Allenatore filma (per 4 anni) le calciatrici negli spogliatoi: condannato, ma pena sospesa. E nessuno stop all'estero
La Gazzetta dello Sport

Allenatore filma (per 4 anni) le calciatrici negli spogliatoi: condannato, ma pena sospesa. E nessuno stop all'estero

Giovedì 5 marzo 2026
2 visualizzazioni

Il tecnico è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena. Non potrà allenare in Repubblica Ceca fino al 2030, ma in un altro Paese potrebbe farlo. Le vittime: "Una presa in giro"

Il tecnico è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena. Non potrà allenare in Repubblica Ceca fino al 2030, ma in un altro Paese potrebbe farlo. Le vittime: "Una presa in giro"

Rebecca Saibene 5 marzo 2026 (modifica alle 14:14) - MILANO

Le donne non sono al sicuro neanche all'interno di uno spogliatoio. O almeno non lo sono state le 14 calciatrici dell'F.C. Slovacko, club della massima divisione ceca, filmate inconsapevolmente per quattro anni dal proprio allenatore mentre si cambiavano e si docciavano. Il tecnico Petr Vlachovsky, trovato inoltre in possesso di materiale pedopornografico, è stato condannato lo scorso maggio, senza udienza pubblica, a un anno di reclusione con sospensione della pena e ha ricevuto una squalifica di cinque anni a livello nazionale. "Una pena estremamente clemente", secondo le calciatrici coinvolte e la Fifpro, il sindacato mondiale di calciatori e calciatrici. Vlachovsky potrebbe infatti tornare ad allenare in Repubblica Ceca già a partire dal 2030. Subito, nel resto del mondo. Ed è proprio una squalifica globale che la Fifpro vorrebbe ottenere. 

VIDEO: Alle origini del calcio femminile: la rivoluzione di "Nettie Honeyball"

i fatti

—  

 Vlachovsky - in precedenza alla guida della nazionale femminile Under 19 della Repubblica ceca - ha utilizzato per anni una telecamera miniaturizzata nascosta in uno zaino per riprendere le giocatrici dello Slovacko. La più giovane aveva 17 anni. “Alcune delle mie compagne di squadra hanno iniziato a preoccuparsi che qualcuno le stesse osservando, anche attraverso la finestra. Avevano difficoltà a dormire, alcune ragazze vomitavano”, così Kristyna Janku, giocatrice dello Slovacko al momento dell'arresto di Vlachovsky alla testata ceca Seznam Zprav. Un incubo che ha lasciato traumi profondi nelle giocatrici: “Ovunque andassi nella mia testa si accendeva un allarme e continuavo a controllare se c'era una telecamera da qualche parte - racconta sempre ai media polacchi Alena Peckova - Ho anche iniziato ad avere problemi con il mio corpo. Mi sentivo disgustata”.

una presa in giro

—  

Le giocatrici sono arrabbiate, deluse dalla pena comminata: "Pensiamo tutte che sia una presa in giro - ha spiegato Janku - ma l'investigatore mi aveva avvertito in anticipo che non dovevamo aspettarci nulla di speciale”. Ma le ragazze, se non altro non sono state lasciate sole: a sostenerle fin da subito il Cafh, il sindacato dei calciatori cechi e la Fifpro. I primi chiedono a gran voce che la Federazione ceca - il processo penale e il procedimento amministrativo della Federcalcio sono separati e possono svolgersi in parallelo - impedisca a vita a Vlachovsky e a tutti i molestatori sessuali di tornare su un campo da calcio. I secondi stanno aiutando le calciatrici ad esplorare possibili vie legali per ottenere una squalifica globale. Per questo la Cafh e le atlete hanno scelto di rendere pubblico il caso: nonostante questo comporti un aumento di pressione mediatica sulle vittime, denunciare pubblicamente la vicenda rappresenta anche il primo passo per lavorare contro gli abusi nello sport e evitare che si ripetano. 

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

tolleranza zero

—  

La presidente del Cafh, membro del consiglio direttivo della Fifpro Europe, Marketa Vochoska Haindlova ha fatto sapere che il sindacato è "in contatto regolare con le giocatrici per garantire che le loro esigenze siano soddisfatte adeguatamente". Il sindacato ha fornito loro un rappresentante legale e la possibilità di usufruire "del programma di salute mentale e consulenza per atleti, fornito da professionisti esperti". La linea è quella della "tolleranza zero", l'obiettivo quello "di utilizzare questo caso per promuovere un emendamento che preveda un'interdizione a vita per tutti i molestatori sessuali. È l'unica via", ha spiegato Haindlova. Fifpro sta inoltre spingendo per un rafforzamento delle misure di sicurezza e di tutela delle atlete nonché per una condivisione facilitata delle informazioni tra Paesi in presenza di allenatori  condannati.

Leggi anche Il Flamengo sceglie Jardim: è lui il nuovo allenatore dopo l'esonero di Filipe LuisAlajbegovic incanta mezza Europa. E c'è anche la Juve sul talento del Salisburgo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo