Longevità in Europa: dove si vive di più e dove l’aspettativa di vita rallenta
Un’analisi su 450 regioni europee mostra che il Nord Italia continua a guadagnare mesi di vita, mentre Germania orientale e alcune aree del Regno Unito restano indietro
Un’analisi su 450 regioni europee mostra che il Nord Italia continua a guadagnare mesi di vita, mentre Germania orientale e alcune aree del Regno Unito restano indietro
Eugenio Spagnuolo 24 febbraio - 15:20 - MILANOL'aspettativa di vita in Europa ha smesso di crescere in modo uniforme. Mentre alcune regioni continuano a guadagnare mesi di vita ogni anno, altre hanno visto fermarsi i progressi o addirittura invertire la rotta. A mappare questa frattura è uno studio pubblicato su Nature da quattro ricercatori francesi dell'Ined e del CNRS, che hanno analizzato 450 regioni dell'Europa occidentale dal 1992 al 2019. Il risultato smonta l'idea di un'Europa che invecchia in modo omogeneo e rivela invece un continente sempre più diviso sulla longevità.
longevità all'italiana
—"Il primo dato che emerge è che i limiti della longevità umana non sono ancora stati raggiunti", scrivono gli autori su The Conversation. "Alcune regioni europee continuano a registrare un aumento dell'aspettativa di vita di circa due mesi e mezzo all'anno per gli uomini e di circa un mese e mezzo per le donne, a un tasso equivalente a quello osservato nei decenni precedenti. Tra queste le regioni del Nord Italia, della Svizzera e alcune province spagnole". L'Italia settentrionale si conferma tra le aree d'avanguardia, con aspettative di vita che nel 2019 hanno raggiunto gli 83 anni per gli uomini e 87 per le donne.
Longevità: l'Europa invecchia in modo diverso, a seconda delle regioni.Paese che vai...
—Ma questa è solo metà della storia. L'altra metà riguarda le regioni rimaste indietro, dove la situazione è ben diversa. "L'età dell'oro, caratterizzata da un rapido aumento dell'aspettativa di vita in Europa e da una riduzione delle disparità regionali, si è conclusa nel 2005", spiegano i ricercatori. Da quel momento Germania dell'Est, Vallonia belga e parti del Regno Unito hanno visto i progressi fermarsi, "raggiungendo praticamente un punto morto".
Il problema non riguarda né i bambini né gli anziani sopra i 75 anni, dove i miglioramenti continuano ovunque. Il nodo è, piuttosto, la fascia 55-74 anni. "Possiamo affermare che la divergenza regionale deriva principalmente dalla mortalità intorno ai 65 anni", scrivono gli autori. Negli anni Novanta il rischio di morte in questa fascia calava rapidamente grazie ai trattamenti cardiovascolari e ai cambiamenti negli stili di vita, ma dagli anni Duemila la crescita ha rallentato e in alcune regioni il rischio è tornato a salire.
Lo studio non individua con precisione le cause ma la documentazione recente fornisce alcuni indizi: tra questi i comportamenti a rischio come fumo, consumo di alcol, cattiva alimentazione o mancanza di attività fisica. Ma c'è anche un fattore economico rilevante: "La crisi economica del 2008 ha accentuato le differenze regionali in tutta Europa. Alcune regioni hanno sofferto a lungo, vedendo compromessa la salute della loro popolazione, mentre un'ulteriore crescita è stata registrata in altre regioni con una concentrazione di occupazione altamente qualificata".
europa a due velocità
—La longevità, insomma, non dipende solo dai progressi della medicina ma anche da dinamiche sociali ed economiche. "Il futuro della longevità umana sembra dipendere meno dall'esistenza di un ipotetico limite biologico che dalla nostra capacità collettiva di ridurre il divario nell'aspettativa di vita", concludono gli autori dello studio. "Le tendenze recenti ci portano a credere che l'Europa potrebbe finire per trasformarsi in un sistema a due livelli, con aree che continuano a spingere i limiti della longevità e altre, la maggioranza, in cui i progressi si assottigliano". E questo per motivi che, sorprendentemente, con la biologia hanno poco a che fare.
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