Fortissimi, carismatici, italiani: il grande romanzo dei portieri della Juve
Non c'è più fiducia in Di Gregorio e in Perin? Per sostituirli bisognerebbe dare un'occhiata alla storia del club...
Una vecchia regola del calcio, tanto banale quanto poco seguita, dice che se una squadra ha un portiere che para e un centravanti che fa gol può pensare di costruire qualcosa d'importante. Invece, perlomeno a giudicare dai movimenti di mercato dei vari club, oggi si vanno a cercare esterni che sappiano destreggiarsi nell'uno contro uno, oppure difensori in grado d'impostare, o ancora centrocampisti box-to-box (i termini inglesi hanno sempre il loro fascino...) che significa giocatori in grado di spolmonarsi dalla propria area a quella avversaria e, in più, con la capacità di inserirsi e di essere decisivo in zona: una specie di Neeskens contemporaneo. Restando fedeli al pensiero vintage, convinti che un buon portiere e un buon centravanti facciano almeno mezza squadra, è da analizzare la situazione della Juventus. In questa stagione ha spesso giocato senza un centravanti degno di questo nome e gli errori del portiere l'hanno spesso penalizzata: i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Se, per quanto riguarda l'attaccante, il discorso si complica in base anche all'offerta del mercato, alla disponibilità economica della società e alle intromissioni di altri club, la faccenda del portiere va risolta al più presto.