Nicole Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani: la vita di lusso in Uruguay, lo yacht "Gin Tonic", i party (blindatissimi) con Naomi e Valeria Mazza
Ospiti selezionati, party blindatissimi con modelle e calici che non rimanevano mai vuoti. Le feste organizzate da Giuseppe Cipriani ? erede dello storico Harry?s Bar di Venezia e...
Ospiti selezionati, party blindatissimi con modelle e calici che non rimanevano mai vuoti. Le feste organizzate da Giuseppe Cipriani – erede dello storico Harry’s Bar di Venezia e compagno di Nicole Minetti – erano un rituale di lusso e mondanità. Tutto l’anno, a qualsiasi latitudine. Nella blindatissima tenuta di Maldonado, in Uruguay, o a bordo del gigantesco yacht Gin Tonic, la coppia organizzava ricevimenti esclusivi per un pubblico internazionale di imprenditori, celebrità e volti dello spettacolo.
La vicenda della grazia concessa dal presidente della Repubblica all’ex igienista dentale vicina a Silvio Berlusconi ha riportato sotto i riflettori proprio quel mondo scintillante fatto di serate glamour e tanta ambiguità.
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Gli ospiti delle serate esclusive
Tra tappeti persiani e tende marocchine alla corte di Cipriani e MInetti hanno sfilato negli anni i nomi dello star system mondiale: l’icona del pop latino Shakira, top model del calibro di Naomi Campbell, Valeria Mazza ed Esther Cañadas, attrici come Emilia Attias e Valentina Zenere. Così come produttori televisivi e nomi di peso dell’intrattenimento come Sebastián Ortega.
Accanto alle celebrità del cinema e della moda, nei parterre d’onore di Cipriani non mancavano mai uomini d’affari come l’argentino Pierpaolo Barbieri o l’ex broxer americano Jordan Belfort la cui parabola tra eccessi, speculazione e caduta giudiziaria ha ispirato The Wolf of Wall Street, il celebre film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio.
Lusso, business e mondanità
Ma a solleticare immaginazione e curiosità è sempre stata l’esclusività dei luoghi scelti dalla coppia per i loro eventi. Grazie all’isolamento della tenuta di Punta del Este e la discrezione garantita dallo yacht, i party erano degli ambienti super schermati, dove mondanità e business si sovrapponevano fino a diventare indisinguibili. Tutto era controllato nei minimi dettagli.
Anche ciò che doveva filtrare all’esterno: via libera a foto e video che celebravano il lusso, il potere e l’ostentazione. Ma niente cellulari per le modelle che soggiornavano nelle sei casette separate e destinate a prolungare le notti dei “dopo festa”.
Perché i party da copertina dovevano parlare lo stesso linguaggio degli affari.