Pianigiani lancia la nuova Italia di Banchi: "Talento e fiammate, i ragazzi crescono"
La Gazzetta dello Sport

Pianigiani lancia la nuova Italia di Banchi: "Talento e fiammate, i ragazzi crescono"

Mercoledì 25 febbraio 2026
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Venerdì e lunedì doppia sfida alla Gran Bretagna. Il tecnico, già ct: "Dal tecnico princìpi chiari, tutti coinvolti"

Venerdì e lunedì doppia sfida alla Gran Bretagna. Il tecnico, già ct: "Dal tecnico princìpi chiari, tutti coinvolti"

Giuseppe Nigro Giornalista 25 febbraio - 08:39 - MILANO Mannion

In una delle sue vite precedenti Simone Pianigiani è stato per sei anni ct della Nazionale, toccando anche il quinto posto europeo, e per altrettanti ha lavorato insieme all’attuale ct Luca Banchi. Oggi oltre alle attività di speech e consulenza in cui esplora le connessioni tra il mondo dello sport e quello delle aziende, finite anche nel libro “Essere coach” uscito a settembre, è un volto di Dazn. Come presenza periodica della domenica sera ("Con una padrona di casa speciale come Diletta che mette tutti a suo agio, una serie di talent con cui è un piacere parlare di sport a 360 gradi e un gruppo di lavoro giovane ed entusiasta"). E voce del basket della piattaforma titolare dei diritti del Mondiale 2027 e delle qualificazioni, dunque anche la doppia sfida di venerdì (a Newcastle) e lunedì (a Livorno) contro la Gran Bretagna, per l’Italia snodo decisivo a metà del girone. 

Simone Pianigiani Talent Sky Nato a Siena il 31 gennaio 1969, ha vinto con Siena 6 scudetti e 3 Coppe Italia. Ha guidato la Nazionale dal 2009 al 2015 VIDEO: Italbasket, Banchi: "Olimpiadi? Obiettivo ma non deve diventare un'ossessione"

Pianigiani, cosa temere della Gran Bretagna? 

"Con le “finestre” a stagione in corso, cambiano gli equilibri e le gerarchie che ci sarebbero altrimenti. Anzi, più i giocatori sono forti e più le nazionali sono incomplete. La Gran Bretagna ha il vantaggio di un gruppo che magari ha un solo uomo in Eurolega ma è pericolosa perché gioca insieme da un po’, ha grande fisicità e atletismo, può fare molte cose difensivamente coi corpi che ha, anche grazie alla versatilità di Wheatle, come ha fatto con la Lituania con cui aveva praticamente vinto: poteva essere ancora imbattuta, come l’Italia". 

Vista dalla Gran Bretagna, cosa temere invece dell’Italia? 

"Una nazionale con storia ed esperienza al di là del roster. Con talento diffuso, capacità di risolvere le partite e avere fiammate. È ovvio che la chiave per l’Italia, soprattutto nella prima gara (poi ci saranno aggiustamenti e roster diversi) saranno palle perse, gestione del possesso e controllo del ritmo, c’è da aspettarsi che vogliano aggredirci usando il corpo. In Lituania l’Italia ha attaccato bene i cambi: sale la difficoltà contro una squadra che vorrà far sentire fisicità e aggressività per mandarci fuori giri". 

Detto delle virtù dell’Italia, quali le difficoltà da superare? 

"Luca ha potuto allenare pochissimo i giocatori: c’è stato un cambio di staff tecnico, di equilibri del gruppo e c’è un roster che si deve scoprire. Se nella Gran Bretagna Ellis arriva all’ultimo momento è già parte del gruppo, hanno già un’identità che l’Italia deve trovare. Qualche giorno di raduno fa la differenza, nell’altra finestra si è vista l’iniziativa in più che molti giocatori hanno avuto nella seconda partita. Bella la collaborazione tra club e Nazionale, con alcuni giocatori di Milano in raduno già dal primo giorno e quelli di Bologna dopo la coppa". 

Cosa ha offerto il campionato alla Nazionale? 

"Un mix tra ragazzi che hanno minuti in campionato, ma magari non facendo le coppe devono tararsi su un arbitraggio e fisicità diversi a livello internazionale, e altri che si ritrovano a essere protagonisti quando a volte nelle squadre importanti hanno una missione diversa. Per questo una figura chiave è Amedeo Della Valle, giocatore di efficacia mostruosa, abituato a giocare tanto ma anche con l’esperienza di chi conosce tutti i tipi di palcoscenici. Banchi sta guardando a chi ha un po’ più di identità italiana come Udine e Cremona. Nonostante le difficoltà, ha dato concetti semplici, chiari, immediatamente fruibili. E grazie al lavoro di attenzione andando dai club in giro per l’Italia, tutti si sentono coinvolti e parte di una squadra". 

Della Valle è una figura chiave per la nostra Nazionale, giocatore di efficacia mostruosa 

Della Valle

Cosa ha offerto la Coppa Italia? 

"Bella atmosfera, basket incerto. Grandi meriti a Poeta che ha saputo cogliere l’attimo: questo momento è sempre una grossa trappola per chi fa le coppe, ci è arrivato in un clima emotivo di grande connessione. In chiave azzurra, dico Calzavara: ha fatto vedere di essere pronto". 

Domenica ha commentato la Coppa del Re vinta da un coach italiano contro un altro italiano. 

"Una festa di basket nel palazzo più bello d’Europa, Valencia, con finali emozionanti e grande qualità. Grandi meriti a Paolo Galbiati, che col Baskonia è arrivato da underdog e col clima emotivo giusto: ogni volta che sembrava sul punto di crollare sotto le spallate del Real è sempre rientrato, con pazienza e fiducia. Nel finale ha deciso il senso dell’impresa". 

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"No, faccio mille cose, non ho bisogno di annunciare perché continuo ad “allenare”: lavorare con le aziende come advisor e public speaker è molto simile nel mettere insieme competenze diverse e cercare di ottenere risultati. La pallacanestro continua a far parte di me: in quello o in altri ruoli non so cosa farò da grande, sono molto sereno e impegnato".

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