia cifra di gol con una squadra che lotta per salvarsi, vuol dire che qualche qualità ce l’ha. Ora è anche più fiducioso rispetto al principio. E poi lotta sempre, è indomabile”.
In Champions serve una rimonta per andare avanti...
“Dopo i primi 90’ la partita ha preso una direzione: dal 50 e 50 di possibilità di passare il turno siamo passati direi a un 70-30 per il Borussia Dortmund. Però l’Atalanta che stiamo vedendo in campionato può farcela. Le due squadre sulla carta sono simili come qualità. I tedeschi non sono quella corazzata di dieci anni fa. All’andata hanno lasciato giocare l’Atalanta dove volevano loro, sono stati abili a indirizzare gli attacchi atalantini”.
Cosa dovrebbe fare?
“Cercare spazio dietro la linea di difesa tedesca o provare più duelli individuali, forzando con i dribbling negli uno-contro uno. L’Atalanta dovrà entrare di più in area, giocare meno in ampiezza e cercare maggiormente la profondità”.
Cosa ne pensa del turnover tra campionato e Champions?
“Non penso che serva perché ogni giocatore lavora nei primi mesi della stagione per poter giocare tutte queste gare decisive. Perché poi quando vieni eliminato dalle competizioni diventa anche più complicato trovare gli stimoli per allenarsi”.
Da chi è lecito attendersi una grande partita domani?
“Punto su Scamacca. Ha bisogno di ritrovare continuità per rendere al meglio. Lui ha dei picchi molto alti come qualità, può fare gol come Messi e Cristiano Ronaldo. Poi però ha anche dei bassi che lo portano a estraniarsi dalla partita. La Champions può stimolarlo per farci vedere i suoi picchi”.
E anche il popolo bergamasco sarà stimolato...
“Lo stadio ribollirà per la spinta. Anche i tifosi dell’Atalanta, come i giocatori, sanno bene cosa bisogna fare in Europa. E tutti vogliono continuare a giocarci...”.
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