Petroliere, noleggi a prezzi da record per il blocco nello Stretto di Hormuz
La Gazzetta dello Sport

Petroliere, noleggi a prezzi da record per il blocco nello Stretto di Hormuz

Venerdì 6 marzo 2026
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Dal record storico già prima dello scorso Natale alle quotazioni "insensate" delle ultime settimane: ormai, gli armatori delle petroliere chiedono oltre 200mila dollari al giorno per noleggiare una Vlcc sulle rotte principali

Dal record storico già prima dello scorso Natale alle quotazioni "insensate" delle ultime settimane: ormai, gli armatori delle petroliere chiedono oltre 200mila dollari al giorno per noleggiare una Vlcc sulle rotte principali

Maurizio Bertera 6 marzo - 10:45 - MILANO Il mercato del noleggio di petroliere vive un momento complicato

A conferma che i grandi operatori marittimi 'sentono' prima ancora della politica quando la situazione evolve in senso negativo, era da mesi che i costi del trasporto via nave stavano crescendo inesorabilmente. Intorno al Natale 2025, il tasso giornaliero per una Vlcc (Very Large Crude Carrier, tipologia di petroliera la cui portata lorda è compresa tra le 150 e le 320mila tonnellate) che aveva bordo 2 milioni di barili di greggio, era arrivata a 87mila dollari, secondo le stime di Bloomberg. I guadagni per i proprietari di superpetroliere erano già arrivati ai massimi livelli dal 2023. Diversi elementi, quasi una tempesta perfetta, stavano spingendo i costi di trasporto a livelli che non si vedevano da tempo. In primis, l'aumento della produzione Opec, l'associazione dei produttori di petrolio che nonostante i tagli annunciati in passato, stava di fatto incrementando la produzione e quindi, banalmente, c'era più 'oro nero' da trasportare. L'Arabia Saudita, inoltre, aveva astutamente ridotto i prezzi ufficiali per i suoi clienti asiatici, stimolando ulteriormente le spedizioni verso Est. Poi l'aumento dell'offerta di greggio dalle Americhe, destinato in gran parte all'Asia, costringeva le petroliere a viaggi molto più lunghi rispetto alla tradizionale rotta mediorientale. Navi impegnate per più tempo significano, inevitabilmente, una minore disponibilità sul mercato e quindi i noleggiatori potevano chiedere un prezzo più elevato. Infine, le sanzioni contro Russia e Iran avevano creato una spaccatura nel mercato. Da un lato ci sono gli armatori che rispettano le regole del G7, dall’altro una crescente 'flotta ombra' che opera al di fuori di queste normative. Questa divisione riduce di fatto il numero di navi disponibili per il mercato 'ufficiale', creando una scarsità artificiale che spinge i prezzi al rialzo. Ma questo è poco rispetto a quanto sta accadendo da una settimana.

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Già nelle settimane precedenti l'attacco americano, noli marittimi sono quasi quadruplicati per le Vlcc arrivando a superare 200mila dollari al giorno sulle principali rotte tra il Golfo Persico e l'Asia: valori che non si vedevano dal 2008-2009, tolto il periodo anomalo della pandemia da Covid. Ancora più significativo è che ad essersi infiammato non sia soltanto il mercato 'spot' - quello del noleggio occasionale o non programmato da tempo - che da sempre ha prezzi più alti. Anche i costi del noleggio a tempo (il cosiddetto Time charter) sono saliti bruscamente, portandosi sopra 100mila dollari al giorno in media per i contratti di un anno, un record in questo caso almeno dal 1988 Rincari eccezionali, che sono destinati a pesare sui consumatori finali, sommandosi all’aumento delle quotazioni del greggio. C'è infine una variabile ulteriore: secondo il quotidiano Il Sole 24 Ore, ci sarebbe da calcolare il fattore Sinokor. E' una società sudcoreana fino a poco tempo fa sconosciuta ai più, dell’armatore Ga-Hyun Chung, che ha acquistato o noleggiato almeno una quarantina di superpetroliere, arrivando a controllare una flotta tanto grande da poter influenzare il mercato dei noli. Ad aiutarlo – quanto meno sul piano finanziario – ci sarebbe Gianluigi Aponte, l'armatore napoletano fondatore di Msc (Mediterranean Shipping Company), basata in Svizzera e oggi primo operatore al mondo nel segmento delle portacontainer, dopo aver sorpassato il colosso danese Moeller Maersk. Secondo indiscrezioni raccolte inizialmente da Lloyd's List e in seguito confermate anche ad altri media internazionali, tra cui Bloomberg, Aponte potrebbe aver messo a disposizione di Sinokor ben cinque miliardi di dollari per fare shopping di petroliere, creando agitazione sul mercato e alterando i prezzi. Peraltro, è evidente che la situazione evolve giorno dopo giorno, non solo sui costi del noleggio, e quindi è azzardato fare qualunque previsione sul tema. 

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