Napoli, Porta Capuana rinasce: arriva la nuova caserma della Guardia di finanza
Una caserma della guardia di finanza per cambiare il volto di Porta Capuana e salvare dal degrado una delle aree più problematiche della città. Quella che dal XIX secolo è...
Una caserma della guardia di finanza per cambiare il volto di Porta Capuana e salvare dal degrado una delle aree più problematiche della città. Quella che dal XIX secolo è stata la sede della Pretura di Napoli diventerà la nuova sede del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli. Oggi si è svolta la cerimonia di consegna dell’immobile da parte dell’Agenzia del Demanio. L’edificio, che fa parte del complesso seicentesco di San Francesco da Paola, viene assegnato grazie a una collaborazione tra Prefettura, Comune di Napoli, Agenzia del Demanio e Guardia di Finanza.
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L’operazione rientra nel Piano Città degli immobili pubblici, sottoscritto dal Comune e dal Demanio, e si inserisce nella strategia di sicurezza promossa dal prefetto di Napoli, accogliendo anche le richieste del Comitato cittadino. Al termine di un lungo intervento di ristrutturazione, lo storico edificio sarà restituito a usi civili. Tempi di attesa stimati in tre anni circa.
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L’iniziativa contribuirà a rafforzare la sicurezza in un’area complessa come quella di Porta Capuana. La struttura ospiterà oltre 600 militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli, uno dei reparti principali della Guardia di Finanza a livello provinciale.
Alla cerimonia il sindaco Gaetano Manfredi: «Questo palazzo ha attraversato varie vicissitudini, con un cantiere rimasto fermo per molti anni e diventando ricettacolo di marginalità.
Questo progetto è però funzionale alla riqualificazione de territorio. Ci sarà anche un’importanza sinergia con gli operatori del vicino mercato». Per il generale di corpo di armata Francesco Greco il progetto rappresenta «un esempio del fatto che quando le istituzioni lavorano in maniera coesa si arriva a risultati importanti in tempi brevi. Napoli merita che questo palazzo storico torni a essere funzionale per la cittadinanza. Per il prefetto Michele di Bari il progetto rappresenta una «testimonianza vivente di come dare risposte concrete ai cittadini. Cosi creiamo un clima di fiducia».