De Laurentiis: "Sui soldi Uefa e Fifa. Nel calcio serve il tempo effettivo". E sulla Figc...
Il presidente del Napoli alla Cbs: "Per il dopo Gravina non va bene un ex giocatore, serve qualcuno che possa parlare al Governo. Bisogna innovare: due tempi da 25' col tempo effettivo, come nel basket"
Il presidente del Napoli alla Cbs: "Per il dopo Gravina non va bene un ex giocatore, serve qualcuno che possa parlare al Governo. Bisogna innovare: due tempi da 25' col tempo effettivo, come nel basket"
Salvatore Malfitano 11 aprile - 15:59 - MILANOSistema, nazionali e istituzioni: Aurelio De Laurentiis ne ha per tutti nell’intervista rilasciata alla Cbs. L’argomento più attuale è relativo ai vertici della Federcalcio, nell’attesa che vengano rinnovati. Il presidente del Napoli ha tracciato l’identikit del leader ideale. "Non serve un ex giocatore, deve essere qualcuno che possa parlare politicamente al Governo per ottenere qualcosa che non abbiamo mai avuto. Abbiamo bisogno di collaborare, se abbiamo bisogno di risolvere i problemi fiscali, burocratici, ci devi aiutare. Abbiamo bisogno di persone con credibilità, che possano parlare con i ministri e risolvere i problemi. Gravina voleva proteggersi, Gattuso non sapeva dove andare o cosa dire. È un’ansia. Devi essere rilassato, per avere successo serve essere rilassati".
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—Come di consueto, De Laurentiis ha contestato l’attuale sistema calcio, a partire da Uefa e Fifa. "Fanno troppi soldi, quando i guadagni dovrebbero essere dei club e non delle federazioni. Loro dicono di distribuire la ricchezza, ma non è così. Mentono, non dicono la verità" ha accusato il presidente. Dall’aspetto economico si è passati a quello più sportivo, relativo alla gestione dei calciatori da parte delle nazionali. "Si deve ridurre il numero di partite durante la stagione, così da poter allenare la nazionale per due mesi. Sto spingendo da anni per tornare a 16 squadre. Vorrei sapere perché non c’è un’assicurazione se un giocatore si fa male in nazionale. Perché Uefa e Fifa non la inseriscono? Se un giocatore è fuori per un mese dovrebbero darti un certo corrispettivo di soldi e così via se l’assenza si prolunga. Se non può giocare per un anno, dovrebbero darti i soldi per farti comprare un giocatore dello stesso livello". Ma non è l’unico punto critico, per De Laurentiis. "Se vogliono i nostri giocatori, li devono pagare. Se il salario di un anno è 10 milioni, se loro hanno i giocatori per un mese mi devono dare un milione. Perché li devo dare gratuitamente? Sono una mia proprietà, non loro. È troppo facile per loro prendere 15 giocatori e non pagarli, oppure loro ricevono soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale. È poco professionale, ma sta accadendo in Italia".
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CALCIO 2.0
—A seguire, De Laurentiis ha elencato una serie di proposte per rendere il calcio più attrattivo per le nuove generazioni. "Dobbiamo rinnovare tutto, i ragazzi sono cresciuti con i telefoni, vanno velocissimi: hanno passione ma non pazienza. Possono vedere una partita per due ore solo se sono allo stadio. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25′ e 25′ consecutivi con il tempo effettivo come nel basket! Oggi nel calcio gli arbitri decidono quanto recuperare, io lotto con la Figc perché negli arbitri c’è una certa anarchia. Non è buono, per lo sport soprattutto! Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che sembrano i proprietari del calcio. Stronzate! È poco corretto. Gli agenti sono persone che offrono un servizio, non sono i padroni. Gli agenti chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono" ha concluso.
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