Bologna, Dallinga ko. Il centravanti è un rebus: Castro è la certezza ma si scalda Odgaard
La Gazzetta dello Sport

Bologna, Dallinga ko. Il centravanti è un rebus: Castro è la certezza ma si scalda Odgaard

Venerdì 6 marzo 2026
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Per l’argentino 6 gare di fila dal 1’. Così Italiano pensa al danese: un ritorno al passato

Per l’argentino 6 gare di fila dal 1’. Così Italiano pensa al danese: un ritorno al passato

Matteo Dalla Vite Giornalista 6 marzo - 10:29 - MILANO

Cinque passi indietro per leggere ciò che sarà più avanti. Il Bologna vince a Pisa con un dipinto di Jens Odgaard. Vincenzo Italiano si sofferma sull’ennesima panchina di Dallinga e sulla sesta titolarità consecutiva di Santiago Castro. "Data la quantità di minuti, ho paura che Castro si faccia male, per questo nella prossima partita potrebbe partire dall’inizio Dallinga". Alt. Ieri – a pochi giorni da Bologna-Verona - l’olandesone ha fatto lavoro a parte per una tendinite agli adduttori: la sua presenza/convocazione verrà decisa solo domani e siccome giovedì prossimo c’è la gara di andata contro la Roma di Europa League, beh, ecco Italiano già nel “pensatoio”. La domanda tripla: rischio Dallinga, “tento” per la settima volta di fila con Castro titolare o faccio fare un viaggio sulla macchina del tempo a Jens Odgaard? Sta a vedere che, domenica, proprio il danese potrebbe tornare all’antico: perché lui è nato centravanti.

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il dopo-ciro

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Nonostante il ko di Dallinga, Italiano due “9” li avrebbe comunque ed è poi il pensiero primario che ha portato il Bologna a non sostituire Ciro Immobile nel mercato di gennaio. Perché la prima cosa che ha detto il tecnico nel momento dell’addio dell’ex laziale è stata proprio questa: all’occorrenza anche Jens può fare il centravanti. Odgaard nasce proprio “numero nove”: nelle giovanili dell’Inter, poi a Sassuolo, un po’ a Pescara e insomma anche prima di tornare in Italia, Az Alkmaar compreso. Poi, nel gennaio di due anni fa Sartori lo regala a Thiago Motta: che lo utilizza lì ma anche come uomo di fascia, dandogli di fatto l’etichetta di jolly offensivo. La “magata”, poi, arriva in campionato fa quando Italiano gli inventa il ruolo da sottopunta. È la mossa che cambia una stagione; mossa poi “aggiustata” quest’anno quando Italiano ha cambiato assetto (dal 4-2-3-1 al 4-3-3) inserendolo anche come interno. Insomma: Odgaard fa 4 ruoli e per domenica entra a pieno titolo in ballottaggio con Castro, il ragazzo che ha – con numeri e gol – sovvertito il turnover sistematico del tecnico. Ah, Odgaard col Torino è subentrato proprio da centravanti e lo ha fatto un po’ pure col Brann: prove tecniche.

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pensando alla roma

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Odgaard, oggi, è il candidato primo per affrontare il Verona da centravanti. "Lui è sempre sorridente – ha detto Italiano -, riesce a capire il momento e anche se è subentrante si fa trovare sempre pronto, anche quando lo abbiamo messo lui in ghiaccio". Non è escluso che domenica possa fare il suo quinto ruolo in due anni, che però sarebbe appunto un ritorno al passato. E Santiago? Ha avuto il merito, coi gol e la tenacia, di prendersi la titolarità per sei gare consecutive, dalla Coppa Italia contro la Lazio alle cinque vittorie di fila ma stavolta potrebbe tifare dalla panchina Odgaard. Non per decaduta fiducia ma perché giovedì 12 si apre un’era troppo importante per rischiare domenica: ci sarà la prima sfida alla Roma. Un Dallinga riposato servirà, un Castro che ha rifiatato pure: per questo, in queste ore, Odgaard sta scalando posizioni nel celebre “gioco dei 9”.

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