"Deterrenti a quattro zampe": i cani e lo stadio, una storia lunga 50 anni
La Gazzetta dello Sport

"Deterrenti a quattro zampe": i cani e lo stadio, una storia lunga 50 anni

Martedì 24 febbraio 2026
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Le forze dell'ordine e la Lega dopo tante riunioni decisero nel 1976 di usare Jack, Lucky, Thor e altri pastori tedeschi addestrati come dotazione per gli agenti a bordo campo. In nord Europa lo facevano da tempo, serviva a...

La formazione prevedeva un Jack, un Lucky e perfino un Thor, chiamato così - vai a sapere - per l’anima guerriera. La squadra apparve negli stadi italiani cinquant’anni fa, proprio all’inizio di febbraio del 1976. Non fu un caso, non si rivelarono dal nulla. La loro presenza venne richiesta a gran voce, sia dalle società di calcio di Serie A - che ne avevano discusso nelle riunioni di Lega - e sia dalle forze dell’ordine impegnate in quegli anni la domenica pomeriggio durante le partite di Serie A in giro per l’Italia del pallone. Fu una necessità, per provare ad ovviare al problema della violenza negli stadi che all’epoca - ebbene sì - riempiva le cronache dei giornali. Jack, Lucky, Thor e gli altri giocavano anche loro una partita, speciale però. Si sistemavano a bordo campo, un paio dietro le due porte con vista curva, uno vicino alle panchine, altri nelle vicinanze del tunnel che portava agli spogliatoi. Vigilavano, stavano all’erta, pronti ad entrare in azione. Era quella - tocca dirlo - una formazione di cani, sì, pastori tedeschi dal pelo corto, riconosciuti per la lealtà e il coraggio, ideali per la guardia e la protezione, cani obbedienti - detti anche cani lupo o cani poliziotto - utilizzati, appunto, dalle forze dell’ordine. Fu così che i pastori tedeschi diventarono parte integrante dello calcio italiano. 

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