Pirelli, dal digital twin al Cyber Tyre: l'ecosistema digitale con dati e Ai per gli pneumatici del futuro
Dal superamento del tradizionale "trial and error" alla progettazione data-driven, Pirelli ha trasformato lo sviluppo degli pneumatici attraverso digital twin e intelligenza artificiale. Un modello che integra virtualizzazione, fabbrica digitale e Cyber Tyre, generando risultati record anche nell'era dell’elettrico e nei mercati più veloci come la Cina
Dal superamento del tradizionale "trial and error" alla progettazione data-driven, Pirelli ha trasformato lo sviluppo degli pneumatici attraverso digital twin e intelligenza artificiale. Un modello che integra virtualizzazione, fabbrica digitale e Cyber Tyre, generando risultati record anche nell'era dell’elettrico e nei mercati più veloci come la Cina
Giacomo Ruben Martini 24 febbraio - 12:01 - MILANO Prima di arrivare su strada, ogni pneumatico viene progettato e testato in ambiente completamente virtualeIn un settore complesso come quello degli pneumatici, dove la competizione si gioca sui millimetri e sui decimi di secondo, l’innovazione non è più soltanto una questione di materiali o di prestazioni pure. È soprattutto una questione di metodo. Per decenni lo sviluppo di uno pneumatico ha seguito una logica di trial and error: prototipo, test fisico, correzione, nuova prova. Un processo lungo, costoso, basato su cicli successivi di affinamento. Oggi quello schema è stato superato. Pirelli ha scelto di competere nel segmento più alto del mercato – premium e prestige – facendo leva su una cultura tecnica radicata e su investimenti in Ricerca e Sviluppo tra i più elevati del settore in rapporto al fatturato. Il risultato è una trasformazione profonda del modo stesso di progettare e produrre un pneumatico: meno tentativi fisici, più modellistica, dati e simulazione.
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—"Per anni abbiamo buttato via informazioni. Oggi i dati sono la chiave fondamentale del successo", ci ha spiegato Piero Misani, Chief technical officer dell'azienda milanese. Anche un pneumatico che non raggiunge l’obiettivo previsto diventa una fonte preziosa di conoscenza, perché permette di comprendere andamenti, correlazioni e leve progettuali su cui intervenire. È da questa consapevolezza che Pirelli ha progressivamente abbandonato l’approccio puramente sperimentale per adottare un ecosistema digitale integrato. Un percorso che ha avuto un’accelerazione decisiva durante la pandemia. "Grazie al Covid abbiamo impresso un’accelerazione spaventosa alla virtualizzazione", ricorda Misani. Con i team costretti a lavorare da remoto, l’azienda ha sviluppato nuove linee di prodotto interamente in ambiente digitale, definendo metodi che oggi rappresentano lo standard interno.
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—Il simulatore di guida è solo la parte più visibile di questo sistema. A monte c’è la costruzione del modello matematico del pneumatico, il cosiddetto digital twin, che riproduce in modo estremamente dettagliato il comportamento dinamico della gomma. Questo sistema semplifica il processo in modo decisivo: è infatti bene ricordare che il pneumatico è un oggetto intrinsecamente complesso, poiché lavora con deformazioni fino al 300%, in un campo fortemente non lineare e con una dipendenza molto marcata dalla temperatura, che può variare internamente da 0 a 100 gradi. A ciò si aggiunge la complessità delle mescole, composte da numerosi ingredienti e differenti formulazioni a seconda della funzione all’interno della struttura. Negli anni la simulazione si è estesa dall’handling al rumore e al comfort (il cosiddetto Nvh), fino a includere condizioni specialistiche come neve e fango, utili nello sviluppo di gomme all-season e invernali. La virtualizzazione è oggi un elemento strutturale del processo di sviluppo: prima si costruisce il modello, poi il prodotto.
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—Consolidata la virtualizzazione, la nuova frontiera è l’intelligenza artificiale. L’approccio adottato in Pirelli è chiaro: l’ intelligenza artificiale è uno strumento di supporto, non un sostituto dell’esperienza tecnica. Perciò nel campo dei materiali è stato sviluppato il “Virtual Compounder”, un sistema che analizza un’enorme mole di dati storici – dai fornitori ai test di laboratorio e alle prove su strada – per supportare i tecnici nello sviluppo delle mescole. La disponibilità di dataset accumulati negli anni rappresenta il vero patrimonio su cui l’algoritmo lavora. Il controllo umano però resta centrale, dato che i risultati generati dall’intelligenza artificiale vengono validati e interpretati dai tecnici, evitando il rischio di correlazioni fuorvianti o conclusioni affrettate. L’integrazione tra modellistica fisica e AI ha già prodotto effetti concreti, come una riduzione media del 20% dell’usura specifica nei nuovi prodotti, ottenuta attraverso l’analisi dettagliata dei micro-scivolamenti del battistrada sotto impronta.
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—La trasformazione digitale non riguarda solo il progetto, ma anche la produzione. Realizzare un pneumatico significa gestire numerose fasi e componenti, con un livello di complessità molto elevato. Attraverso il digital twin della fabbrica e sistemi di IA agentica, i team possono simulare scenari “what-if” ("che succede se"), ottimizzare la pianificazione e supportare le decisioni operative. L’obiettivo è ridurre inefficienze, anticipare criticità e migliorare la stabilità del processo. Questa evoluzione è sostenuta dal Digital Solution Center di Bari, il centro tecnico di Pirelli che impiega circa 80 data analyst dedicati allo sviluppo di soluzioni digitali trasversali alle diverse funzioni aziendali.
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—La digitalizzazione entra anche nel prodotto stesso con il Cyber Tyre, che trasforma il pneumatico da componente puramente meccanico a fonte attiva di dati. Sensori integrati rilevano informazioni su pressione, temperatura e accelerazioni, associate a un’identità digitale del pneumatico. In collaborazione con Bosch, questi dati vengono inviati ai sistemi di controllo del veicolo – Abs, Esp e controllo di trazione – che possono così adattare in tempo reale il proprio comportamento. Sapere quale pneumatico è montato e in quali condizioni sta lavorando consente, ad esempio, di impostare immediatamente lo slittamento ottimale in frenata, riducendo gli spazi di arresto. Allo stesso tempo, i dati raccolti su flotte sensorizzate permettono di comprendere in modo più approfondito il comportamento reale del pneumatico nelle diverse condizioni d’uso e stili di guida, alimentando un ciclo continuo di miglioramento.
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—La trasformazione dell’auto elettrica ha imposto un ripensamento profondo dello pneumatico: masse più elevate, coppie istantanee, maggiore attenzione ad autonomia e rumorosità. Con la tecnologia Elect, Pirelli ha sviluppato soluzioni specifiche per i veicoli elettrici, intervenendo in modo integrato su strutture, materiali e geometrie. Questo approccio si rivela particolarmente strategico in Cina, oggi il mercato automotive più dinamico al mondo. Qui il ciclo di vita di un modello può durare 2-3 anni, contro i circa sei dell’Europa, con programmi di sviluppo rapidissimi e aggiornamenti continui. In questo contesto Pirelli è l’azienda tyre con il maggior numero di omologazioni annue e riesce a mantenere un ritmo elevato grazie a una struttura globale integrata, centri R&D presenti anche in Asia e un uso intensivo di virtualizzazione e intelligenza artificiale.
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—In un contesto in cui la velocità di adattamento è cruciale quanto la prestazione, la capacità di digitalizzare lo sviluppo diventa un vantaggio competitivo determinante. I risultati confermano la solidità di questo modello: nel 2025 Pirelli ha ottenuto oltre 320 omologazioni in primo equipaggiamento, circa il 50% in più rispetto ai principali competitor, oltre a superare quota 900 omologazioni per veicoli elettrificati. Numeri che raccontano come il passaggio dal trial and error alla progettazione data-driven non sia solo un’evoluzione metodologica, ma un vantaggio competitivo misurabile.
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