Il padre sparito, la mamma suicida, Dio gli donò i gol: Dadà, la vita durissima dell'altro Pelé
La Gazzetta dello Sport

Il padre sparito, la mamma suicida, Dio gli donò i gol: Dadà, la vita durissima dell'altro Pelé

Mercoledì 4 marzo 2026
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Dadà Maravilha, all’anagrafe Dario José dos Santos, nacque poverissimo a Guanabara e senza genitori viveva tra i rifiuti di una favela. Il calcio lo salvò, e lui seppe onorarlo. Anche se con a S

Ai tempi in cui ai gol seguiva il boato dello stadio che gli riempiva il cuore, i tifosi lo chiamavano Dadà Maravilha e già nel soprannome - così rotondo, così da filastrocca, così custode del segreto più intimo del calcio: lo stupore - c’era tutta la storia del quasi campione che in Brasile veniva celebrato così: “C’è un Dio nel cielo, il Papa nel Vaticano e Dadà in area di rigore”. A Rio de Janeiro e dintorni il calcio è sempre una questione di fede e di quella fede il nostro protagonista è stato a lungo oggetto. Dadà Maravilha, all’anagrafe Dario José dos Santos nato poverissimo a Guanabara il 4 marzo 1946, oggi compie ottant’anni e in Brasile è ancora una celebrità, un idolo sopravvissuto agli schiaffi del tempo e al destino che ha consegnato alla memoria molti calciatori della sua epoca e che a fine 2022 ha portato via Pelé, del quale - pensandoci ora - Dadà rappresenta il lato oscuro, un gemello sbagliato che - a differenza di “O Rei” - non ebbe mai una corona sul capo. 

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