L'Iran vuole andare al Mondiale, ma se resta fuori entra un'asiatica. E c'è il caso Iraq...
La federcalcio iraniana: "Deve decidere la Fifa, non gli Usa". Per Trump: "L’evento sarà sicuro per tutte le star e gli spettatori provenienti da tutto il mondo". Intanto gli iracheni preparano un maxi viaggio in pullman per giocare lo spareggio
La federcalcio iraniana: "Deve decidere la Fifa, non gli Usa". Per Trump: "L’evento sarà sicuro per tutte le star e gli spettatori provenienti da tutto il mondo". Intanto gli iracheni preparano un maxi viaggio in pullman per giocare lo spareggio
Andrea Ramazzotti Giornalista 14 marzo 2026 (modifica alle 11:38) - MILANOLa guerra in Medio Oriente sta condizionando l’avvicinamento al Mondiale, con una nazionale qualificata sul campo (l’Iran) che il presidente degli Stati Uniti Trump non vedrebbe volentieri ai nastri di partenza, e un’altra (l’Iraq) che sta facendo l’impossibile per raggiungere il Messico, dove deve giocare i playoff.
italia fuori causa
—I casi dell’Iran e dell’Iraq sono molto diversi tra loro, ma, a meno di una clamorosa sorpresa, un’Italia non qualificata nei playoff (che disputeremo giovedì 26 e martedì 31) non prenderà il posto del Paese persiano. I paragrafi 5 e 7 dell’articolo 6 del regolamento della Fifa sono chiari: è la Fifa stessa "a sua esclusiva discrezione" che "adotterà i provvedimenti ritenuti necessari" per sostituire una qualificata "che si ritira o viene esclusa". In teoria il gruppo dell’Iran, il G, potrebbe essere a tre squadre (ma il numero delle gare della manifestazione diminuirebbe di tre, da 104 a 101) oppure potrebbe entrare tra le quarantotto al via un’altra nazionale. Infantino ha ampia discrezionalità, ma la logica fa pensare che, come accaduto in occasione del Mondiale per club della scorsa estate (il Leon, escluso perché la proprietà era la stessa del Pachuca, è stato sostituito dalla vincente dello spareggio tra il Los Angeles FC e il Club América, ovvero due formazioni della stessa confederazione), la scelta ricadrà su una nazionale asiatica. Le due ipotesi più gettonate sono la terza classificata del girone della terza fase asiatica che ha qualificato Iran e Uzbekistan, cioè gli Emirati Arabi, oppure la miglior nazionale asiatica non qualificata, ovvero l’Iraq. Sempre che gli iracheni non ottengano il pass nei play off intercontinentali. Questo per non alterare il numero dei posti concessi a ogni confederazione.
Il ct dell’Iraq lo scozzese Graham Arnold, 62 anni, abbraccia Mohanad Ali, 25 anni, autore dell’1-1 al ritorno nel playoff asiatico con gli Emirati
no politica
—Gli interrogativi sulla partecipazione dell’Iran sono sorti a seguito degli attacchi militari statunitensi e israeliani contro il Paese persiano che ha replicato lanciando missili e droni contro nazioni del Medio Oriente (e non solo). Trump sui social è stato duro: "Non credo proprio che sia opportuno che l’Iran sia al Mondiale, per la loro stessa vita e sicurezza". Di fatto un’invasione di campo della politica nello sport. Secca la replica della federcalcio iraniana: "Nessuno può escluderci. Decide la Fifa, non un singolo Paese. Ci siamo qualificati sul campo. Piuttosto dovrebbe essere escluso chi (gli Usa, ndr) non è in grado di garantire la sicurezza delle squadre partecipanti". Così Trump ha dovuto rettificare: "L’evento sarà sicuro per tutte le star e gli spettatori provenienti da tutto il mondo". E la Fifa? Per il momento non ha preso posizione e, in attesa del council meeting dei prossimi giorni, aspetta l’evoluzione del conflitto nella speranza di una rapida conclusione.
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Iraq... in pullman
—Diversa la situazione dell’Iraq che il pass per il Mondiale lo deve conquistare martedì 31 nello spareggio contro la vincente tra Bolivia e Suriname, in programma il 26. Il problema è che lo spazio aereo iracheno è chiuso a tutti i voli commerciali a causa dei continui bombardamenti. Il playoff internazionale può essere rinviato? Lo ha chiesto il ct Graham Arnold sottolineando le difficoltà del suo Iraq. Ma la nuova data quale sarebbe? Eventualmente nei giorni precedenti l’inizio del Mondiale: complicato per più motivi. Ecco perché la federcalcio irachena sta lavorando a un nuovo piano di viaggio della squadra per raggiungere Monterrey. L’opzione principale in questo momento è un trasferimento in pullman venerdì ad Amman, in Giordania. Da lì il volo per il Messico, undici giorni prima dello spareggio. L’opzione di raggiungere via terra Istanbul è stata accantonata perché troppo lunga.
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