Gol, dribbling e fantasia al servizio di Conte: Napoli, Alisson è già intoccabile
Allo Sporting mai dal 1’ in campionato. In azzurro va verso la quarta partita di fila. E il tecnico si fida: "Mi arrabbio se non punta"
Allo Sporting mai dal 1’ in campionato. In azzurro va verso la quarta partita di fila. E il tecnico si fida: "Mi arrabbio se non punta"
Dal nostro inviato Vincenzo d'Angelo 13 marzo - 12:30 - NAPOLICome ribaltare le gerarchie in un mese? Per info, chiedere ad Alisson Santos, professione attaccante. Segni particolari: immarcabile. L’ascesa dell’esterno offensivo brasiliano è stata la prima nota lieta dell’ultimo mese del Napoli, capace di pescare a gennaio - nonostante i paletti per un mercato a saldo zero - un talento puro, con le caratteristiche che servivano ad Antonio Conte. Eppure, su Alisson aleggiavano diversi dubbi al momento della firma con il Napoli, ma sono bastati un paio di allenamenti allo staff tecnico e ai compagni di squadra per capire di essere di fronte a un talento puro, pronto a prendere il volo. Quattro presenze, due gol, tre partite consecutive da titolare. Dopo l’unica gara in cui non ha brillato, a Verona, Conte si era affrettato a prenderne le difese a suo modo. "Non aveva fatto una partita da titolare allo Sporting. Arriva da noi e gioca titolare: qualche domanda ce la dobbiamo fare". Vero in parte, perché in Champions aveva giocato titolare contro il Bayern, ma soprattutto risolto diverse partite subentrando. E con pochi minuti a disposizione. Come contro il Marsiglia e soprattutto a Bilbao, con rete all’ultimo minuto di recupero dopo essere entrato all’87’, che ha consegnato ai portoghesi il pass diretto per gli ottavi di finale.
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—Già, l’Europa l’ha conquistata così, a colpi di dribbling e accelerazioni nella competizione più importante. Anche il Napoli se n’è innamorato vedendolo da vicino, al Maradona. Un colpo di fulmine diventato poi fidanzamento, pronto a trasformarsi in matrimonio. Alisson è arrivato a Napoli a gennaio in prestito per 3,5 milioni e gli azzurri sembrano già decisi ad esercitare il diritto di riscatto fissato a 16,5. Un affare, tecnico ed economico. Alisson è stato in grado di cambiare una storia che sembrava scritta, e senza certezze sul lieto fine. Conte è un allenatore che pretende molto, che non fa sconti a nessuno e che ci mette un po’ a concedere massima fiducia a un nuovo arrivato, specie dal mercato invernale. Ma Santos ha tutto ciò che serviva al Napoli per accendere la fase offensiva: un nuovo Neres, che punta a essere il vero post Kvara, quello che i campioni d’Italia non erano riusciti a trovare in un anno di mercato. E Conte ha spiegato bene il perché è diventato velocemente un giocatore chiave: "Sta entrando nei nostri meccanismi di gioco. Gli chiedo di non essere timido, deve provare la giocata, saltare l’uomo. Non mi arrabbio se perde palla, ma se non prova la giocata".
nuova vita
—Insomma, da sconosciuto a intoccabile. La parabola di Alisson è sorprendente, come la velocità con cui è cambiato il suo status nel mondo Napoli. Ormai non è nemmeno più in ballottaggio, fa parte delle certezze di Conte, per quella capacità unica di garantire imprevedibilità alla fase offensiva, sgasate sull’esterno, superiorità numerica a ridosso dell’area avversaria. E poi calcia: di destro, di sinistro. E pure dalla distanza. Contro la Roma ha trovato il guizzo per un pareggio che potrebbe risultare fondamentale nella corsa al posto Champions, contro il Torino ha spezzato l’equilibrio con un’invenzione in solitaria.
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un passo alla volta
—Sono bastate quattro presenze in A per superare il minutaggio delle 18 nella Liga portoghese. E il meglio sembra davvero dover ancora venire. Alisson Santos ha già vinto una prima scommessa: aveva scelto Napoli convinto di potersi imporre, da titolare e non solo come spaccapartite. Ora insegue un altro traguardo inimmaginabile fino a pochi mesi fa: un posto nella Seleçao nel prossimo Mondiale. Ancelotti sta seguendo con interesse la sua ascesa e un posto nella rosa del suo Brasile potrebbe anche esserci. Tocca ad Alisson dimostrarsi all’altezza in questo finale di stagione. Le sfide non lo spaventano, la pressione lo esalta. Santos ha riacceso la luce offensiva che il Napoli aveva perso dopo il ko di Neres. E chissà che presto non riusciranno anche a giocare insieme, al passo di samba. Per un Napoli tutto dribbling e strappi dalla trequarti in su. Contro il Lecce, Santos vuole esultare ancora. E il Maradona ha voglia di far festa.
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