Le auto a Gpl e metano convengono ancora? Vantaggi e svantaggi
Gpl e metano sono alternative sostenibili e spesso economiche a benzina e gasolio. Pro e contro dei carburanti alternativi in un mercato in evoluzione
Gpl e metano sono alternative sostenibili e spesso economiche a benzina e gasolio. Pro e contro dei carburanti alternativi in un mercato in evoluzione
Martin Fedrizzi 6 marzo - 08:07 - MILANO Gpl e metano: due alternative economiche a benzina, diesel ed elettricoMentre la transizione ecologica spinge l'industria automobilistica verso l'elettrico e il mercato continua a confrontarsi con le tradizionali motorizzazioni a benzina e diesel, sulle strade italiane molti continuano a viaggiare affidandosi a due alternative storiche e ben radicate: il Gpl e il metano. In un periodo in cui gli automobilisti cercano il miglior compromesso tra costi di gestione e impatto ambientale, i carburanti "alternativi" rappresentano ancora una risposta concreta e ampiamente diffusa, come confermato dai dati ufficiali dell'Aci relativi al parco veicolare italiano. Guardando alle sole autovetture circolanti, l'Italia vanta una flotta a gas dal peso rilevante: i veicoli con la doppia alimentazione a benzina e Gpl superano infatti la soglia dei tre milioni, attestandosi precisamente a 3.153.648 unità alla fine del 2024. Seppur con numeri inferiori, anche il metano mantiene una solida base nel Paese, con 746.946 autovetture classificate alla voce benzina e metano attualmente in circolazione. Queste cifre dimostrano come Gpl e metano non siano tecnologie marginali, bensì mantengano un ruolo rilevante nella mobilità nazionale. Al tempo stesso, tuttavia, questi due carburanti stanno andando incontro a destini differenti: se da un lato il Gpl continua a godere di ottima salute anche sul mercato del nuovo, dall'altro il metano si trova ad affrontare una profonda trasformazione, diventando sempre più una prerogativa legata al mercato dell'usato e alla riconversione dei veicoli esistenti.
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—Analizzando il mercato delle auto a Gpl (Gas di petrolio liquefatto), emerge il quadro di un'alimentazione tutt'altro che in crisi, capace di difendere le proprie quote di mercato grazie a un argomento di vendita imbattibile: il prezzo. I dati sui prezzi di inizio marzo 2026 parlano chiaro, con il Gpl che, con un costo medio alla pompa di appena 0,71 euro al litro, costa meno della metà rispetto alla benzina, arrivata a 1,75 euro al litro, e al gasolio, che dopo lo scoppio del conflitto in Iran ha raggiunto il prezzo medio sul territorio nazionale di 1,87 euro al litro. Questo vantaggio economico si riflette su un parco circolante in grado di far segnare numeri di rilievo. Secondo i dati Aci del 2024, sulle nostre strade viaggiano oltre tre milioni di autovetture ad alimentazione bifuel benzina e Gpl, che rappresentano il 7,6% dell’intero parco veicolare italiano. A differenza di altre alimentazioni alternative, il Gpl continua a essere scelto anche sul mercato del nuovo, dove nel 2025 le immatricolazioni di auto con tale alimentazione sono state pari a 140.391, numeri molto vicini a quelli delle immatricolazioni di auto diesel, che invece fanno segnare un -46,2% rispetto al 2024. Resta poi decisivo per il Gpl il sostegno di diverse case automobilistiche che mantengono in gamma modelli molto apprezzati dal pubblico italiano. In tal senso basti pensare al marchio Dacia, che propone la propria Sandero, auto più venduta in Europa lo scorso anno, in numerose versioni alimentate a Gpl, o a Renault, che ha già annunciato che la nuova Clio 2026 sarà disponibile anche con motorizzazione bifuel benzina e Gpl. Il successo del Gpl non si limita però al solo trasporto privato. Esaminando i dati Aci relativi ai veicoli commerciali si scopre che nel 2024 circolavano anche 70.534 autocarri per il trasporto merci alimentati a benzina e gas liquido, a dimostrazione di come questa soluzione sia considerata affidabile anche dalle aziende. A supportare questi milioni di veicoli c'è poi una rete distributiva capillare e matura, che non soffre delle ansie da ricarica tipiche di altre tecnologie. La filiera distributiva italiana è infatti un riferimento in Europa, come testimoniano gli oltre 4.500 distributori di Gpl presenti sul territorio nazionale.
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Pro:
- Risparmio alla pompa: è il vantaggio principale, nonostante il fatto che con un litro di Gpl si percorra in media un 15-20% di chilometri in meno rispetto alle percorrenze garantite da un litro di benzina. I costi di rifornimento abbattuti di oltre il 50% rispetto ai carburanti tradizionali producono infatti un considerevole risparmio per l’automobilista
- Rete di rifornimento: i distributori sono numerosi e diffusi in modo omogeneo su quasi tutto il territorio nazionale, rendendo anche il rifornimento di Gpl di facile accesso per tutti
- Accessi Ztl e blocchi del traffico: molte amministrazioni locali equiparano le auto a Gpl a quelle ecologiche, consentendo l'accesso alle Ztl o derogando ai blocchi del traffico per inquinamento
- Disponibilità sul nuovo: esistono ancora diverse opzioni a listino pronte all'uso, anche per modelli molto apprezzati dal pubblico
- Manutenzione extra: il serbatoio Gpl deve essere obbligatoriamente sostituito per legge ogni 10 anni, con una spesa media che può oscillare dai 300 ai 900 euro in base al tipo di serbatoio, alla capacità e all’officina incaricata
- Spazio a bordo: sebbene i serbatoi toroidali abbiano ridotto il problema, l'impianto occupa lo spazio della ruota di scorta o riduce parzialmente la capienza del bagagliaio
- Parcheggi interrati: pur essendo dotati di moderne valvole di sicurezza, i veicoli a Gpl possono parcheggiare nelle rimesse sotterranee solo fino al primo piano interrato
- Rifornimento self-service limitato: in Italia il rifornimento in modalità self-service per il Gpl è ancora soggetto a normative stringenti e limitazioni tecniche e richiede quasi sempre la presenza dell'operatore. Ciò può costituire una limitazione fastidiosa per chi necessitasse di fare rifornimento in orario notturno, quando molti distributori non sono presidiati da un operatore autorizzato
il mercato delle auto a metano
—Per quanto riguarda il metano per autotrazione, l'Italia vanta una tradizione pionieristica che affonda le radici addirittura negli Anni 30. Per decenni il nostro Paese è stato leader indiscusso in Europa per sviluppo tecnologico, rete distributiva e numero di veicoli circolanti, facendo di questo gas il carburante ecologico e di risparmio per eccellenza. Oggi invece il metano vive una fase di profondo paradosso. Da un lato c'è il blocco totale del mercato del nuovo, con le case automobilistiche, concentrate sugli enormi investimenti per l'elettrificazione, che hanno progressivamente rimosso le versioni a gas naturale dai propri listini. Trovare un'auto a metano nuova oggi è di fatto impossibile. L’unico marchio che in Italia ancora propone a listino auto alimentate anche a metano è Cirelli, ma in generale lo zero fatto segnare da queste auto alla voce "nuove immatricolazioni" nel 2025 fotografa in modo chiaro la situazione (dati Anfia). Dall'altro lato, però, c'è un mercato dell'usato e un parco circolante che dimostrano un attaccamento ancora forte a questa alimentazione. I dati Aci del 2024 registrano infatti 746.946 autovetture alimentate a benzina e metano ancora in viaggio sulle nostre strade, mentre gli autocarri alimentati anche a metano presenti nel parco circolante erano 72.245. A sostenere questa flotta c'è il fattore prezzo, che dopo la crisi energetica degli anni scorsi ha ritrovato la sua stabilità. A marzo 2026, il metano si attesta infatti a 1,47 euro per kg. Sebbene il divario con il Gpl sia evidente, il metano mantiene comunque una convenienza marcata rispetto a benzina e diesel, soprattutto considerando l'altissimo rendimento energetico (con un kg di metano si percorre molta più strada rispetto a un litro di benzina). La rete distributiva storica e ben strutturata sconta però una distribuzione geografica meno omogenea rispetto al Gpl, con una forte concentrazione nel Centro-Nord (Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Marche su tutte) e diverse carenze in alcune aree del Sud e nelle Isole. Sono infatti oggi solamente poco più di 1.500 gli impianti attivi in Italia per il rifornimento di auto a metano, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
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Le bombole di metano solitamente sono poste nel bagagliaioPro e Contro del Metano
—Il metano per autotraino presenta alcuni aspetti positivi e altri negativi. Vediamo quali.
Pro:
- Impatto ambientale: è il combustibile fossile più pulito, con emissioni di anidride carbonica inferiori del 20% rispetto alla benzina e polveri sottili praticamente azzerate
- Costo di esercizio: il prezzo alla pompa (1,47 euro al kg), unito all'alto rendimento energetico, garantisce un costo chilometrico molto competitivo
- Vantaggi fiscali e di circolazione: le auto a metano godono di agevolazioni sul bollo in molte regioni e hanno libero accesso in gran parte delle Ztl o durante i blocchi del traffico
- Biometano: la rete sta assorbendo quote sempre maggiori di biometano, un carburante dalle emissioni particolarmente contenute che si ottiene dal biogas generato a partire da rifiuti organici urbani e biomasse agricole, rendendo la flotta esistente ancora più ecologica senza dover cambiare auto
- Assenza di modelli nuovi: l’impossibilità di acquistare vetture nuove a metano è il primo limite di questa alimentazione
- Peso e ingombro: le bombole di metano sono pesanti e ingombranti e riducono sensibilmente lo spazio nel bagagliaio, gravando sulla massa del veicolo
- Revisione bombole: vige l’obbligo di riqualificazione ogni 4 anni per le bombole di omologazione europea R110 o 5 anni per quelle omologate a livello nazionale, con costi di manodopera annessi
- Rete distributiva e self-service: la presenza di distributori di metano è meno capillare di quella dei distributori a Gpl e il rifornimento self-service resta possibile solo dopo aver seguito un apposito corso e aver ricevuto una specifica abilitazione
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