Depressione e ansia, l'intelligenza artificiale le individua da un questionario
Uno studio su quasi 40.000 persone ha testato modelli di AI sul DASS-42, il questionario usato dagli psicologi con risultati sorprendenti
Uno studio su quasi 40.000 persone ha testato modelli di AI sul DASS-42, il questionario usato dagli psicologi con risultati sorprendenti
Eugenio Spagnuolo 14 marzo - 12:56 - MILANOUn questionario. Quarantadue domande su come ci sentiamo, se siamo stanchi, se il futuro ci spaventa, se ogni tanto ci manca il respiro senza motivo. Si chiama DASS-42. e lo compilano da decenni i pazienti che si rivolgono a uno psichiatra. Niente di nuovo, insomma. Finché un gruppo di ricercatori non ha deciso di farlo leggere a un algoritmo di intelligenza artificiale, ottenendo un'accuratezza superiore al 98% nel riconoscere depressione, ansia e stress — percentuali che, nel campo della salute mentale, non si erano mai viste.
Meglio di Freud?
—Lo studio, pubblicato su Nature, ha coinvolto quasi 40.000 persone. I ricercatori hanno addestrato diversi modelli di AI sulle risposte al questionario, insegnando al computer a riconoscere i pattern associati ai disturbi dell'umore. Uno dei modelli testati ha raggiunto il 99,3% di accuratezza per la depressione, il 98,9% per l'ansia, il 98,8% per lo stress. Sono cifre alte per qualsiasi campo della medicina e particolarmente per la salute mentale, dove la diagnosi dipende ancora in larga parte dalla qualità del colloquio e dall'esperienza del terapeuta. Invece sembra che l'AI sia riuscita a cogliere combinazioni di segnali nelle risposte scritte che sfuggono quando i numeri diventano grandi. E i numeri, in questo caso, erano quasi 40.000.
Colloquio con lo psicologoAI e salute mentale
—Arrivare a una diagnosi di depressione o disturbo d'ansia, inoltre, richiede tempo: visite, colloqui, anamnesi, senza contare le settimane di attesa prima di vedere uno specialista. Un sistema di screening basato su un questionario già in uso potrebbe ridurre i tempi, identificando prima chi ha più urgenza. "L'AI può avere un impatto sulla salute mentale in vari modi, come la raccolta di dati del paziente attraverso foto, video, musica che ascoltano, post e interazioni sui social media, e informazioni da dispositivi indossabili come gli smartwatch", scrivono i ricercatori. "E oggi, dopo aver raccolto questi dati, gli algoritmi di machine learning possono anche predire la salute mentale di un individuo".
Ai e salute mentaleprossimamente
—Il passo successivo sarà portare l'AI fuori dai laboratori e dentro gli ambienti di cura reali, dove i dati sono meno precisi e le persone più eterogenee. "I campi di testo aperto richiedono una pre-elaborazione aggiuntiva, che non è sempre a prova di errore", ammettono gli autori dello studio. Ma la direzione è tracciata: "In futuro, le ricerche sulla salute mentale potranno esplorare l'uso del deep learning e integrare anche dati (oggi poco usati, ndr) come segnali vocali o fisiologici dei pazienti".
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