"Saremo AI": a Sanremo il concorso fra cantanti generati dall'intelligenza artificiale
Il Festival virtuale, organizzato da Wmf-We make future in collaborazione con Loop, mette in gara canzoni e artisti generati da IA: da Mariciotta a Luca Void, i cyber-cantanti stanno già pubblicando i brani su Spotify e Youtube...
Il Festival virtuale, organizzato da Wmf-We make future in collaborazione con Loop, mette in gara canzoni e artisti generati da IA: da Mariciotta a Luca Void, i cyber-cantanti stanno già pubblicando i brani su Spotify e Youtube...
Francesco Rizzo Giornalista 24 febbraio - 13:50 - MILANOCosa ci fa l’intelligenza artificiale a Sanremo? Tante cose. Spunta dal testo di Dargen D’Amico che nella sua Ai Ai si domanda come mai “nonostante questo mondo stia entrando in maniera molto forte nelle nostre vite, in Italia non c'è un dibattito sui rischi connessi”. Oppure pronostica il vincitore: Ermal Meta per ChatGpt e Serena Brancale secondo Gemini. Ma l’I.A a Sanremo è anche un Festival alternativo, quello organizzato a Casa Sanremo da Wmf-We make future in collaborazione con Loop: si chiama (con un gioco di parole) “Saremo AI” ed è un vero e proprio concorso fra cantanti (con tanto di fanzine) che, però, sono virtuali, ognuno con una propria identità, un genere musicale definito e un posizionamento che riflette le dinamiche del mercato musicale globale contemporaneo. C’è Catalpa, che “arriva” dall’Alto Adige e canta versi come “Le tue ombre nascondono un segreto profondo/Ogni pensiero su di te è un enigma da svelare” (non sembra un ex-adolescente in fuga da Amici?) o Mariciotta, paladina della body positivity. C’è Giulia Bovoletta, rappresentante del folk o anche Luca Void, un bellone tenebroso che ricama su un amore impossibile. Bellone virtuale, si intende.
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—“Abbiamo una competizione fra 27 cantanti creati con l’I.A.- spiega Cosmano Lombardo, fondatore e a.d. di Social Media Group, azienda organizzatrice di Wmf -: i pezzi musicali, che si possono ascoltare su Spotify e su YouTube, sono stati realizzati da questi artisti, che si stanno già sfidando sui social ma è creata virtualmente anche la giuria, affiancata da un’altra di critici in carne e ossa. La competizione si chiuderà sabato 28 alle ore 12, poi si esprimeranno entrambe le giurie e quella artificiale decreterà anche il vincitore del ‘vero’ Sanremo. Come abbiamo generato i cantanti? Lavorando su profili rispondenti e anche i critici virtuali sono studiati per riflettere orientamenti diversi”. L’idea è rappresentare mondi musicali differenti ma anche autentici percorsi artistici, con immagini, storytelling, pubblico di riferimento. Non senza punte di ironia.
Remix
—Il tema è attuale e cruciale, non solo perché il 48% degli italiani – secondo un’indagine internazionale – usa l’I.A. generativa: versioni sintetiche dei brani, simulazioni vocali, remix non autorizzati e contenuti che possono apparire come autentici, pur non essendolo, non sono più fantascienza e ci sono società che si curano della tutela dei marchi e dei contenuti digitali. “E infatti – prosegue Lombardo – il nostro obiettivo è mettere in evidenza come sia importante partire dal lato empatico dell’essere umano, dalla profondità dell’esperienza raccontata in una canzone. Quella che un agente I.A. non vivrà mai. Al tempo stesso abbiamo artisti, ad esempio Dardust (che sarà con Meta nella sera delle cover, ndr), che da tempo utilizzano l'intelligenza artificiale anche solo per arricchire i loro video. E come si può aggiungere l’autotune in un pezzo, si possono inserire altri effetti. Si tratta di aprire un confronto per non ricadere nella cattiva gestione di una novità, come avvenuto con i social media”.
Tatuato
—Intanto, online, girano già i brani dei concorrenti “non fisici” di questo Sanremo alternativo, da Un cielo che si straccia del tatuatissimo Floriano a Le ombre di Serafino di Marah, tutti artisti che, se non altro, mai verranno assediati dai fan fuori dagli hotel. C'è però il rischio che l'intelligenza artificiale si sostituisca a cantanti veri senza che il pubblico se ne accorga? “Dal punto di vista prettamente legato all’audio assolutamente sì, dopodiché c'è il concerto live, dove vuoi ascoltare, vedere, incontrare, farti emozionare dall'artista e dalla musica. Puoi riprodurre il suono della batteria, non puoi riprodurre quello che l'essere umano sa trasmettere mentre suona”. Forse per questo Dargen D’Amico descrive la sua canzone sanremese come “musica biologica”.
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