Tommaso Paradiso: "La tv mi agita pure da Fazio. Vittoria qui o scudetto Lazio? Forza Lazio!"
La Gazzetta dello Sport

Tommaso Paradiso: "La tv mi agita pure da Fazio. Vittoria qui o scudetto Lazio? Forza Lazio!"

Martedì 24 febbraio 2026
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L'Accademia della Crusca incorona i testi del cantautore romano, Ermal Meta e Fulminacci. Per i bookmaker la favorita è Ditonellapiaga

L'Accademia della Crusca incorona i testi del cantautore romano, Ermal Meta e Fulminacci. Per i bookmaker la favorita è Ditonellapiaga

dal nostro inviato  Francesco Rizzo 24 febbraio 2026 (modifica alle 17:37) - SANREMO

A poche ore dalla serata inaugurale del Festival, i bookmaker scatenano i loro pronostici per la prima esibizione, inserendo Tommaso Paradiso – il “deb” meno “deb” che si possa immaginare – fra i più quotati dietro la favorita Ditonellapiaga. Lui incassa la promozione dell’Academia della Crusca, che ha analizzato i testi di tutti i brani (collocando però ai vertici Ermal Meta, Fulminacci e Maria Antonietta & Colombre) e convoca la stampa nel Club dei Romantici, una location – in collaborazione con Lego – che diventa il suo punto di riferimento “fisico” a Sanremo e offre installazioni scenografiche e aree per photo opportunity. Idea non nuova, è una tendenza già vista al Festival: tra i colleghi c’è chi, come Nigiotti, si inventa l’osteria toscana e chi sfrutterà un campo di calcio (Eddie Brock). Ma I romantici, del “club” sono, per l’ex leader dei TheGiornalisti, anche il titolo della canzone con cui è in gara qui al Festival, una ballata contemporanea dedicata alla figlia, con un augurio di spezzare un ciclo di indifferenza dentro i rapporti familiari: "Non farò come ha fatto mio padre, gelido", recita il testo.

occhio

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 “Sanremo, però, è un’esperienza strana per me – spiega Paradiso - io sono uno che ai concerti si spoglia, sudo come un pazzo, mi piace proprio il live, dove mi posso esprimere. Faccio due ore di scaletta, si inizia in un modo, poi entri in contatto con il pubblico, è un'onda che parte piano piano piano e poi cresce, esplode nel finale. Invece al Festival fai tre minuti e trenta e già stai alla fine del concerto”. Romano, 42 anni, laurea in filosofia (è capace di citare Hegel ma pure Quentin Tarantino nella stessa intervista), Paradiso è uno cresciuto a Lucio Battisti, Gianna Nannini, John Lennon e Antonello Venditti ma la svolta è arrivata con gli Oasis. Oggi sembra preoccupato dall’occhio delle telecamere (“Io la televisione non la so fare, mi agito persino se vado da Fazio”), accarezza l’idea di un tour con un collega (“Sicuramente Calcutta ma lui, per mettere su un disco, ci mette cinque anni, figurati fare un tour insieme, ci vogliono due secoli”) e non vuole sentire parlare di Eurovision, il cui biglietto arriverebbe in caso di vittoria: “Credo di non andarci, non mi interessa. Arrivo dalla gavetta, è già un onore stare qui, per me è davvero una prima volta”. Del resto, quando gli hanno domandato se preferirebbe vincere all’Ariston o vedere lo scudetto sulle maglie della Lazio, non ha avuto dubbi. La seconda risposta.

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