Petardo ad Audero, revocati i domiciliari all’ultrà interista: per lui l'obbligo di firma
Il Tribunale del Riesame di Brescia ha accolto il ricorso del legale, il giovane si era scusato con il giocatore, le squadre e i tifosi
Il Tribunale del Riesame di Brescia ha accolto il ricorso del legale, il giovane si era scusato con il giocatore, le squadre e i tifosi
5 marzo - 13:44 - MILANOIl primo febbraio scorso aveva tirato in campo un petardo che aveva stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter, ora il Tribunale del Riesame di Brescia ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari al 19enne ultrà interista. Dovrà ora rispettare l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. "Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi", aveva detto il giovane nell'interrogatorio davanti al gip di Milano Giulia Marozzi. E aveva dichiarato anche di "aver lanciato non una bomba carta ma un petardo, che si era procurato nel mese di dicembre a Napoli tramite un amico". Si era detto "dispiaciuto" e aveva chiarito che non aveva intenzione "di raggiungere il portiere, né di fare male ad alcuno".
VIDEO: Il lancio del petardo su Audero: il VIDEO della poliziail ricorso
—Il pm Francesco Cajani aveva chiesto i domiciliari, disposti dalla gip il 6 febbraio, per l'imputazione di "lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive". Il legale Mirko Perlino ha poi presentato il ricorso della difesa al Riesame di Brescia, che ha portato alla revoca degli arresti domiciliari.
Per il lancio del petardo l'Inter è stata multata di 50 mila euro ed è stata diffidata.
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