Milan, pronta la fase 2 del progetto Allegri: cosa cambierà con la Champions
Col ritorno nell’Europa che conta aumenterebbero stipendio, durata del contratto e peso nelle scelte
Col ritorno nell’Europa che conta aumenterebbero stipendio, durata del contratto e peso nelle scelte
Andrea Ramazzotti Giornalista 6 marzo - 09:57 - MILANOMassimiliano Allegri è l’assicurazione del Milan che è tornato dove gli compete per tradizione ovvero in alto in classifica. Il club di via Aldo Rossi ha fortemente voluto il tecnico di Livorno per "ricostruire" dopo la scorsa stagione chiusa fuori dalle coppe europee, all’ottavo posto in classifica. E l’ "all in" su Max ha pagato sotto tutti gli aspetti, soprattutto quello dei risultati. Ecco perché l’allenatore toscano è e resterà al centro del progetto del Diavolo. Con un contratto fino al 2028 più opzione fino al 2029; con un ingaggio che sarà aumentato in maniera sensibile, da cinque a sei milioni, complice la qualificazione alla Champions (ancora da conquistare a dispetto del più nove sul Como quinto) e con un mercato che allargherà la rosa perché non ci sarà da giocare solo in Serie A, ma anche in Europa. Serviranno dunque... più titolari. Meglio se con l’identikit o almeno con le caratteristiche indicate da Allegri. Il campo e la carriera non mentono: difficile trovare meglio di Max. Il Milan lo ha capito.
VIDEO: Il Milan di Allegri non sa pressare? L'analisi attraverso 4 metriche particolariprogetto triennale
—Quando la scorsa primavera il club ha deciso di "svoltare" dopo la finale di Coppa Italia persa, l’ad Furlani ha puntato sul ds Tare e su Allegri, prima scelta del dirigente ex Lazio. La "scommessa" è stata vincente e ha pagato. Il progetto con il tecnico è di tre anni più opzione su quello successivo ovvero fino al 30 giugno 2029. Tecnicamente il terzo anno (2027-28) scatterà in caso di ingresso in Champions in questa stagione o con un’opzione che la dirigenza si è riservata. È tutto già previsto dallo scorso fine maggio, quando il suo ritorno a Milanello è diventato ufficiale. L’ingresso tra le prime quattro azzererà i dubbi sulla durata minima del matrimonio. E proprio la qualificazione all’Europa che conta è il traguardo stagionale che nessuno vuole farsi sfuggire. Anche e soprattutto per una questione di soldi che finiranno nelle casse della società e dunque saranno reinvestiti per migliorare la squadra.
vincere
—Max al Milan ha già vinto uno scudetto, nel 2010-11, e se ha scelto di tornare oltre undici anni dopo l’esonero, nel gennaio 2014, è perché ha capito che c’erano i presupposti per ricostruire e soprattutto per conquistare altri titoli. La società, invece, dal canto suo ha voluto l’allenatore più vincente in circolazione per far capire, ai suoi tifosi e al mondo del pallone, che il vento stava per cambiare. E non per una stagione. Perché Allegri è un allenatore da progetto. Uno che ti porta a vincere. Con i risultati perché "per lo spettacolo si va al circo", come diceva ai tempi della Juve. Ecco perché non si scompone quando lo criticano: la missione a lungo termine, la seconda stella, è chiara. Raggiungerla magari sarà più semplice se in futuro avrà un attaccante con fisico e gol nel dna, più scelta in difesa e a centrocampo. Serve gente d’esperienza, abituata ai grandi palcoscenici e a vincere. Come Modric e Rabiot, arrivati la scorsa estate. I progressi rispetto al 2024-25 sono già evidenti, ma in futuro ci sarà bisogno di altri passi in avanti per confrontarsi con le big di Champions. D’accordo, dunque, i giovani da far crescere (come Cissé o come André del Corinthians, se arriverà...), ma aggiunti a rinforzi di spessore. La società, già prima di sedersi al tavolo per progettare il 2026-27 (lo farà a obiettivo raggiunto), è consapevole di quello che serve. Non tanto (e non solo) per accontentare Allegri, ma soprattutto per tornare a essere davvero il Milan. In Italia e in Europa.
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