Il Colosso dei tre mondi e... del Sei Nazioni: Emmanuel Meafou si è messo la Francia sulle spalle
La Gazzetta dello Sport

Il Colosso dei tre mondi e... del Sei Nazioni: Emmanuel Meafou si è messo la Francia sulle spalle

Venerdì 27 febbraio 2026
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Alto 204 cm per 145 chili, nato in Nuova Zelanda da genitori samoani, cresciuto in Australia, cittadino francese dal 2023: chi è la seconda linea che ha sbalordito tutti

Alto 204 cm per 145 chili, nato in Nuova Zelanda da genitori samoani, cresciuto in Australia, cittadino francese dal 2023: chi è la seconda linea che ha sbalordito tutti

Roberto Parretta 27 febbraio - 16:22 - MILANO

Che la Francia fosse nel suo destino, lo si sarebbe potuto già capire dalla data di nascita: 12 luglio 1998, lo stesso giorno in cui i Bleus del calcio di Didier Deschamps alzavano al cielo a Parigi la loro prima Coppa del Mondo. Solo che lui in quel momento era letteralmente all’altro capo del globo: ad Auckland, in Nuova Zelanda. Lui è Emmanuel Meafou, 27 anni, gigantesca seconda linea da 204 centimetrei per 145 chili, migliore in campo nella vittoriosa sfida sull’Italia nella terza giornata del Sei Nazioni. Oggi gioca con i Bleus, ma aveva solo l’imbarazzo della scelta: neozelandese di nascita, genitori samoani, trasferiti poi a Sydney in Australia quando Emmanuel aveva 2 anni. A detta del compagno di nazionale e di club Thomas Ramos, “se gli va, è per distacco la miglior seconda linea del mondo”.

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la cittadinanza

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E, purtroppo per l’Italia, a Lilla gli andava, eccome. In campo per 80 minuti ha letteralmente arato il campo, prendendosi anche il gusto di segnare una meta. Ma il modo in cui è arrivato alla nazionale francese è anche un po’ rocambolesco. Con una carriera mai realmente decollata in Australia, dopo le esperienze nel campionato nazionale con i Melbourne Rebels, gli Shute Shield e i NSW Country Eagles che non gli avevano permesso di attirare l’attenzione dei club del Super Rugby australe, aveva pensato di darsi al football americano, quando il suo agente decise di inviare qualche video in Europa. Video che attirarono l’attenzione del Tolosa, che alla fine del 2018 gli offrì un posto nel settore giovanile: dall’Australia arrivò un ragazzo sovrappeso, riservato e solitario, sofferente per la lontananza della famiglia. Ma che, grazie alla lungimiranza degli allenatori, è diventato oggi uno dei giocatori più temuti del campionato francese, non solo per la sua potente corsa, ma per molto altro. “Giocatori della sua stazza di solito effettuano solo poche azioni di gioco a partita, mentre lui può farne più di dieci, collezionando anche placcaggi e liberandosi nelle ruck”, dice di lui il compagno di squadra Jack Willis. Con le 12 mete segnate nella stagione 2022-23, si accorse di lui anche il c.t. Fabien Galthie, che lo invitò anche a Marcoussis durante il Sei Nazioni, anche se non era ancora elegibile. “Credo che abbia un potenziale di miglioramento mostruoso, deve rendersene conto e non lasciarsi trasportare troppo dagli elogi”, diceva allora Ugo Mola, il suo allenatore a Tolosa. Nel frattempo si era perfettamente ambientato in Francia, anche grazie a una passione incontrollabile: il fois gras. Poche settimane dopo quella convocazione, lo chiamò Eddie Jones per proporgli di indossare la maglia dell’Australia, ma la risposta di Meafou fu perentoria: “Voglio solo la Francia”. L’avrebbe ottenuta un anno dopo, l’8 marzo 2024 nella quarta giornata del Sei Nazioni (aveva saltato le prime tre per infortunio) con il Galles. A concedergli la cittadinanza è stato il comune di Bruguieres, dove Meafou vive, dopo avere ricevuto il certificato di cittadinanza francese dalla prefettura di Tolosa. “La Francia - disse - mi ha accolto a braccia aperte nel 2018. Mi sono innamorato di questo paese, di questa cultura e del popolo francese. È un grande motivo di orgoglio poter dire di essere francese”. La Francia lo voleva così tanto che prima dei Mondiali del 2023 aveva chiesto a World Rugby una deroga per poterlo schierare in anticipo rispetto all’arrivo dei documenti, ma la federazione mondiale negò il nulla osta.

la sfida con gli azzurri

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Lo scorso 25 dicembre la compagna Jada ha dato alla luce il loro primo figlio: Marcellus. Motivo per il quale Meafou ha saltato le prime tre settimane di lavoro con la nazionale, presentandosi a Marcoussis solo il 17 gennaio. Ma Galthie per una volta non ha avuto niente da ridire. La storia della seconda linea che non può reggere così tanto peso di così tanto lavoro per una partita intera è tornata a galla proprio dopo Francia-Italia, quando, dopo aver ritirato il premio quale man of the match, Meafou, in campo dall’inizio alla fine, ha svelato la sfida che gli aveva lanciato Galthie: “Mi aveva detto che avrei dovuto giocare probabilmente per 80 minuti e così è stato. Mi aveva suggerito di prepararmi perché sarebbe stata una sfida dura fisicamente ma soprattutto mentalmente. Non capita spesso di giocare partite da 80 minuti, ma va detto anche che intorno abbiamo una terza linea che lavora e ci aiuta tantissimo. A Tolosa credo di avere giocato solo un paio di partite intere, sono contento di esserci riuscito”. Galthie che proprio in vista della partita con l’Italia ha deciso di cambiare in seconda linea: considerando la forza del pack azzurro, il c.t. francese ha rinunciato all’esperimento con Charles Ollivon e Mickael Gullard, titolari con Irlanda e Galles ma decisamente più terze che seconde linee, preferendo i due colossi Thibaud Flament e Meafou (partito dalla panchina nelle prime due giornate). “È un ragazzo serio, lavora durissimo, ma per chi conosce bene le sue qualità non è una sorpresa vedere quello che ha fatto con l’Italia. Non è cosa comune per un numero 5 giocare 80 minuti con quella intensità, vederlo vincere ancora tutti i duelli uno contro uno alla fine della partita ti fa capire di che razza di giocatore stiamo parlando”, ha detto ancora su di lui Ramos. La meta all’Italia, la prima in nazionale al 14° cap, è arrivata al 15’ del primo tempo con un’azione che ha ricordato Bud Spencer in “Bulldozer”: Meafou riceve un passaggio corto da Antoine Dupont sui 5 metri e si butta oltre la linea scaraventando via le ali azzurre Louis Lynagh e Monty Ioane. “La meta? Mi interessa il giusto, preferirei di gran lunga giocare anche 100 partite con la Francia senza segnarne una, perché quel che conta di più per me è vedere la squadra vincere e indossare questa maglia”. Galthie l’ha ovviamente lodato: “Ha lavorato sodo, è stato presente ed efficace nei settori in cui era impegnato. Direi che è la sua migliore prestazione per la Francia da quando è arrivato. Aspettava questo tipo di opportunità, questo tipo di sfida, e si è dimostrato all’altezza”.

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tentazione nfl

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Quando aveva pensato di mollare il rugby per il football, aveva preparato tutto per lanciarsi nell’NFL International Player Pathway, lo stesso seguito pochi anni fa dal gallese Louis Rees-Zammit. Ma quando il suo agente gli propose Tolosa, tornò sui suoi passi restando fedele alla passione per il rugby. Come detto l’ambientamento non fu semplice, ma in aiuto gli vennero i giocatori di origine samoana Piula Faasalele, Joe Tekori, Jerome Kaino e Charlie Faumuina. “Se sono il giocatore che sono, non è solo merito mio, ma anche di molte persone che hanno lavorato con me”, ha detto in una intervista nel 2023. Un anno dopo il suo arrivo in Francia, ha debuttato a Tolosa e da allora ha vinto quattro volte il Top 14 e due volte la Champions Cup. E anche se i Wallabies ci hanno provato, lui ha pazientemente aspettato la cittadinanza per vestirsi di blu. Sembra proprio che abbia avuto ragione.

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