Paradosso Barella, è diventato "normale" nonostante numeri speciali: che succede? Il piano di Chivu
La Gazzetta dello Sport

Paradosso Barella, è diventato "normale" nonostante numeri speciali: che succede? Il piano di Chivu

Mercoledì 11 marzo 2026
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Il centrocampista è una colonna da ritrovare. L'allenatore ci è già riuscito con Dimarco. Quest'anno solo un gol e cinque assist stagionali

Il centrocampista è una colonna da ritrovare. L'allenatore ci è già riuscito con Dimarco. Quest'anno solo un gol e cinque assist stagionali

Francesco Pietrella Giornalista 11 marzo - 18:17 - MILANO Nicolò Barella. Getty

Nicolò Barella è uno stakanovista della prima ora. Uno che si fa notare anche se non finisce a referto per un gol o un destro al volo, specialità di casa fin dai tempi cagliaritani, quando calciava coi piedi il pallone da basket per far capire alla famiglia quale fosse il suo destino. Uno di cui si parla nei bar, sugli spalti o suoi giornali, perché alla voce “migliori centrocampisti azzurri e del mondo” il suo nome finisce sempre, di sicuro in Italia. Tuttavia, al netto di qualche fiammata, non sta giocando ai suoi livelli.

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barella nei numeri

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Il Barella versione 2025-26, nei numeri, è più o meno lo stesso giocatore. Forse anche migliore in alcuni aspetti: secondo in Serie A per passaggi chiave dietro Dimarco (23), secondo per passaggi filtranti (29), primo per passaggi in profondità (69). Il manifesto di verticalità. Il concetto su cui Chivu ha costruito un’Inter volta all’attacco, fluida e col miglior attacco del campionato con 64 gol. Barella è secondo per occasioni create dietro Dimarco (14) e la sua media di passaggi riusciti a partita è anche aumentata rispetto alle stagioni precedenti. Come al solito, manca qualche rete in più, il "difettino" che si porta dietro, ma compensa coi chilometri percorsi a partita. Qui Nicolò è sempre tra i primi. Un altro cavallo di battaglia è l'affidabilità: quest’anno ha saltato solo quattro partite per infortunio (Cremonese al ritorno, Sassuolo, Torino in Coppa Italia, Borussia Dortmund), due per turnover e una per squalifica. Cinque assist e un gol, realizzato contro la Cremonese (una delle sue gare migliori). In un paio di occasioni ha fatto anche il regista davanti alla difesa, suo vecchio ruolo. Insomma, cos'è che sta mancando? 

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I numeri di Barella rispetto alle ultime stagioni. Sofascore

palla a chivu

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Uno dei problemi è la concretezza. Più volte Barella è stato protagonista di giocate velleitarie, fini a sé stesse, tra aperture d’esterno e giocate più rischiose del previsto. I dati sono alti, ma il più delle volte l’azione non è stata decisiva. Prendiamo il campionato. Quest’anno ha giocato dal 1’ in 22 occasioni su 25, ma Chivu l’ha tenuto in campo per tutti i novanta minuti in sole nove partite. In sette l’ha sostituito intorno all’ora di gioco o giù di lì, come ad esempio nel derby – una delle sue prestazioni peggiori in stagione -, mentre in alte ha preferito toglierlo negli ultimi 5’ in situazioni di vantaggio. Stesso discorso in Champions, dov’è stato titolare in sette sfide su nove. Da Barella ci si aspetta sempre qualcosa in più. Lo dicono il suo status e il suo c.v. Nel 2022-23 arrivò a nove reti stagionali, la sua annata migliore, ma quest’anno è ancora fermo a uno. Se chiudesse così sarebbe il suo score peggiore (nel 2023-24 chiuse a due in tutte le competizioni). A Chivu il compito di risollevarne le sorti in questo finale di stagione. L'esempio di Dimarco fa ben sperare. 

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