Roma, dal mercato alla gestione dello spogliatoio: tutti i nodi di una crisi lunga una stagione
Le prime tensioni in estate, poi tra acquisti mancati, polemiche pubbliche e contrasti interni, a Trigoria è esplosa una frattura profonda che mette in discussione equilibri e futuro
Le prime tensioni in estate, poi tra acquisti mancati, polemiche pubbliche e contrasti interni, a Trigoria è esplosa una frattura profonda che mette in discussione equilibri e futuro
Francesco Balzani Collaboratore 11 aprile - 16:40 - ROMAUna crisi non si consuma in un giorno e non dipende solo dai risultati. Quella tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri arriva da lontano, se di lontano si può parlare nell’arco di una stagione. Due grandi totem del nostro calcio oggi convivono con difficoltà in una Trigoria che ha vissuto liti, sfuriate, malumori e divergenze. Sul mercato, ma non solo. L’idillio è durato un mese, o poco più. Da quando quel 29 maggio Ranieri e Gasperini si incontrarono in un ristorante a Firenze per disegnare la Roma del futuro.
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—Un incontro al quale era presente anche Ghisolfi, poche settimane prima del suo addio e dell’arrivo di Massara. Una scelta di Ranieri, la prima che ha portato alla crisi. Tra il nuovo direttore sportivo e l’allenatore, infatti, le incomprensioni sono sorte quasi subito. Il primo caso è stato quello di Rios, uno dei due nomi segnalati da Gasperini. La trattativa che sembrava a un passo dallo sbloccarsi alla fine si è arenata. Troppo tempo perso secondo Gasp, troppi capricci del colombiano secondo Massara. Alla fine Rios è andato al Benfica e la Roma ha ripiegato su El Aynaoui, che in questa stagione ha giocato titolare appena cinque volte. Poi arrivò Wesley, l’altro nome indicato dal tecnico. Troppo poco. E proprio a metà luglio arrivarono le prime stoccate di Gasperini. Il 19 luglio, al termine dell’amichevole contro il Trastevere, arrivò il primo segnale: "Siamo un po’ in ritardo, abbiamo iniziato da otto giorni, ma ci mancano ancora tanti giocatori, sono preoccupato". Una settimana dopo un altro messaggio. "Quanti giocatori servono ancora? Fate la conta tra cessioni e assenti per infortuni, l’aritmetica non è un’opinione - sbottò Gasp - Questo non è un alibi, questa è la fotografia. E noi non possiamo essere ipocriti. Sarebbe bello realizzare quello che io e la società abbiamo nella testa". Una richiesta specifica verso i Friedkin.
massara e il caso sancho
—Ma quello che è apparso in pubblico era solo la versione soft del martellamento (per certi casi legittimo) di Gasperini. Dietro le quinte i confronti con Massara erano stati di certo più aspri, con Ranieri a fare da mediatore. Un ruolo che non pensava di dover affrontare in questa maniera dopo poche settimane dal matrimonio con Gasperini. Ma è solo l’antipasto di quel che succederà ad agosto. Oggetto della prima, grande discussione è Sancho. L’esterno inglese è in uscita dal Manchester United e per il tecnico può essere la grande occasioni di rilancio. Il focus di Gasp d’altronde è sempre stato l’attacco e fino a quel momento era arrivato poco o nulla. I costi per Sancho sono enormi, soprattutto per quanto riguarda lo stipendio. La Roma decide comunque di andare oltre i parametri imposti a inizio mercato, ma qui inizia una telenovela infinita col giocatore che non risponde al telefono, i procuratori che spingono per l’accordo e Massara che si guarda intorno alla ricerca di altri profili. Ne escono fuori parecchi tra cui Rowe tirato ieri in ballo da Ranieri, ma il focus resta su Sancho. A sorpresa Gasperini, in un’intervista alla Rai, dichiara: "Sancho ha detto no alla Roma? Non è vero, non lo ha mai fatto". Contraddicendo un po’ quelle che erano invece le indicazioni di Massara. Nel frattempo l’Inter si avvicina a Koné. E la speculazione è semplice: Gasperini vuole cedere il centrocampista per prendere Sancho. Alla fine non avviene. Ma col passare dei mesi emerge un retroscena: i Friedkin avevano convinto Sancho sul gong del mercato, ma a quel punto Gasperini non era più convinto della sua voglia di Roma. E l’affare saltò. "Abbiamo perso solo tempo su Sancho", ha detto ieri Ranieri. Un segnale chiaro.
tensioni con ranieri
—Terminato il mercato arriva la resa dei conti a Trigoria con Sir Claudio che rilascia una lunga intervista ai canali del club. "Sancho era economicamente era molto, molto pesante, però i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. Certo, ci sarebbe stato da vendere qualcuno: finché non fosse uscito un pezzo pregiato non avremmo potuto farla. Ma quel pezzo pregiato non credo che si sarebbe mai venduto, perché i giocatori di valore noi vogliamo tenerceli. Più in generale, abbiamo inserito dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo. Gasperini è uno molto esigente, lo sapevamo ma farà grandi cose". Acqua sul fuoco, o almeno un tentativo. Inizia il campionato e i risultati positivi arrivano tanto che si parla addirittura di scudetto. A Trigoria torna una calma apparente anche se la gestione di qualche singolo è ritenuta un po’ troppo severa. Ma quelli sono sempre stati i modi di Gasperini, piacciano oppure no. Nel frattempo al tecnico arrivano rassicurazioni: a gennaio prenderemo l’ala sinistra cercata in estate. Gasperini riceve l’input anche se a volte si lascia andare in conferenza. Emblematica in questo senso la dichiarazione del 10 settembre scorso: "Roma è una piazza straordinaria, c’è tutto per far bene. Semmai dobbiamo crescere a Trigoria".
mercato invernale
—Passano i mesi e si avvicina la finestra invernale. E qui i toni si inaspriscono. Le trattative per Raspadori e Zirkzee, indicate come prioritarie da Gasperini, sembravano avviate, salvo poi subire un brusco rallentamento che ha irritato l’allenatore. I primi di gennaio proprio la gestione delle operazioni in entrata è stata al centro di una discussione accesa tra Gasperini e il direttore sportivo Massara, avvenuta a Trigoria alla presenza di Claudio Ranieri. Un confronto diretto, dai toni duri. Il tecnico di Grugliasco avrebbe già bocciato il primo rinforzo pensato da Massara, vale a dire il centravanti tedesco Fullkrug poi andato al Milan (stando a quanto riporta il quotidiano romano, proprio dopo che Gasp ha messo il veto). La distanza in questo caso però non riguarda i nomi, ma tempi e modalità. La lite più grande avviene a Bergamo, dopo la sconfitta con l’Atalanta. Arrivano smentite, però, sull’ipotesi dimissioni sia di uno che dell’altro. A guarire la ferita c’è l’affare Malen che riporta per qualche giorno il sereno. Ma a fine mese, dopo gli arrivi dei giovani Vaz e Venturino, arriva un’altra conferenza di fuoco. "Mettetevi d’accordo: volete una Roma under 23 o la Champions? - chiede Gasp ai giornalisti -. Altrimenti restiamo tutti scontenti". Ma la domanda non era tanto ai presenti quanto alla società e a una maggiore chiarezza su quali sono i reali obiettivi del club giallorosso. "Vaz e Venturino sono validi per il futuro, ma non possiamo chiedergli di essere determinanti per obiettivi così alti", ha aggiunto Gasp. Facendo una netta distinzione con Malen e inviando un’altra frecciata per le tempistiche: "Non pensavo di avere così tante difficoltà ad inserire giocatori in ruoli chiavi che cercavamo dall’estate".
caso totti
—Ranieri inizia a perdere la pazienza, i rapporti diventano sempre più freddi. E si inaspriscono dopo la questione Totti. Il senior advisor, infatti, in un’intervista a Sky a sorpresa parla del probabile ritorno dell’ex capitano a Trigoria. Qualche settimana dopo Totti va a cena con Gasperini, senza che la società fosse informata. Gli scatti dell’incontro fanno il giro del web, ma non tutti a Trigoria gradiscono e le trattative per il ritorno di Francesco si arenano. Gelosie, prese di posizione e diverbi che proseguono. Intanto la Roma entri in un vortice di risultati negativi: l’eliminazione col Bologna in Europa, le sconfitte con Como e Genoa. Da una parte la dirigenza è scettica su cambi e scelte di Gasp, dall’altra il tecnico si stupisce del silenzio societario dopo i presunti torti arbitrali. "Faccio la faccia da scemo, così non si offende nessuno", dirà Gasperini in conferenza dopo che l’Aia aveva giustificato l’espulsione di Wesley a Como. Tensione sul filo fino al silenzio di Gasperini dopo la vittoria sul Lecce. Ufficialmente per un calo di voce, ma chi era all’Olimpico sa che la voce il tecnico l’ha tirata fuori eccome negli spogliatoi.
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infortuni
—Oggetto della furia le dichiarazioni rilasciate da Massara prima della partita. "Gli infortuni? Succedono a tutti, soprattutto in questa fase della stagione. Dispiace averli avuti concentrati in un solo reparto. Dobbiamo essere in grado di trovare le risorse per fare bene e ci sono". Tradotto: ok le defezioni, ma bene o male ogni club ha i suoi problemi e la Roma ha i calciatori per uscirne fuori. In controtendenza con quanto detto e pensato da Gasperini, che si appellava proprio alla tante assenze per il calo improvviso della squadra. Proprio il tema infortuni e recuperi è l’ultimo atto di una tragedia annunciata. Per Gasperini lo staff medico ha frenato alcuni ritorni in campo, su tutti quello di Konè a Napoli. Ma anche le gestione dei casi Dybala e Ferguson sono nel mirino. Inizialmente per entrambi era stata adottata la terapia conservativa, salvo un mese dopo intervenire chirurgicamente. Dall’altra parte la dirigenza imputa proprio a Gasperini una eccessiva fretta che ha portato poi agli stop più lunghi dello stesso Konè e di Wesley. Infine l’ultimo capitolo. Gasperini elogia i Friedkin per l’impegno economico, ma bacchetta sulle scelte di mercato: "In questi anni sono stati presi 30 giocatori, ne giocano titolari quattro. Bisogna cambiare target, l’esempio sono Malen e Wesley". Parole che hanno fatto sbottare Ranieri. Il resto è storia attuale.
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