La fede in Buddha, il bisturi con Berrettini: Svrcina, il chirurgo mancato che stasera affronta Sinner
Classe 2002, figlio di due dottori, il primo avversario di Sinner a Indian Wells ha un conto aperto con l'Italia: ha battuto Agamennone e Berrettini, perdendo invece con Cobolli
Classe 2002, figlio di due dottori, il primo avversario di Sinner a Indian Wells ha un conto aperto con l'Italia: ha battuto Agamennone e Berrettini, perdendo invece con Cobolli
Lorenzo Topello Collaboratore 6 marzo - 09:12 - MILANODalibor Svrcina e Sinner hanno un lato in comune: entrambi vorrebbero rigiocare un punto in Australia. Per Jannik a dire il vero la scelta è vasta e comprende una qualsiasi delle 8 palle break nel quinto contro Djokovic, veri punti di svolta mancati della semifinale. Ma al ceco Dalibor è andata persino peggio: lui al primo turno ha avuto un match point sul servizio, salvo farsi clamorosamente rimontare da Munar. Già, il primo avversario di Sinner a Indian Wells ha un conto aperto con l’Australia e un rapporto interessante con il cemento californiano. Sul suo cv non compaiono precedenti con il numero 2 del mondo. Si leggono invece una vittoria contro Berrettini l’anno scorso e svariati titoli Challenger: il primo, curiosamente, battendo un italiano in finale.
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—Dalibor Svrcina, classe 2002, qualche tempo fa ha iniziato “a pensare al tennis in modo un po’ diverso. Ho una visione differente della vita, devo dire”. Merito dell’educazione familiare (i genitori sono entrambi medici) e di certi libri accarezzati durante il tempo libero: “Ho letto molto sull’induismo e sul buddismo, mi hanno aperto gli occhi. Sono super appassionato di tennis, certo, ma ho capito che non è la cosa più importante della vita” confidava in un’intervista un paio di anni fa. Infatti Dalibor da Ostrava (Repubblica Ceca) non ha bruciato i tempi, complice un fisico che non ricalca quello del connazionale Mensik (di tre anni più giovane). No, Svrcina non è un gigante del circuito e di conseguenza, non potendo contare su un servizio da bombardiere, si è appoggiato su altro: velocità nel coprire il campo e gioco di gambe, per esempio.
CONTRO BERRETTINI
—Sarà anche per via dei genitori medici, ma Svrcina il bisturi un paio di volte lo ha saputo usare. Tipo nel settembre scorso, al debutto nel 250 di Hangzhou. Il tabellone gli ha regalato l’incrocio con un Berrettini ancora in fase di recupero dopo il lungo infortunio estivo, lui lo ha sorpreso con un doppio 6-3 da soli 7 errori gratuiti in tutta la partita: chirurgia pura, per regalarsi una delle vittorie più esaltanti della carriera. Non la prima contro un italiano, peraltro: il primissimo titolo Challenger infatti lo ha alzato, da minorenne, superando in finale Agamennone. Era il maggio 2021 e Svrcina giocava sulla terra rossa amica, a Most. Di Challenger ne ha vinti altri cinque, di cui uno a casa nostra: a Barletta, lo scorso aprile.
MUNAR CROCE E DELIZIA
—A livello Atp, Svrcina ha legato le sue migliori avventure all’exploit di Hangzhou: dopo aver superato Berrettini infatti ha raccolto lo scalpo del padrone di casa Zhang, prima di cadere ai quarti contro Bublik. Grazie anche al percorso in terra cinese ha raggiunto poche settimane dopo il best ranking al numero 88. Oggi vivacchia al 109 e coltiva un po’ di rammarico per quello che poteva essere e non è stato a Melbourne: il tabellone aveva giocato con lui regalandogli di nuovo Munar al primo turno. Come nel 2023, quando per la prima e unica volta in carriera il ceco aveva trovato il pass per il secondo turno Slam liquidando proprio lo spagnolo. E proprio in Australia. Stavolta la sfida gli è rimasta sul groppone: nel quarto set conduceva 5-2 con due break di vantaggio e un match point a favore, ma è riuscito nell’impresa di farsi rimontare.
BATTUTO DA COBOLLI
—Dopo l’Australia serviva resettare ricorrendo magari agli insegnamenti del buddismo: ripulire l’animo dalle amarezze. Svrcina ci ha provato con successo dall’altra parte del mondo, nel deserto californiano: a Indian Wells ha superato due turni di qualificazione e la prima sfida nel tabellone senza concedere neanche un set. Sulla strada si è lasciato prima Krueger e il connazionale Kopriva, poi James Duckworth: ora però gli si presenta un gigante come Sinner. A proposito, in questo 2026 il ceco ha peggiorato lo score contro gli italiani: Svrcina è infatti uno degli ostacoli superati da Cobolli nello slalom gigante di Acapulco. Ma il ceco ha venduto carissima la pelle, cadendo con un doppio 6-4 dopo quasi due ore di gioco. Cosa ha fatto la differenza? Le palle break: Dalibor ne ha costruite 7, sfruttandone zero. Gli errori si pagano, lo ha imparato da tempo.
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