Gragnano, palloncini bianchi e azzurri per i funerali di Emanuele Cannavale, la mamma: «Insegnaci a vivere senza di te»
Il Mattino

Gragnano, palloncini bianchi e azzurri per i funerali di Emanuele Cannavale, la mamma: «Insegnaci a vivere senza di te»

Domenica 1 novembre 2026
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«Insegnaci tu come si fa a continuare a vivere senza di te». È il grido di dolore di una mamma che ha perso suo figlio a soli 16 anni. Parole scritte per Emanuele Cannavale,...

«Insegnaci tu come si fa a continuare a vivere senza di te». È il grido di dolore di una mamma che ha perso suo figlio a soli 16 anni. Parole scritte per Emanuele Cannavale, morto mercoledì in un incidente a Castellammare, e affidate alla voce di un familiare perché l'emozione le ha impedito di leggerle. Nella chiesa di Sant'Erasmo, a Gragnano, oltre cinquecento persone si sono strette attorno alla famiglia per l'ultimo saluto al ragazzo.

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«In questi giorni in casa nessuno ha cucinato. Manchi tu, che avevi un sogno. Eri il nostro orgoglio». Nella lettera della mamma c'è il racconto di una quotidianità interrotta, di una casa nella quale anche i gesti più semplici sono diventati impossibili. Il dolore per un figlio uscito per andare a scuola e mai più tornato. Poi la supplica: «Da lassù dacci la forza di andare avanti, noi non ce la facciamo. Aiuta questa famiglia come facevi tu. Grazie per questi 16 anni insieme».

Parole che hanno accompagnato una cerimonia segnata dalle lacrime e da un silenzio profondo. Davanti alla bara bianca, don Gaetano ha pronunciato un'omelia intensa, cercando di dare voce a un dolore che nessuna spiegazione può attenuare. «Di fronte alle tragedie che spezzano il cuore, le parole sembrano fumo. Non riescono a consolarci, a volte danno persino fastidio».

«C'è un posto vuoto a tavola, in cameretta, a scuola. È il posto di Emanuele», ha ricordato il sacerdote. Un posto che nessuno potrà occupare, quello di un ragazzo che aveva ancora tanti sogni da realizzare. Don Gaetano ha ricordato anche un piccolo gesto d'amore: il pomeriggio prima dell'incidente Emanuele aveva accompagnato la sorella Annarita a doposcuola. Un momento ordinario diventato un ricordo prezioso.

«Oggi Emanuele ha cambiato posto. Continuerà a essere figlio, fratello, nipote, amico e compagno. Soltanto in un altro posto, che è il Paradiso». Con queste parole il sacerdote ha affidato alla fede il ricordo del sedicenne, mentre familiari e amici cercavano conforto negli abbracci. All'esterno della chiesa ad attendere il feretro i ragazzi dell'Istituto Alberghiero Viviani, con magliette raffiguranti il volto dell'amico. Gli stessi compagni che gli avevano dedicato una lettera promettendo di portarlo con sé in ogni futuro traguardo. Poi un lungo applauso e il volo dei palloncini bianchi e azzurri. Centinaia di persone hanno accompagnato Emanuele nel suo ultimo viaggio.

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