Free Flow, il pedaggio senza caselli: come funziona e perché non è ancora ovunque
La Gazzetta dello Sport

Free Flow, il pedaggio senza caselli: come funziona e perché non è ancora ovunque

Sabato 11 aprile 2026
3 visualizzazioni

Ecco dove è attivo il sistema di pedaggio senza barriere, come funziona e quali sono i pro e i contro

Ecco dove è attivo il sistema di pedaggio senza barriere, come funziona e quali sono i pro e i contro

Giuseppe Biondo 11 aprile - 16:26 - MILANO

Lo chiamano Free Flow, letteralmente “flusso libero”. È il pedaggio senza caselli o barriere fisiche, sulla carta il modo migliore per gestire le tratte a pagamento sia per l’automobilista che per il titolare della tratta. In Italia esiste già da tempo: sulla Pedemontana Lombarda, ad esempio, la riscossione “telematica” è operativa dal 2015. Un altro tratto autostradale con il Free Flow è l'Asti-Cuneo, ma ci sono anche le tangenziali di Como e Varese. C’è chi auspica una diffusione più ampia, convinto in primis dal comfort: manca il casello e vengono meno le soste per pagare, e così anche le lunghe code degli esodi e dei bollini rossi estivi. Si risparmia tempo, e per chi viaggia tanto e per lavoro ha le giornate scandite al minuto, è un fattore non trascurabile. Ma non sono tutte rose e fiori: il sistema Free Flow ha anche dei limiti.

LEGGI ANCHE

Le autostrade italiane da record: la più cara, la più lunga, la più antica

Un cartello che annuncia un casello autostradale

COME FUNZIONA

—  

L’idea alla base del pedaggio Free Flow è che l’auto o il mezzo pesante non debbano fermarsi al casello. A registrarne il passaggio nei “portali” disseminati lungo la tratta è un sistema di telecamere, di occhi elettronici collegati a un cervello digitale, che sulla base della targa o dell’apparato di bordo (Telepass, Unipolmove e altri operatori di telepedaggio) attribuisce la classe del veicolo e calcola il pedaggio. Sulla carta il Free Flow rende il traffico più fluido: nessuno deve rallentare o fermarsi per pagare il dovuto, le incombenze che di norma sono svolte al casello vengono digitalizzate. Se l'auto è dotata di un sistema di telepedaggio, allora l'importo viene addebitato tramite quel canale. Altrimenti il pagamento può essere effettuato tramite sportello Atm, app per smartphone, carta ricaricabile (ad esempio la ricaricabile Pedemontana) o su un conto indicato dall'automobilista per la domiciliazone dei pedaggi. Sia la Pedemontana Lombarda che la Asti-Cuneo elaborano i transiti nel giro di 24 ore e prevedono, per l’utente che non ha attivo la domiciliazione dei pedaggi, il saldo entro 15 giorni dal passaggio. Un margine più ampio rispetto ad altri Paesi. In Francia, ad esempio, il pagamento va effettuato generalmente entro 72 ore dal transito. In Portogallo, dove gran parte delle strade a pagamento è regolata dal Free Flow, vengono concessi, in genere, 5 giorni di tempo. In Norvegia, invece, il sistema denominato AutoPass prevede un accumulo mensile dei pedaggi con successiva fatturazione periodica del dovuto.

LEGGI ANCHE

Che fine fanno i soldi del pedaggio autostradale

Se il Free Flow fosse perfetto, i caselli sarebbero un ricordo lontano

FREE FLOW: I PRO

—  

Se il pedaggio Free Flow fosse totalmente privo di difetti avrebbe già soppiantato i modelli di pagamento tradizionali con le barriere fisiche. Per i gestori sarebbe più comodo e di gran lunga più vantaggioso sul piano economico passare al flusso libero, riscuotendo i pedaggi tramite un’architettura che non ha bisogno di punti fisici e di decine di dipendenti (o centinaia, a seconda dell’estensione della rete) indispensabili per il funzionamento del sistema classico. Eppure i caselli esistono ancora. Il Free Flow implica vantaggi in termini di fluidità della circolazione: senza barriere, non possono esserci code alle stazioni. C’è poi un tema ambientale. Meno stop and go - tra frenate, ripartenze e motori in coda al minimo per parecchio tempo, talvolta ore - si traducono in minori emissioni inquinanti. 

Acquista i biglietti per EICMA RIDING FEST 2026: test ride gratuiti, intrattenimento e pura passione su due ruote

LEGGI ANCHE

Quanto sono aumentati i pedaggi autostradali nel 2026? Il calcolo

Le due opzioni di pagamento del pedaggio più diffuse oggi: contanti o carta oppure telepedaggio

FREE FLOW: I CONTRO

—  

Tuttavia, il sistema Free Flow ha anche dei contro. L’assenza del pagamento obbligato e immediato sposta l’onere su chi viaggia, con possibili dimenticanze che sfociano in azioni di recupero crediti e relative contestazioni. C’è poi una questione di digital divide: non tutti i viaggiatori occasionali, specialmente se avanti con l’età, hanno familiarità con le procedure di pagamento digitali tramite app o portali online. La terza criticità è il nodo privacy sul trattamento delle informazioni sul transito. Per ultimo, il rischio evasione: targhe false, alterate, deteriorate o parzialmente leggibili rendono difficile il recupero del pedaggio e centrali i controlli. Nonostante i vantaggi in termini di fluidità e comodità, il pedaggio senza caselli convive ancora con i sistemi tradizionali su gran parte della rete autostradale europea. Segno che la tecnologia è matura, ma restano delle criticità residue.

Leggi anche Mario Biondi: "Con le moto ho smesso, ora mi diverto con la Mercedes Amg GT"Semafori, a Roma arriva la quarta luce bianca: a cosa serve

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo