Da farmaco miracoloso a incubo dell’antidoping: la storia dell’ostarina
Agli inizi del 2000 si pensava potesse contribuire a curare il cancro e l'osteoporosi, ma questa sostanza non è mai stata approvata ed è invece diventata sempre più ingombrante nel mondo dello sport
Agli inizi del 2000 si pensava potesse contribuire a curare il cancro e l'osteoporosi, ma questa sostanza non è mai stata approvata ed è invece diventata sempre più ingombrante nel mondo dello sport
Francesco Palma 30 marzo - 13:32 - MILANOQuando nel 2000 lo scienziato James Dalton scoprì gli effetti dell’ostarina, pensò di aver fatto un’importante passo avanti nella ricerca farmacologica: sarebbe servita ad aiutare i pazienti che soffrivano di cancro, gli anziani affetti da osteoporosi e fragilità ossea, le donne che soffrivano di incontinenza a causa dell’indebolimento dei muscoli pelvici. L’ostarina, infatti, sembrava garantire gli stessi benefici del testosterone senza però gli effetti collaterali di quest’ultimo. Purtroppo le cose andarono diversamente: lo studio fu pubblicato tre anni dopo sul Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics, ma non bastò a portare ad un’approvazione ufficiale del farmaco. In ogni caso, Dalton non avrebbe mai immaginato che quel farmaco avrebbe causato il caos nel mondo dello sport: l’ostarina non era ancora stata approvata per l’uso sugli umani, ma stava già comparendo nei test antidoping di atleti di alto livello. In medicina la ricerca si è concentrata soprattutto su patologie caratterizzate dalla perdita di massa muscolare e i trial clinici hanno dimostrato un aumento della massa muscolare magra, ma le informazioni non sono ancora sufficienti – soprattutto per quanto riguarda la sicurezza a lungo termine – per portare ad una vera e propria approvazione. Ad oggi, quindi, rimane un farmaco non utilizzabile a scopo medico (se non nella ricerca) e vietato dalla WADA, l’agenzia mondiale antidoping.
VIDEO: Fare attività fisica regolarmente è cruciale per la nostra saluteL'esplosione
—Come raccontato da Dalton al New York Times, subito dopo la scoperta arrivarono telefonate e richieste di consigli da parte di diversi atleti amatoriali: “Generalmente le sperimentazioni cliniche prevedevano dai 3 ai 9 milligrammi al giorno, ma questi ‘guerrieri del weekend’ ne prendevano dai 50 ai 70. Già sopra i 20 possono esserci degli effetti collaterali. Quando si prendono dosi così alte è come se il cervello dicesse ‘Ok, ho abbastanza testosterone’ e quindi il corpo smette di produrlo, i testicoli si restringono e si diventa infertili”. Questo non bastò a scoraggiare il suo utilizzo, e presto la WADA inserì l’ostarina tra le sostanze proibite: “In ogni sperimentazione clinica che abbiamo condotto, se si assumono 3 milligrammi una volta al giorno per 12 settimane, si guadagnano circa 1,3 chili di massa muscolare magra” ha spiegato Dalton. Nonostante i promettenti risultati iniziali, l’ostarina non ha mai completato con successo il percorso di approvazione, soprattutto senza certezze sulla sicurezza a lungo termine. Nel mondo del doping, invece, continua a essere diffuso proprio per via dei suoi effetti sulla massa muscolare.
Le positività
—Tanti, tantissimi gli atleti trovati positivi nel corso degli anni. Thiago Braz, campione olimpico di Rio 2016 nel salto con l’asta, fu squalificato nel 2023 e costretto a saltare le Olimpiadi di Parigi. Anche il velocista britannico CJ Ujah fu trovato positivo all’ostarina dopo le Olimpiadi di Tokyo: partecipò alla 4x100 in cui la Gran Bretagna arrivò seconda dietro all’Italia, prima di essere squalificata proprio a causa di questa positività. Ma sono tantissimi gli atleti pescati con le mani nella marmellata, addirittura un allenatore di cavalli nel New Mexico, squalificato per 34 anni per aver somministrato ostarina agli animali, e un giocatore di rugby in carrozzina, Daniel “Jason” Sandor, oltre a diversi atleti nel CrossFit. Non mancano inoltre le contaminazioni: l’ostarina è una sostanza “appiccicosa” che si attacca ad altri integratori, quindi altri prodotti potrebbero contenerla se i produttori non sono estremamente scrupolosi, e diversi atleti sono stati assolti dopo aver dimostrato una contaminazione, anche legata allo scambio di saliva se il partner sta assumendo ostarina. Ciò rende il tutto ulteriormente problematico: si tratta di una molecola rilevabile in quantità estremamente basse, i cui metaboliti possono essere individuati nei test anche a distanza di tempo dall’assunzione. Questo ha contribuito a un alto numero di positività legate a contaminazioni involontarie, e ha reso l’ostarina una delle sostanze più frequentemente contestate nei procedimenti disciplinari degli ultimi anni.
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Gli effetti collaterali
—Dal punto di vista della sicurezza gli studi clinici hanno evidenziato diversi possibili effetti collaterali legati all’uso dell’ostarina. Prima di tutto, potrebbe portare ad alterazioni dell’equilibrio ormonale, con una possibile interruzione della produzione di testosterone. Inoltre può causare un abbassamento del colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) e aumentare i livelli degli enzimi epatici, stressando il fegato. Proprio l’assenza di dati solidi sugli effetti a lungo termine, soprattutto in caso di assunzione prolungata o a dosaggi elevati, ha contribuito a rallentare e poi a bloccare il percorso di approvazione clinica dell’ostarina.
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